PLASMA TERAPIA - Quo Vadis aps

Associazione di aiuto alle vittime di sette e movimenti religiosi
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PLASMA TERAPIA

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  11 maggio 2020
PLASMA TERAPIA

di Tatiana Politi
I mass media, in questi giorni di emergenza sanitaria,  hanno riportato  un dato molto importante e significativo nella lotta  contro la pandemia da  covid 19: la trasfusione di sangue o plasma nelle persone malate.

ECCO ALCUNE TESTATE GIORNALISTICHE



Ecco una riflessione del Prof. Avv. Nevio Brunetta in merito al tema Plasma Terapia.
Ci sono medici che hanno constatato che il virus può essere debellato attraverso le trasfusioni di sangue, se il plasma che viene trasfuso apparteneva ad un donatore guarito dal virus  covid 19.

E’ significativo che dopo poche ore dalla trasfusione del sangue,  dicono i medici, il paziente  malato da covid 19, comincia a stare meglio: migliora il respiro, la tosse e in genere la sintomatologia.

Vi è da sottolineare che in passato le trasfusioni di sangue sono state utilizzate anche per fronteggiare altre malattie molto pericolose, come   la spagnola, l’ebola ed altre ancora.

Quindi sembrerebbe  che le trasfusioni di sangue possono essere una vera e propria panacea per diverse tipologie di malati.
Per queste ragioni, programmi televisivi e testate giornalistiche, in questi giorni invitano i guariti da covid 19 a recarsi presso le strutture ospedaliere per donare il proprio sangue.  

Se questi sono i fatti, viene conseguenziale e doverosa una riflessione: se la donazione di sangue è così importante, come fa lo Stato a riconoscere e ammettere  la personalità giuridica di confessioni religiose o associazioni, nonostante  che nei loro statuti sia vietata rigorosamente agli adepti o associati la donazione e la trasfusione del sangue?

Lo Stato non può imporre né la donazione né la trasfusione di sangue, ci mancherebbe, ma non può neppure vietarla, in quanto ciò sarebbe in contrasto  sia con l’art.32 della costituzione Repubblicana, cosiddetto diritto alla salute, sia con l’art. 2 della medesima costituzione che impone allo Stato di riconoscere e garantire i diritti inviolabili dell’uomo ( in primis il diritto alla salute) e nel contempo richiedere anche l’adempimento da parte di tutti i cittadini dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Se queste sono le premesse, perché lo Stato allora ha riconosciuto nello specifico la confessione religiosa dei Testimoni di Geova che aborriscono le trasfusioni e le donazioni di sangue?

In passato, negli anni 80, la medesima confessione religiosa ha aborrito anche le donazioni degli organi, per poi cambiare idea.

Se questo  dovesse accadere  anche per le trasfusioni e donazioni   di sangue, lo Stato, proprio per il fatto di aver dato personalità giuridica e dunque riconoscimento giuridico ai testimoni di Geova, non potrebbe più esimersi dalle proprie responsabilità nei confronti della collettività  e soprattutto verso tutte quelle persone decedute, solo perché hanno rifiutato per mera imposizione religiosa una trasfusione di sangue,  che avrebbe invece potuta salvare la vita.

Avv. Prof. Nevio Brunetta

1 - https://www.corriere.it/cronache/20_maggio_04/coronavirus-de-donno-la-terapia-il-plasma-funziona-55983f4a-8dcd-11ea-b08e-d2743999949b.shtml  
2 - https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/05/06/coronavirus-plasmaterapia-cose-e-come-funziona-risultati-sperimentazione-pronti-a-breve-ma-la-tecnica-e-stata-ideata-nel-1982/5793318/

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