Piccoli aggiornamenti dall'assurdo mondo dei TdG - Quo Vadis aps

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Piccoli aggiornamenti dall'assurdo mondo dei TdG

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4 aprile 2020
Piccoli aggiornamenti dall'assurdo mondo dei
testimoni di Geova
Chiusi in casa, barricati da quattro mura e una situazione di cui non erano stati informati dalle pubblicazioni, i Tdg iniziano a dare il meglio di sè per quanto riguarda fanatismo e ottusità.
Fino a poco tempo fa eravamo abituati a veder trascinare cravatte improbabili e gonne sotto il ginocchio per le strade delle nostre città, oggi, con la quarantena imperante, son tutti ammassati nei rispettivi salotti con in mano lo smartphone e la rubrica del telefono, pronti a vomitare odio e rancore verso il pianeta che li ospita, cercando di convincere i malcapitati "destinatari" che questo Covid-19 è un segno divino che preannuncia i grandi cambiamenti a cui tutti i Tdg anelano ovvero grande tribolazione e nuovo mondo.

Ma facciamoci un paio di domande, secondo voi i tdg ci credono realmente a quello che dicono\fanno o è solo una recita da portare avanti fino in fondo?

I contatti che mi sono rimasti nei Tdg disegnano un quadro inquietante.  
Sono almeno un paio d'anni che noto le "stramberie" dei miei ex compagni d'opera.  
Molte sorelle, zelanti e ingenue, utilizzano ad esempio lo stato whatsapp per pubblicare screenshots con frasi "bibliche", magari con argomenti attuali... per quanto possa essere attuale un libro scritto migliaia di anni fa.

Ora, non voglio offendere nessuno, lo stesso blog che mi ospita è gestito da persone credenti e molte persone che leggono questi approfondimenti probabilmente sono credenti.  
Io, nel mio "piccolo", per quanto imparato dall'esperienza personale avuta coi tdg possono affermare, ed è un parere soggettivo, non oggettivo, che l'esistenza di un creatore non mi sembra la più plausibile delle teorie in voga, rispetto chi si definisce credente, io non lo sono più.  
Forse non lo sono mai stato, forse anche per me vale quella domanda che ho posto qualche riga fa, anche se posta al "passato": ci credevo o facevo finta di crederci?

Vedendo gli stato whatsapp di queste persone "credenti" dei tdg mi vien da sorridere, senza cattiveria, della loro ingenuità.  
Si può credere a Dio, si può essere fermamente convinti della presenza di un essere superiore, ma "credere" è una emozione "privata" non un'azione da "esporre" in bacheca.  
Sembra quasi che il credo dei tdg sia diventato una forma "pubblica" di approvazione, una sorta di acchiappalike della propria fede.  

Perchè i tdg, le tdg, mettono in continuazione questi stati "whatsapp" o questi post "biblici" sui social?

Da una parte sono obbligati dal "sistema Watchtower" in quanto da anni è stato chiesto di "predicare" con qualsiasi mezzo, questo "qualsiasi mezzo" è stato individuato pure in quegli spazi apparentemente innocui come possono essere dei banali "stati whatsapp".  
Eppure questi fratelli\queste sorelle credono realmente che pubblicare uno stato whatsapp a tema watchtower possa influenzare qualcuno.  
Chi di noi ha l'abitudine di sfogliare gli stati whatsapp dei nostri contatti?  
Quasi tutti siamo inclini a passare del tempo a "curiosare" cosa pubblicano i nostri contatti, se non altro per "passare il tempo".  
Le persone normali pubblicano "foto normali" ovvero dove sono stati in vacanza, che gita han fatto nel weekend, etc etc.  
In questo periodo di quarantena un pò tutti cercano di sdrammatizzare pubblicando "meme" ironici o condividendo sui social le attività casalinghe.  

I Tdg invece hanno sempre usato questi spazi "liberi dalla religiosità" per dimostrarsi ligi alla causa Watchtower.  
E' tutto un fiorire di screenshots tratti dalla jw-library e dalle pubblicazioni Watchtower, inviti a "guardare il mondo che sta crollando su sè stesso" e a come "il regno di geova salverà l'umanità".  
Fino a qualche tempo fa queste attività, che potremmo chiamare "predicazione informale social" era svolta perlopiù dalle sorelle, magari anche da qualche pioniera.  
Perchè?  
Perchè le persone tenute lontane dal centro dell'organizzazione dovevano in qualche modo trovarsi uno spazio "personale" dove poter dimostrare di "valere qualcosa".  
Le pioniere e i pionieri regolari avevano già "la strada" e il "podio" per potersi vantare delle proprie capacità, non necessitavano di questi spazi "social" per aumentare la propria visibilità in congregazione.  

Immaginate invece quella schiera di donne single o donne sposate con un marito incredulo, una schiera di "invisibili" delle congregazioni, donne che non sono mai state considerate degne dell'elite teocratica, donne la cui unica ambizione per anni è stata "pulire i cessi delle congregazioni".  
Questa schiera di persone ingenue ha dovuto inventarsi un'attività teocratica "non ufficiale" per darsi una specie di "visibilità" in congregazione.  

Le famiglie "importanti" nella verità, quelle che gestiscono le congregazioni non si sono mai abbassate a questi livelli perchè non ne hanno mai avuto bisogno.
Le famiglie "importanti" nei tdg sono importanti a prescindere, non devono dimostrare agli altri la propria fede, la propria conoscenza biblica, le proprie "convinzioni".  
Fino ad oggi.  

Oggi il mondo dei Tdg si è azzerato, almeno per quanto riguarda le attività "di servizio".  
Oggi, col mondo praticamente "fermo" i tdg devono condividere anche questi piccoli spazi "apparentemente innocui" per far le ore e predicare in maniera informale.
Tra i contatti che mi son rimasti nel mondo dei tdg ci sono alcuni anziani di congregazione e familiari, da quando è cominciata la quarantena anche loro si son messi a condividere su whatsapp esortazioni di mamma watchtower, link al sito jw, screenshots biblici etc etc.  
Si son abbassati ad un livello a cui non erano stati abituati.  

Gli anziani e le proprie famiglie non possono più bullarsi in sala della propria posizione, non possono più signoreggiare fisicamente nelle sale del regno, quindi cercano di appropriarsi di questi piccoli spazi dei "pariah" della congregazione per mantenere una posizione predominante pur non avendo contatti fisici coi fratelli. C'era un anziano della mia congregazione che in servizio voleva "parlare solo lui".  

Riteneva di essere più intelligente e capace di tutti gli altri componenti della congregazione, era talmente borioso e pieno di sè che era capace di contraddire e correggere un fratello o una sorella in congregazione mentre questo\questa stava parlando con qualcuno.  
Queste scene surreali non so cosa provocassero nelle persone del territorio, sicuramente turbavano i fratelli e le sorelle che si vedevano "interrotti" e "corretti" dall'Anziano mentre cercavano di "predicare".  
Posso assicurare che questi atteggiamenti prepotenti venivano interpretati come una sorta di umiliazione, in pratica oltre ad esser messi alla berlina "in sala", si rischiava di esser messi alla berlina pure di fronte agli ignari abitanti del territorio.  

Ma questo atteggiamento da "Io comando, io decido" è tipico di questi signorotti Tdg.  
D'altronde gli anziani hanno nel DNA quello di insegnare, di qualsiasi argomento si tratti.  
Questo anziano era veramente visto male da molti componenti della congregazione, si nutriva verso lui un sentimento di odio e rancore perchè nel suo voler primeggiare era capace di annientare psicologicamente gli altri, per un suo tornaconto personale.  

Ricordo ancora una scena tra il comico e il demenziale: eravamo in servizio, questo anziano mi disse di continuare a conversare con lui davanti ai citofoni perchè le persone dall'altra parte, sentendo quello di cui stavamo parlando si sarebbero "interessate" al messaggio o comunque si sarebbero messe ad ascoltare "anche se avevano interrotto la comunicazione".  
Che poi, questo dialogo in verità era un monologo perchè quando diceva "continuiamo a conversare" intendeva un "io Anziano che so tutto continuo a fare la mia pagliacciata, il mio monologo, tu ascolta.
Tu e quelli che hanno buttato giù la comunicazione al citofono".
Ne era profondamente convinto, dei suoi mezzi intendo, era talmente convinto lo ascoltassero che il suo "conversare" non era altro che una trasposizione "esterna" dei discorsi che faceva in sala.
Ci mancava solo che per l'abitudine chiedesse al reparto acustica di sistemargli "il microfono".
Oggi, con la quarantena accade qualcosa di simile, anche se più esteso.  
I fratelli e le sorelle sono convinti di "espandere" il proprio territorio di predicazione con questi piccoli trucchetti social.  

Ma cosa ne pensano i "non tdg" di questi esempi di fanatismo esasperato?  
Qui possono rispondere solo i non-tdg! Voi che non siete Tdg, cosa ne pensate?  
Trovate ridicoli questi espedienti per attirare attenzione?  

Che poi, da qualche parte nella bibbia si parlava di Dio che avrebbe fatto parlare persino i sassi per portare il proprio messaggio ma non di certo si profetizzava di una larga predicazione via social nel tempo della fine, che per inciso, è giusto ribadirlo, non esiste.

Per i tdg in quarantena e per i tdg pre-quarantena però esiste un "tempo della fine" personale che comincia quando viene messa in dubbio la propria spiritualità.  
Quel "tempo della fine" intercorre tra il momento esatto in cui ti viene fatto un appunto e quanto rischi di vederti affliggere una disciplina.
In quel momento, il tdg "ingenuo e senza protezioni" capisce che deve correre ai ripari e dimostrare una spiritualità più che eccezionale per convincere gli altri membri della congregazione della propria servile dedizione alla causa.  

Chi rischia di cadere in questa trappola?  

Tutti quei componenti che non appartengono alla folta schiera angelica degli anziani con famiglia a seguito.  
Questi fratelli e queste sorelle come possono dimostrare la propria dedizione alla causa?  
Pubblicando in continuazione screenshot da jw, vignette teocratiche, immagini prese da jw etc etc.  
Queste informazioni continuo a ripeterle perchè nella monotonia del "ripetere" si può capire lo stato meccanico a cui le menti dei tdg sono sottoposti. In pratica questo esercizio meccanico da catena di montaggio va a inserirsi nella psiche dei tdg e li rende vulnerabili al "gregge", li rende schiavi di quello che gli altri tdg pensano.  
Gli anziani di congregazione e in generale tutti i fratelli praticano la delazione sistematica, ogni componente spia letteralmente gli altri componenti per poter avere armi di ricatto da utilizzare a momento debito.  

Se fino a qualche tempo fa gli anziani e i fratelli\le sorelle potevano spiarti "fisicamente" in sala, in servizio, in giro, andando a casa delle persone, ora gli unici appigli sono quelli "tecnologici" perchè la tecnologia abbatte le barriere, supera l'impossibilità fisica di potersi contattare.  
Oggi con la quarantena è tutto un fiorire di chiamate Skype, di "adunanze via skype", di foto in cui i fratelli e le sorelle condividono quello che stanno facendo "di teocratico".  
Guardate gli stati whatsapp o i social dei tdg. Immagini del computer personale da cui stanno seguendo le adunanze, con in bella vista la schermata e chi "è presente" in collegamento.  
Dite che lo fanno per "sentirsi" più vicini nel momento di sconforto o per "controllarsi a vicenda"?

Vi do un suggerimento.  
Lo fanno per controllarsi a vicenda perchè il sistema Watchtower funziona così: Io ti controllo affinchè tu mi controlli e tutti ci controlliamo.  
Da questi banalissimi stati whatsapp scopriamo quindi com'è sottoposta a pressioni la stabilità psicologica dei tdg che sono costretti a far buon viso a cattivo gioco.
Io non credo che i miei ex compagni d'opera siano realmente contenti di dover sottostare a questi controlli "casalinghi" anche durante la quarantena.  
Che senso ha doversi far vedere "fisicamente" via skype mentre si svolge l'adunanza?  
Serve solo agli anziani per controllare che i "collegati" siano realmente "collegati", che non abbiano la tentazione di mollare il colpo ora che per mesi non potranno esserci contatti fisici tra i componenti della congregazione.  
Serve per controllare che "si vestano da adunanza" perchè ai tdg se viene imposto di far qualcosa devono "eseguire" senza far domande.  
Il pubblicare "foto" di queste adunanze skype è il meccanismo difensivo che usano i tdg per dimostrare spiritualità agli altri.  
Quelle foto "parlano", quelle foto è come se dicessero:
"Io ci sono anziano, hai visto?",  
"Visto come sono zelante?",  
"Io seguo le adunanze, seguo le direttive",  
"Ti prego non picchiarmi, io sono sottomesso",  
"Visto che dimostro a tutti che mi piacciono talmente le attività teocratiche che le pubblico sui social così sembra che la mia vita sia tutta li con voi..."

La risposta ad una delle domande che ci eravamo posti all'inizio è: lo fanno perchè non ci credono, perchè devono salvarsi la pelle dall'ostracismo, lo fanno perchè devono fingere fino a quando non sarà qualcuno di più potente a smascherare i tdg, la loro sete di potere, la loro avidità, il loro sistematico terrorismo psicologico.
Siamo tutti provati da questo momento storico senza precedenti, siamo tutti barricati in casa e mentalmente devastati da una guerra invisibile che sta evidenziando tutta la vulnerabilitù umana, tutti i difetti di un sistema che ha messo al centro del mondo il profitto e gli interessi economici dimenticandosi di quello che era necessario: salvaguardare i più deboli e con essi il proseguo della razza umana.
I tdg sono solo una piccola parte dell'umanità ma sono una piccola parte indifesa, un gruppo di persone che al peso della quarantena devono aggiungere il terrore psicologico di un'organizzazione che instilla nelle loro menti veleno spacciandolo per amore.
Io non so se Dio esiste, ognuno può dare la propria interpretazione del "divino", chi ci crede ha la mia stima, la fede non è mai una cosa sbagliata finchè rimane nei limiti del rispetto delle idee altrui. La domanda che dovremmo farci è: se Dio esiste, approva i tdg?  

La risposta l'ha data comunque Dio, in molteplici forme, si è fatto in tremila divinità per poterci rispondere: No, ha detto No.  
Potete chiamarmi con 100mila nomi, potete affibbiarmi la paternità di 100mila religioni ma quella dei Tdg non la voglio nemmeno sentir nominare per sbaglio.

I tdg non stanno ne con Dio ne col diavolo,
semplicemente sono degli abusivi della spiritualità popolare.

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