Testimoni di Geova - Dinamiche interne all’organizzazione: - parte 1 - Jehovah's Witnesses Internal dynamics of the organization: part 1 - Quo Vadis aps

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Testimoni di Geova - Dinamiche interne all’organizzazione: - parte 1 - Jehovah's Witnesses Internal dynamics of the organization: part 1

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11 giugno 2020  
  
TESTIMONI DI GEOVA
DINAMICHE INTERNE ALL’ORGANIZZAZIONE:
PARTE 1

JEHOVAH'S WITNESSES
INTERNAL DYNAMICS OF THE ORGANIZATION:
PART 1

Oggi non citerò le Scritture ma vi parlerò di alcuni aspetti della vita di un Testimone di Geova di getto, così come li ricordo e come li ho vissuti all’interno di questa organizzazione.

Penso sia superfluo ricordare che questa è stata la mia esperienza e che non necessariamente sarà identica a quella di altre persone, ma credo sia giusto, ogni tanto, evidenziare alcuni aspetti pratici per capire come funzioni realmente questa organizzazione.

Ed è superfluo ribadire che tutte le osservazioni e le affermazioni sono basate esclusivamente sulla mia esperienza personale, sui discorsi, sui pettegolezzi, sui comportamenti di cui sono stato testimone oculare e spettatore silenzioso.  
E parlerò dal punto di vista dei giovani, con gli occhi di un giovane, data la mia età.

Ma vi assicuro che le sofferenze provate, i dispiaceri, l’imbarazzo e i sensi di colpa feriscono tutti coloro che, alla fine, decidono di abbandonare questo gruppo, e lasciano dei segni indelebili nell’anima, indipendentemente dal tipo di esperienza.
Questo esperimento cercherà di mettere in luce, anche implicitamente, le dinamiche psicologiche di fondo che si verificano in questo credo religioso.

Vengo invitato ad un’adunanza pubblica e subito ricevo le attenzioni di ogni singolo componente della congregazione.
Dal più piccolo al più vecchio, tutti mi sorridono, chiedono informazioni sul mio conto e sembrano sinceramente interessati a me.

Improvvisamente sono bombardato da un “amore finto”; chi entra per la prima volta, però, penserà realmente di essere importante per loro perché si sentirà circondato da mille attenzioni e subito, quasi meccanicamente, assocerà questo tipo di comportamento con l’ex gruppo religioso a cui apparteneva prima e penserà, anche inconsciamente, che nessuno, prima di allora, aveva fatto lo stesso.

Mentre studio rimango stupito dall’enorme mole di informazioni che apprendo sulla Bibbia ma, dentro di me, percepisco che alcuni insegnamenti sono sbagliati ma non do ascolto al mio istinto.
Ovvio!
Cosa sapevo prima della Bibbia?
Nulla, eppure andavano in chiesa ogni domenica.
Leggere le dottrine nel libro di studio e constatare che ad ogni affermazione esiste un riscontro biblico ti lascia di stucco e ti induce a credere che quella che ti viene propinata sia la verità che tanto avevi cercato fino a quel momento.

Una sera vedi un fratello distribuire le riviste di studio ai membri della congregazione e decidi di prendere da solo le tue riviste dalla pila: vieni immediatamente rimproverato, perché ognuno ha il suo compito e tu non ti devi permettere di fare una cosa che non ti compete.

Esiste un ordine preciso e non c’è possibilità di discutere: o esegui gli ordini e ti attieni alle “disposizioni” oppure vieni buttato fuori.
In qualunque luogo, chiesa, scuola, luogo di lavoro, comune etc. puoi esprimere la tua opinione, puoi prendere l’iniziativa, anche prima che arrivi quel fratello a distribuire le riviste ma qui no!
Qui devi aspettare che sia lui a dartele.

Hai una bella parlantina oppure sei colto o laureato e avresti il desiderio di leggere ogni tanto sul podio?
Non puoi, se non sei “spiritualmente maturo”.
Non smetterò mai di dirlo: in questi anni ho imparato che i Testimoni di Geova misurano la fede a tempo!
Più tempo hai trascorso nella verità, più forte e profonda sarà la tua relazione con Geova.
E questo l’avrò sentito ripetere fino alla nausea, quindi i TdG ne sono convinti al 100%.
Chi dice il contrario, mente!

Il problema non è il non poter leggere o non poter fare una cosa; il problema antiscritturale è che la scelta degli incarichi e delle piccole mansioni sia basata solo ed esclusivamente sul “tempo” trascorso nelle fila dei TdG.
Su questo non c’è da discutere perché nella pratica quotidiana è così.

E ti ritrovi a doverti sorbire ogni settimana fratelli totalmente incapaci non solo di leggere, ma di articolare due parole di senso compiuto in italiano, cosa che ti impedisce anche di concentrarti e di seguire con attenzione.

Nel tempo ti accorgi che esistono fratelli di serie A e fratelli di serie B: i primi vengono invitati da tutti, per svariati motivi (mare, gite fuori porta, cene in famiglia, cinema e così via), i secondi non li calcola nessuno.
E Cristo predicava l’amore sincero e l’unità fra le persone, senza alcuna distinzione.

Poi arriva il sorvegliante a visitare la congregazione: tutti sono elettrizzati e non vedono l’ora di pendere dalle sue labbra.
Chissà cosa avrà mai da dirci questa volta!
Ma come?
Durante lo studio non avevo forse studiato che non esiste alcuna gerarchia all’interno di questa organizzazione?
Che strano…
Quando sono venuti a suonare non si sono forse presentati come gli unici a seguire la Bibbia alla lettera?
Non hanno insultato, infamato e augurato le cose peggiori alla Chiesa Cattolica, nel tentativo di ostentare la loro purezza spirituale?
Non si sono forse comportati esattamente come i farisei al tempo di Gesù?

Col tempo, da semplice spettatore, ti accorgi di tutte queste ipocrisie.
Vengono svelate ai tuoi occhi una ad una, se sai osservare e se non permetti loro di spegnere il tuo pensiero critico.
Noti una sorella carina, sembra molto simpatica.
Vorresti conoscerla, anche solo per guadagnare un’amica, senza avere alcun intento malizioso.
Inizi a scriverle, a parlarle in sala, a chiederle di uscire insieme in servizio.
Qualche volta, magari, hai pubblicato una foto del tutto innocua in cui siete ritratti alla stessa festa.
Il giorno successivo TUTTI sono disperati e preoccupati perché ti sei fidanzato così, di colpo, senza dire niente a nessuno e senza “prenderti il giusto tempo per chiedere consiglio a Geova in preghiera.”

Tutti danno per scontato che, uscire tre volte insieme IN GRUPPO, MAI DA SOLI, equivalga ad essersi fidanzati.
Ma per conoscersi non bisogna frequentarsi per anni?
Eppure scopri che tutti penseranno la stessa cosa, automaticamente.
Ti sei seduto una sola volta vicino ad una ragazza in sala del Regno per pregare?
Scattano i mormorii e i pettegolezzi per sapere da quanto tempo tu ti sia fidanzato.
Ma la cosa drammatica e allucinante è che l’unico che non sa di essere fidanzato sei tu, perché non è assolutamente vero.
Vieni preso in disparte dagli anziani, vieni chiuso in una stanza con loro, senza un amico, senza un aiuto, senza un supporto, e ti viene chiesto in tono anche accusatorio (come se avessi commesso un crimine terribile) cosa tu stia facendo e cosa tu abbia intenzione di fare in futuro perché non stai dando il buon esempio.
E ti rendi conto che “dare il buon esempio” significa solamente una cosa: uscire più ore possibili in servizio a predicare.
Nient’altro.
Non devi studiare, né stringere amicizia con uno/a del sesso opposto al tuo, non devi neanche “pensare” a certe cose.
Devi solo predicare e basta.
Non vai ad accudire gli anziani, a dar da mangiare ai bisognosi, a dare un supporto morale a chi ne ha bisogno. No!
L’importante è che tu sia andato a predicare e che tu abbia superato il monte ore del mese precedente.

Sappiamo tutti che gli Apostoli timbravano il cartellino ogni ora, non è vero?
Ma gli Apostoli tornarono da Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e sentito durante la predicazione.”
Sicuramente.
Ma volete davvero farmi credere che il numero di ore impiegate nella predicazione sia stata la prima cosa che gli avranno riferito?
Hai cercato di uscire dalla tua solitudine, dal tuo isolamento e dal tuo disagio nell’essere sempre a casa, cercando nuove amicizie?
Hai iniziato un rapporto di amicizia con alcune sorelle perché, di ragazzi, non ce ne sono nelle vicinanze?

Niente paura!
Un fratello invidioso e pettegolo parla male alle tue spalle e sparge la voce che tu sia perdutamente innamorato di quella sorella.
Risultato?
La settimana seguente lei non ti rivolgerà più nemmeno la parola e tu ripiomberai nella solitudine e nella sofferenza di prima.
Il grave peccato che quel fratello ha commesso, senza nemmeno rendersene conto, è stato quello di farti sprofondare nuovamente nel baratro del dolore.
Ma per queste sofferenze nessun comitato giudiziario verrà istruito per punire chi è stato per te pietra d’inciampo.
Sentirai decide e decine di discorsi dei membri del Corpo Direttivo ripetere incessantemente di non essere pettegoli, di non sparlare alle spalle dei fratelli e di essere sempre esemplari.
Ma i fatti sono leggermente diversi dalle parole.

Volete passare a salutare una sorella giovane perché si è ammalata o è stata ricoverata?
Meglio di no, perché non pensi mai che tu sia interessato a lei dal punto di vista affettivo/amoroso.
Ma anche se fosse, e non è: è un peccato mortale?

Un parente “del mondo” vi invita ad una festa?
Non potete andarci.

Siete persone allegre e solari?
Vi verrà inculcato che tutto ciò che esiste al di fuori dell’organizzazione appartiene “al mondo” malvagio di Satana e perciò è da rifuggire come la peste.
Solo i TdG si salveranno ad Armaghedon.
Dio ucciderà 8 miliardi di persone.
Se vi dicono diversamente, non credeteci!
Perché loro ci credono eccome.
Avete bisogno di una trasfusione di vitale importanza?
Lasciati morire, Geova ti farà resuscitare al momento opportuno.”
Sapete quante volte ho sentito questa frase?
Convinti convinti!

Tornerò ancora sull’esperienza diretta e pratica perché penso che metta in luce decine e decine di aspetti non scritti che ogni persona vive quando cade in questa organizzazione.

Non lasciatevi ricattare psicologicamente da questa organizzazione!

Non permettetele di rubarvi il vostro libero pensiero!

Non pensate mai di essere soli!

Ci si può rialzare più e meglio di prima!

ALBERTO

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