QUARESIMA - Quo Vadis aps

Associazione di aiuto alle vittime di sette e movimenti religiosi
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QUARESIMA

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17 febbraio 2021
  17 febbraio 2021
QUARESIMA

La Quaresima molti anni fa era un tempo di streghe e lupi mannari, fantasmi e anime in pena, una vera deformazione di questo splendido periodo di riflessione.

Per la maggior parte delle persone di oggi la Quaresima è un tempo come un altro, non significa nulla, se non forse essere solo il periodo “dopo-Carnevale”.  

Il lungo processo di erosione della cultura cristiana è penetrato a fondo nel popolo italiano, stravolgendo le festività più importanti, ma soprattutto cancellando dalla memoria comune i grandi tempi liturgici.

Che cos’è la Quaresima?  
La parola “Quaresima” deriva dal latino Quadragesima (dies), ovvero quarantesimo giorno.  

È un numero simbolico, perché ci ricorda i 40 anni che il popolo ebraico ha trascorso nel deserto, dall’Egitto alla Terra Promessa, e anche i 40 giorni che Gesù ha passato nel deserto prima di iniziare la sua vita pubblica.

Col tempo, la Chiesa ha stabilito sei settimane di Quaresima, con l’obiettivo di preparare i fedeli a celebrare bene la Pasqua del Signore.  

È un momento opportuno per cambiare vita.  

Gesù non vuole olocausti e sacrifici, ma cuori puri e misericordiosi!  
Ecco l’obiettivo principale di questo periodo liturgico: trasformare i cuori di pietra in cuori di carne!

Spesso per tanti cattolici viene percepito come un debito da pagare, un tempo di penitenza e di sofferenza che si spera passi il più in fretta possibile. Peche?  

Perchè col passare degli anni, l’obiettivo principale si è perso tra innumerevoli leggende e credenze popolari, che hanno impoverito il senso principale di questi 40 giorni.

È vero che digiunare e fare penitenza può aiutarci a comprendere meglio il senso di non attaccamento ai beni terreni e l’importanza dell’umiltà nella nostra vita, ma può ostacolare il nostro percorso cristiano se torniamo ad adottare il metodo farisaico: sovrapporre le leggi alla vita. “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato” (Mc 2, 27).
Quando divinizziamo le regole, diventiamo ciechi di fronte al vero senso delle nostre azioni.

Se dico che non mangerò carne i mercoledì e i venerdì di Quaresima faccio un bel gesto di penitenza e astinenza per poter compiere dei passi nel mio percorso cristiano, ma se smetto di mangiare carne in quei giorni perché ho paura delle conseguenze, dei castighi, inizio a divinizzare quella legge.

Cerchiamo di riscattare il vero senso della penitenza, del digiuno e dell’astinenza.
Sono strumenti per aiutarci ad essere persone più degne dell’amore di Dio.

C’è un aspetto di verità in tutto questo, perché i 40 giorni che precedono la Resurrezione sono il tempo della Passione del Signore, della Sua morte in croce che precede la vittoria definitiva.  

Se quindi è giusto il richiamo alla sofferenza e alla penitenza, bisogna ricordare che questo aspetto non è fine a sé stesso, ma prepara alla gioia della Pasqua.

È questo che si dovrebbe riuscire a comunicare alle persone che vivono intorno a noi, ignare di quale sia il significato del Mercoledì delle Ceneri o della, più breve, Quaresima ambrosiana.  

Dovremmo infatti trasmettere, a partire dalla testimonianza della nostra vita, che questo è il tempo dell’attesa di qualcosa di grande e di impensabile, del mistero che ha cambiato la storia.

Come fare tutto questo?  
Anzitutto dalla conversione delle persone, ma anche dalla capacità di tutti noi cattolici di rendere visibile la propria fede, mostrandone i momenti più significativi.

Come fare?  
Ognuno ascolti il proprio cuore, segua le proprie ispirazioni e provi.  
Soprattutto in questo momento difficile, nel quale molta gente appare preoccupata, anche eccessivamente, per il diffondersi della pandemia, il compito dei cattolici è quello di riportare ogni cosa alla sua verità essenziale, richiamando la realtà per cui esiste un Signore che accompagna e guida la storia al quale dobbiamo abbandonarci con fiducia, pur facendo tutto con prudenza.  

Un SIGNORE che ha fatto a ciascuno di noi il dono più grande che si possa offrire a un amico: il sacrificio della propria vita.

Vivere una buona Quaresima, in fondo, è essere consapevoli del dono che abbiamo ricevuto!

Se arriveremo alla Pasqua del Signore con più amore nel cuore, superando ogni dolore e rancore accumulato nel tempo ed essendo persone più gradevoli e caritatevoli, sarà stata la Quaresima migliore della nostra vita!  
Pensiamoci!  
Proviamoci!

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