TESTIMONI DI GEOVA - CORONAVIRUS E LA GRANDE TRIBOLAZIONE - Quo Vadis aps

Associazione di aiuto alle vittime di sette e movimenti religiosi
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TESTIMONI DI GEOVA - CORONAVIRUS E LA GRANDE TRIBOLAZIONE

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12 marzo 2020
 TESTIMONI DI GEOVA
   
CORONAVIRUS E LA
LA GRANDE TRIBOLAZIONE


In un momento storico già segnato dall'emergenza "Coronavirus" non mi sembra il caso di gettare ulteriore acqua sul fuoco e sarebbe poco "signorile" attaccare la comunità dei testimoni di Geova senza un contraddittorio, quindi lo scrivere questi "approfondimenti" non deve esser visto come atto di sciacallaggio.

Il governo ci invita a "restare a casa", ad evitare i contatti con gli altri esseri umani ( cosa che nel resto dell'anno aneliamo ardentemente, nds ), quindi abbiamo sicuramente più tempo per stare su internet e leggere qualcosa.
Come ho scritto, siamo nel pieno dell'emergenza Covid-19, l'Italia più di altri è coinvolta dall'epidemia essendo il secondo paese al mondo per numero di vittime e contagi.

I testimoni di Geova hanno già evidenziato col pennarello "l'emergenza", sotto sotto anche se son preoccupati per la propria salute e quella dei propri cari si augurano che sia l'inizio della "Grande Tribolazione" e con essa "Il termine del sistema di cose".

Quando succede un disastro una delle frasi più ricorrenti nel mondo tdg è: "speriamo che tra le vittime non ci sia un testimone di Geova".

Avete capito?

In pratica, quando succede un terremoto che devasta un'intera città, i testimoni di Geova si augurano che a "morire" siano solo "quelli del mondo"!

Ma come, potremmo obiettare, i tdg non dovrebbero essere felici di passare a miglior vita dato che rispetto ad altri hanno in cuore una speranza di resurrezione, vita nel nuovo mondo, etc etc?

Eh no, è bello poter dire agli altri "mi dispiace per quello che ti è successo" ma mai che a soffrire debba essere "uno dei nostri".

Nel 2004, quando un violento maremoto fece oltre 200mila vittime nel sud-est asiatico molti tdg andavano in giro a "bullarsi" perchè da "leggenda interna alla comunità" nessun tdg era morto perchè "una ragazzina tdg, in India vedendo il mare ritrarsi si era ricordata di quel che aveva letto su una svegliatevi riguardo agli tsunami ed aveva avvisato la propria comunità che si era messa al riparo all'interno del paese, spostandosi quindi dalla costa".

La visione dei "disastri" naturali nei testimoni di Geova è quindi questa: nella buona o nella cattiva sorte... la cattiva sorte speriamo tocchi a te!

In effetti nei miei anni da tdg l'espressione "mal comune mezzo gaudio" non l'ho mai sentita.
Secondo una fanatica visione della vita, i soli tdg avevano "diritto" alle "fortune" della vita, non gli altri.
Cascava un aereo?
Un treno deragliava?
C'era un maxi-tamponamento sull'autostrada?

Era sempre un fiorire di "speriamo non ci siano testimoni di Geova tra le vittime".

Eppure, la cosa già all'epoca mi puzzava, mi turbava.

Non che dovessi essere felice del vedere tra le vittime un tdg ma nella mia dignità di persona non potevo accettare che qualcuno pensasse che fosse meglio morissero gli altri piuttosto che i "nostri".

Una persona ragionevole, tdg o non tdg dovrebbe augurarsi di sentire il meno possibile di queste notizie o ancora meglio, dovrebbe evitare di "commentare", cosa che i tdg, ahimè, non sanno fare, perchè il tdg medio se non "commenta" a modo suo qualunque cosa accada nel mondo non è felice.

Questo momento di "crisi" che stiamo vivendo a causa del Coronavirus sta già facendo uscire i lati peggiori della comunità, perchè il fanatismo esce fuori soprattutto nei momenti di estrema difficoltà, come lo è appunto questo inizio di Marzo del 2020.

Per molti tdg il Coronavirus è l'inizio della Grande Tribolazione e si aspettano da un momento all'altro che dai vertici dicano quelle magiche paroline: "La Grande Tribolazione è cominciata!"

Immagino già il giubilo ( nelle case private perchè non ci si può radunare in sala ) tra i ferventi miei ex-compagni d'opera per questa notizia!

D'altronde molti di loro non vedono l'ora di essere deportati, messi in condizione di rinnegare il proprio credo, non vedono l'ora di nascondersi nelle cantine a farsi forza l'un con l'altro...
Perchè questo è quello che i testimoni di Geova si aspettano dalla “Grande Tribolazione”!
In una delle ultime assemblee a cui ho assistito, pardon, congresso, veniva trasmesso un "film" che descriveva come sarebbe stata la G.T e terminava con i fratelli "zelanti", quelli bravi e spirituali, chiusi in uno sgabuzzino mentre fuori gli eserciti erano pronti a fare una strage delle loro candide anime...

  1. Sapete quanti inizi di Grande Tribolazione hanno profetizzato i singoli tdg?
    Ogni avvenimento "particolare"era visto come un possibile inizio.
    Anziani di congregazione zelantissimi parlavano della "fine" da li a pochi mesi più di 20anni fa!
    Molti erano pronti alla "fine" dopo gli attentati dell'11 settembre o dopo lo tsunami del 2004.
    Tutte le volte che l'organizzazione metteva il pepe nell'ambiguità di certe affermazioni i fratelli cercavano "segni" della fine.
    "Questa potrebbe essere l'ultima commemorazione" oppure "Questa campagna di predicazione particolare" hanno sempre avuto l'effetto psicologico di mettere i soldatini tdg in modalità "Last Days".
    Che poi, sapete da quanto durano "gli ultimi giorni"?
    Dal 1914...
    Son più di 100 anni che deve finire tutto e a parte qualche qualche guerra mondiale, qualche disastro nucleare, qualche tentativo reciproco tra paesi nemici e potenti di far esplodere il pianeta siamo stati tutto sommato abbastanza tranquilli!
    Ma per i testimoni di Geova la fine è sempre dietro l'angolo, sempre li che ti fa "ciao ciao" con la manina.
    In effetti, essendo stato tdg per molti anni comprendo l'ansia dei miei ex compagni d'opera: una persona dedica tutta la vita ad aspettare la fine... e che almeno arrivi! Il Covid-19 è per i tdg, la motivazione spirituale a credere nella "verità" per l'anno 2020.
    Passata l'emergenza dovranno trovare in qualche altro "disastro" o "problema" la linfa vitale per credere ancora all'Organizzazione.
    Eh si, "credere all'organizzazione" perchè di Geova, di una qualsiasi divinità non c'è traccia nel credo dei tdg.
    Ci si rifà sempre e comuqnue all'organizzazione, Bibbia o divinità varie sono solo un contorno ormai del loro "credo", servono solo a giustificare l'appartenenza a qualcosa di religioso.
  2. Anche io all'epoca mi aspettavo questa fantomatica "Grande Tribolazione", non che la aspettassi con tanta ansia però, insomma l'idea di avere qualcuno che mi puntava un fucile alla tempia con l'intento di farmi rinnegare "il mio credo" non è che mi gustasse molto. I miei compagni d'opera invece facevano e tuttora fanno grande sfoggio di spavalda arroganza, perchè "loro avrebbero affrontato a testa alta" la grande tribolazione.
    Mmmh... eh si , siamo tutti capaci di essere Rambo in Italia, quando non ti viene toccato nemmeno un capello qualunque cosa tu dica o faccia.
    Siamo tutti capaci di dire "io sopporterò tutto" quando il massimo delle disgrazie che ti è capitato è "perdere la cartelletta del servizio per strada".
    Facciamo invece un breve approfondimento su quello di cui hanno paura i tdg, ovvero tutto, aiutandoci con piccoli esempi.
    Se ad un anziano dei testimoni di Geova chiedete qualche informazione più dettagliata sull'organizzazione ti dirà che non è tenuto a parlarvi di queste cose, se gli fate notare che avete "registrazioni" di conversazioni avute con loro nelle quali sono "evidenti" ammissioni di certe pratiche o disposizioni son capaci di risponderti che certe informazioni "è meglio che non finiscano nelle mani dei media perchè potrebbero non capirle o fraintenderle", se gli chiedete conto dei documenti relativi alla privacy delle persone che tengono conservati senza permesso son capaci di dirti: "son cose riservate dell'organizzazione, non siamo tenuti a dar conto a nessuno di ciò che conserviamo", se gli fate notare, con garbo, che potreste avvisare la magistratura e le forze dell'ordine ti rispondono con un "non abbiamo più niente a che vedere con te"!
    Ora, non tutti i fratelli nascono "piccoli Rambo" però un dubbio mi sorge: se questi poveracci hanno paura di dire cosa conservano nei propri archivi riservati, come faranno un giorno a sopportare un brutto ceffo in uniforme che minaccerà di sterminare la famiglia se non rinnega la religione o se non gli fornisce determinate informazioni?
    La verità è una ed inequivocabile: non ci credono manco loro alla Grande Tribolazione, ma fa figo fingersi Rambo in congregazione dove ormai la maggioranza dei componenti sono o ultrasettantenni, donne sole divorziate, separate, vedove, giovani coppie con la personalità neutra di un bradipo o giovani con pettinature talmente imbarazzanti che speri ardentemente facciano uso di droghe perchè altrimenti non si spiegano certe facce!
    Ma questi sono i tdg!
    Gli stessi tdg che fanno il mazzo ai poveri fratelli o alle povere sorelle che hanno bisogno di una trasfusione ma che poi se ha bisogno qualche proprio familiare banalizzano con un: "eh, ma in fondo mia madre o mio padre non è testimoni di Geova, lui può farla!" Ah si?
    Cioè fammi capire, il tuo amico "tdg" se ne ha bisogno può morire come un cane o fare la fine del martire spirituale ma un tuo familiare non tdg invece non ti fai problemi a dire che è "giusto" che si salvi la vita?
    Non sarebbe meglio, amico tdg, che il tuo modo di pensare fosse più orientato sul "chiunque decida di dire
    Si ad una trasfusione...Io devo ESIMERMI dal commentare a riguardo?
    Perchè la paura e l'ansia non sono giudicabili così superficialmente.
    Lo stiamo provando tutti sulla nostra pelle cosa sia la paura, cosa sia l'ansia, cosa sia il "trovarsi in una situazione" senza precedenti.
    E questa situazione è "nuova" per noi fortunati del ricco occidente perchè di situazioni simili o peggiori persone meno fortunate di noi son chiamate tutti i giorni da anni a doverle affrontare.
    Chi scappa dalla guerra, dalla fame, dalle epidemie nei paesi del terzo mondo conosce già l'ansia che noi "occidentali" proviamo forse oggi per la prima volta.
    E non è bello, non è affatto bello.
    Non possiamo essere contenti di un Periodo Nero come quello che stiamo vivendo e catalogarlo come fosse un prodotto cinematografico o un bene di consumo.
    La Grande Tribolazione è solo un brutto modo di esprimersi e di pensare, prima di pronunciare certe parole con superficialità e mancanza di tatto pensiamo a chi sta morendo per il Coronavirus, a chi muore in mare per scappare dal terzo mondo, a chi vive e muore in paesi come la Corea del Nord dove la dittatura è più di una "parola" detta con poca delicatezza, pensiamo a chi in questo momento in Siria, in Kurdistan e in tanti luoghi del mondo che non vengono nominati nei Telegiornali sta vivendo l'incertezza come pane quotidiano e non come uno scherzo.

L'ansia per il Coronavirus metterà quindi di nuovo in moto la macchina della propaganda geovista, preparando sti poveri cristi ad una Grande Tribolazione che non avverrà mai.
Per i testimoni di Geova che dovessero leggere queste righe ripeto: la Grande Tribolazione non avverrà mai!

State tranquilli e dormite sereni, restate a casa, apprezzate ciò che la vita vi ha concesso, dedicate questo tempo anche a voi stessi e ai vostri familiari, informatevi su quello che sta accadendo nel mondo, informatevi a prescindere, di qualunque argomento, non chiudetevi in una gabbia, non isolatevi ulteriormente, non pensate solamente a seguirvi le adunanze in streaming e a ripassarvi le rivistine che trovate nella Jw library tanto non ci verreste mai a capo di tutto quello che sta accadendo, non vi siete mai accorti di come sono arzigogolate le false profezie, i tentativi di dare una cronologia agli avvenimenti che porteranno alla Fine, etc etc etc?

Pensate a restare a casa, a godervi la vita, queste settimane di "quarantena" a cui tutti siamo chiamati usiamoli per capire quanto è bella LA VITA non quanto può essere giusta LA FINE, perchè nessuno deve sperare nella FINE, ne per noi, ne per gli altri.

Non siamo GIUDICI sugli altri, talvolta non siamo neanche giudici su noi stessi perchè non c'è cosa più difficile che GIUDICARCI, siamo tutti imperfetti, tutti imperfetti, tutti, TUTTI.
Impariamo a vivere rispettando gli altri, i loro gusti, il loro credo religioso, politico, la loro natura sessuale.

Non dividiamoci in categorie, non siamo in una tabella excel, non siamo qui a dividerci per meriti o demeriti.
Lasciamo che ognuno sia libero di essere se stesso e soprattutto fate un piacee a voi stessi, non negatevi LA VITA ORA in attesa di una VITA POI.
Continuate a credere in Geova se questo vi rallegra, nessuno vuole che i tdg scompaiano dalla terra, nessuno dice che i tdg non debbano avere la propria fede.

La fede è un concetto personale e ogni essere umano ha il diritto di poterla esercitare nei modi e nei tempi che ritiene più opportuni.

Quello che vi si "consiglia" è di riflettere, di ponderare ogni azione che fate, di farvi una sana riflessione perchè se aveste più equilibrio in certi ragionamenti e in certe azioni forse il vostro modo di vivere potrebbe giovare alla vostra salute emotiva e fisica.

Se vi fermaste solo un minuto a ragionare sull'incoerenza di certi atteggiamenti o certe frasi che vi escono sareste già a buon punto per poter giudicare con lucidità la Verità a cui dite di appartenere.

Giudicarsi non vuol dire ne condannarsi nè autoassolversi: Giudicarsi vuol dire farsi un'esame di coscienza, un'esame di coscienza per poter essere almeno "consapevoli", REALMENTE CONSAPEVOLI di ciò che si sta facendo.

Poi, con la consapevolezza sul tavolo ognuno è libero di continuare a fare ciò che ritiene più opportuno.

Vivere in attesa della fine e delegare ad altri la propria esistenza e le proprie "decisioni personali" non è spiritualità ma come diceva un grande saggio: per me la La corazzata Potëmkin è una cagata pazzesca!

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