UBBIDIRE A CESARE - Quo Vadis aps

Associazione di aiuto alle vittime di sette e movimenti religiosi
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UBBIDIRE A CESARE

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13 maggio 2020
UBBIDIRE A CESARE
  

Partiamo dalla Scrittura base di Matteo 22:21: “Rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare, ma a Dio ciò che è di Dio”.

Queste sono le parole che Gesù ha insegnato a ciascuno di noi.
Ogni buon cristiano, dunque, deve dare a Cesare, cioè alle autorità del Paese in cui vive, tutto quello che gli venga richiesto, sia che si tratti di tasse, di presentarsi in qualche ufficio pubblico, di comparire davanti ad un tribunale, oppure di ubbidire alle disposizioni emesse dallo Stato, dalle Regioni o dai Comuni.
Che dire a proposito del comportamento dei Testimoni di Geova, al tempo del Coronavirus?
Hanno seguito scrupolosamente tutte le disposizioni emanate dalle autorità?
Alcuni ascoltatori ci segnalano che, ancora una volta, il comportamento dei TdG non coincide affatto con ciò che predicano.
Ancora una volta ci viene riferito che molti di loro non hanno “ubbidito alle autorità superiori”, come insegna a fare l’apostolo Paolo, nella lettera ai Romani (cap. 13, versetto 1).

Tutti noi sappiamo bene, infatti, che lo Stato ha ridotto drasticamente le nostre libertà di spostamento, invitandoci a restare in casa, onde evitare la diffusione del virus e cercare in tutti i modi di ridurre il contagio.
Questa disposizione è stata forse emanata dalle “autorità superiori” a cuor leggero?
Assolutamente no!
La ragione è evidente: questa decisione è stata presa proprio per salvaguardare la salute e, soprattutto, la vita dei cittadini, di tutti noi, dai bambini più piccoli fino alle persone più anziane.

Molti di noi hanno fatto enormi sacrifici per resistere alla tentazione di uscire comunque all’aperto, ben sapendo che, agendo diversamente, avremmo messo a repentaglio noi stessi e la vita degli altri.
Non è forse stata una decisione “amorevole”, come direbbero i Testimoni di Geova?
Certamente! Eppure ci sono giunti dei messaggi che testimoniano come alcune sorelle TdG non si siano attenute a questa disposizione.
Ma come, direte voi?
E’ impossibile!

Proprio loro, che quando si presentano alla vostra porta sono così orgogliose di essere diverse da tutti gli altri?
Proprio loro che si vantano di essere “superiori” perché hanno in tasca la verità?
Naturalmente non ve lo diranno mai in faccia, eppure è ciò che pensano.
Ricordiamo a tutti che i TdG sono convinti di essere l’unica categoria di persone che verrà salvata ad Armaghedon.
Dobbiamo sempre tenere ben a mente questa loro “certezza” perché non è una cosa da sottovalutare.
Ci viene riferito che alcune sorelle TdG, in particolare alcune mogli di anziani di congregazione (ossia le donne più in vista del gruppo) siano uscite di casa violando la regola emessa dallo Stato; proprio quella disposizione che esortava tutti noi ad evitare il contatto con gli altri, onde preservare la salute di tutti.

È bene ribadire che anche all’interno di questa organizzazione ci siano eccome delle gerarchie, e sono ben definite!
Se vi dicessero che, a differenza della Chiesa Cattolica, i TdG sono tutti uguali, vi mentirebbero!
La gerarchia esiste eccome, e le mogli degli anziani (perlomeno alcune) si sentono “speciali”, diverse dalle altre sorelle.
E se anche non si sentissero così, è pur vero che gli altri fratelli e le altre sorelle le guardano in modo diverso, come se veramente fossero “speciali”.

Mentre tutti noi sappiamo benissimo di essere tutti uguali agli occhi di Dio!
E questa è un’altra ipocrisia dei Tdg!
Dicono una cosa, ma ne fanno un’altra.
La cosa più fastidiosa e vergognosa è che loro non ve lo diranno mai, e lo negheranno sempre, eppure esistono centinaia di contraddizioni come queste.

Non sono meno ipocriti delle persone “del mondo”.
Si reputano molto più puri degli altri, ma di puro non c’è assolutamente nulla.
Tornando a queste sorelle che uscivano di casa perché non ce la facevano più a resistere: cosa dice la Bibbia al riguardo?
Il comportamento di queste sorelle, che si sono addirittura vantate con le altre per essere uscite, quasi fosse un vanto l’aver violato una disposizione statale, è approvato da Dio?
Il loro dio, Geova, è contento di questo loro atteggiamento?
Basta aprire e leggere la loro Bibbia, così non possono smentire nulla.

E l’apostolo Paolo è chiarissimo.
Romani 13:1 “Ognuno sia sottomesso alle autorità superiori, perché non c’è autorità se non da Dio; le autorità esistenti sono poste nelle rispettive posizioni da Dio”.
La Bibbia ci dice chiaramente che sia stato proprio Dio a permettere alle autorità di ricoprire i propri ruoli all’interno della società.
Di conseguenza, queste sorelle “esemplari” non hanno fatto altro che violare una disposizione divina, oltre che umana!
Hanno peccato due volte.
E hanno avuto persino il coraggio di vantarsene con le altre sorelle della congregazione.
Proprio con quelle sorelle che vengono continuamente emarginate e disprezzate.
Quanti ex TdG possono confermarvelo!

All’interno di questa organizzazione non si è trattati tutti allo stesso modo, anzi!
Chi non è sposato con “un pezzo grosso”, chi non “dimostra di fare progresso”, “chi non ubbidisce ciecamente alle LORO disposizioni interne ma si permette di contraddirli” viene emarginato, escluso dal gruppo e, se persiste, buttato fuori senza nessuna pietà.
Non ve lo diranno mai, ma è così.
La cattiveria silenziosa è ancora più dolorosa di quella che si fa apertamente contro qualcuno.
E come continua Romani 13? Al versetto 2: “Perciò, chi si oppone all’autorità si mette contro l’ordine stabilito da Dio, e quelli che si mettono contro di esso, attireranno su di sé il giudizio”.
Quindi, quelle sorelle, mogli di anziani, che si sono vantate di essere uscite di casa si sono persino attirate addosso l’ira di Dio.
Ma allora conoscono davvero la Bibbia che predicano oppure scelgono arbitrariamente quali norme seguire e quali, invece, trasgredire?

E cosa ne pensava l’apostolo Giacomo?
Giacomo 2:10 “Chiunque osserva tutta la legge ma la trasgredisce in un solo punto, l’ha violata tutta”.
Quelle sorelle incuranti delle leggi che hanno deciso di uscire comunque, mettendo a repentaglio la vita degli altri con estrema superficialità, hanno violato l’intera Legge di Dio, stando a quanto scrive Giacomo.
Eppure dal loro comportamento non sembrano essere molto pentite di questo.
Ma potete star certi che per queste signore non verrà istituito alcun comitato giudiziario.

Aggiungiamo un altro punto della lettera ai Romani, Romani 13: 4 “perché essa (cioè l’autorità) è al servizio di Dio per il TUO bene”.
Per quanto sia difficile rimanere in casa, la Bibbia ricorda ad ogni buon cristiano che le autorità esistono per volontà di Dio e che esse agiscono per il NOSTRO BENE!
Tutte quelle sorelle che, in barba ai decreti, hanno deciso di uscire comunque, vantandosene pure, non hanno fatto altro che venire meno ad un comandamento biblico, oltre che umano.
Quindi non hanno proprio niente da ridere o di cui vantarsi. Dovrebbero soltanto vergognarsi.
Che dire, dunque, dell’atteggiamento generale dei TdG nei confronti delle autorità?
Chiunque volesse avvicinarsi a questa setta sappia questo: i TdG si rivolgono alle autorità quando fa comodo alla loro organizzazione mondiale.
In quel caso sono i paladini della giustizia, i difensori e gli elogiatori delle autorità.
Esortano i loro adepti a non studiare, a trovare un lavoro umile per predicare quante più ore possibili, eppure, quando devono difendersi nei tribunali, ricorrono a intere schiere di propri avvocati TdG plurilaureati!
Ecco un’altra ipocrisia!

Sicuramente la maggior parte dei TdG non sa che in Australia nel luglio e nell’ agosto del 2015 si sono tenute una serie di audizioni pubbliche per presentare i racconti di due donne vittime di abusi sessuali e sono stati anche interrogati sette anziani e un sorvegliante di circoscrizione associati alle congregazioni in cui si sono verificati gli abusi.
La Commissione Reale Australiana ha anche interrogato due membri anziani della filiale australiana della Watch Tower Society e persino Geoffrey Jackson, un membro del Corpo Direttivo.
All'audizione è stato riferito che, in risposta a un ordine emesso dalla commissione, la Watch Tower Society aveva prodotto 5000 documenti tra cui 1006 fascicoli relativi alle accuse di abusi sessuali su minori riferiti agli anziani di Testimoni di Geova in Australia dal 1950 - ogni file per un diverso autore di abusi sessuali su minori, per un totale quindi di 1006 pedofili e di oltre 1800 vittime.
Avete capito benissimo: dal 1950 ad oggi ci sono stati ben 1006 casi di abusi sessuali sui minori.
Le interviste ai vari membri di questa setta sono reperibili su YouTube, è tutto documentato.
La cosa più scandalosa è che, anche in quella occasione, nessun membro dei TdG che è stato interrogato ha saputo dare delle spiegazioni chiare, nette e precise alle autorità australiane.

Se ascoltate le interviste per intero (sottotitolate in italiano), vi renderete conto da soli di quanto siano state vaghe e generiche le risposte.
Molti degli interpellati TdG hanno tentato di svicolare, di sviare le domande oppure, cosa ancor più grave, di scaricare la colpa su altri membri.
Jeoffry Jackson in persona, membro del Corpo Direttivo di questa organizzazione, ha affermato più volte, nel corso del suo interrogatorio in tribunale, davanti alla Commissione Reale Australiana, di “non essere responsabile di tutto quello che avviene all’interno dell’organizzazione”.
In che senso, direte voi?
Nel senso che lui, ha detto, “è esperto nelle traduzioni” e che il suo compito principale è quello di “valutare se tutto il materiale che dovrà essere pubblicato, sia scritturalmente accurato, corretto, e traducibile”.
Lo stesso Jackson, quindi, ha tentato di eludere molte delle domande che gli sono state poste, affermando di essere soltanto un esperto di traduzioni.
E non spetta forse proprio ai membri del Corpo Direttivo il compito di essere informati di TUTTO quello che avviene all’interno dell’organizzazione che pretendono di dirigere?
Può un dirigente lavarsi le mani solo con una sentenza così superficiale e sbrigativa?
Credo proprio di no.

E questo, secondo voi, è un atteggiamento corretto e responsabile? E’ moralmente giusto agli occhi di Dio?
Può un pastore di un’organizzazione mondiale, alla quale impartisce “cibo spirituale”, comportarsi in questo modo?
Sarebbe questo il buon esempio che il pastore mostra alle proprie pecore?
A voi la risposta.
ALBERTO

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