La gerarchia dei testimoni di Geova. - Quo Vadis aps

Associazione di aiuto alle vittime di sette e movimenti religiosi
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La gerarchia dei testimoni di Geova.

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21 maggio 2020
  
LA GERARCHIA DEI TESTIMONI DI GEOVA


Quando si presentano alla vostra porta i Testimoni di Geova hanno l’abitudine di presentarsi come persone “esemplari”, diverse da tutte le altre correnti religiose e, soprattutto, affermano con orgoglio di essere privi di una gerarchia clericale.  

Evidenziare il fatto di essere totalmente diversi dalla Chiesa Cattolica è quasi un motivo di vanto per i proclamatori; ma è veramente così?  

Ovviamente no!  

Nonostante giurino agli interessati, alle adunanze e ai loro studenti di essere tutti uguali, a imitazione delle parole di Gesù, la realtà è ben diversa, perché la gerarchia esiste eccome, soltanto che viene mascherata abilmente con un linguaggio specifico.  

Agli occhi di Dio siamo tutti uguali; Cristo in persona non faceva alcuna distinzione di razza, di religione o di status sociale ma accoglieva tutti allo stesso modo.  

Ho sentito più volte i TdG criticare con odio e con livore la Chiesa Cattolica e il suo clero “corrotto, immorale e satanico”; indipendentemente dai fatti storici indiscutibili, il problema rimane sempre lo stesso: i TdG affermano di essere diversi, ne sono profondamente convinti e lo ribadiscono in tutte le occasioni possibili, eppure non è così.  

Ancora una volta emerge l’ipocrisia che li contraddistingue forse più di qualsiasi altro gruppo religioso, perché evidenziano una qualità di cui sono completamente privi!  

Voglio mettervi in guardia: non sentirete mai un TdG dirvi queste cose all’inizio, quando siete a casa vostra e vi suona alla porta, oppure quando lo incontrate per strada o presso uno stand, in qualche località balneare; l’ideologia dei TdG, infatti, vi sarà svelata poco per volta, quasi goccia a goccia, e certe dinamiche vi saranno chiare soltanto una volta entrati a tutti gli effetti all’interno dell’organizzazione, attraverso il battesimo.  

Fino ad allora sarete esclusi dalla conoscenza di certe idee non scritturali in cui credono o di cui sono fermamente convinti.  
Questo è bene sottolinearlo subito e non bisogna mai dimenticarlo.  

Ad un certo punto, dunque, vi verrà detto che i TdG non hanno un clero organizzato come le altre confessioni religiose.  
In poche parole, non esisterebbero sacerdoti, vescovi, cardinali e papi stipendiati, eppure non è così.  

Nella realtà dei fatti, l’unica cosa che cambia è soltanto la nomenclatura degli incarichi che vengono assegnati ai fratelli “meritevoli”.  
Nient’altro.  

Partiamo da questo termine, “incarichi”, perché è significativo.  
Già questo dovrebbe allarmarvi perché i TdG non chiamano le cose con il loro vero nome ma sono abituati a mascherare le cose con altri nomi più dolci, meno appariscenti, ma la sostanza è sempre la stessa.  
I TdG, vi diranno, non hanno un clero stipendiato, non ci sono “ruoli” bensì “incarichi”: dal punto di vista del significato cambia ben poco, comunque alcuni fratelli considerati “meritevoli” ricevono degli incarichi all’interno della Sala del Regno, più o meno importanti in base alle necessità della congregazione.  

Esistono incarichi di poco conto, come pulire i locali delle adunanze o quello di consegnare le riviste ai fratelli man mano che arrivano; salendo la “gerarchia” (che loro pensano di non avere, ma che, di fatto, esiste eccome) troverete il fratello “usciere”, colui che vi aspetta fuori dalla Sala e che vi apre la porta, il fratello “microfonista” che vi consegna il microfono quando dovete rispondere alle domande, e così via, fino ad arrivare alla prima vera carica ambita da molti, ovvero “il servitore di ministero”.  

Come dice la parola stessa, il servitore è a tutti gli effetti l’aiutante degli anziani e viene impiegato dagli stessi per svolgere varie mansioni (dalla contabilità alla conduzione delle adunanze per il servizio di campo, a brevi discorsi che si tengono durante le adunanze).  

Infine, nella congregazione ci sono gli anziani, fratelli “spiritualmente maturi” che guidano la congregazione.  
Tengono i conti, pronunciano i discorsi dal podio e conducono lo studio della “Torre di Guardia”, la rivista che viene letta ogni domenica da tutte le congregazioni del mondo.  

Apro e chiudo una parentesi, i TdG non studiano la Bibbia!  
Avete capito bene, non studiano la Bibbia ma la Torre di Guardia, una rivista mensile che ogni domenica tratta di un argomento estrapolato dalla Bibbia!  
Non è affatto la stessa cosa!
Sono convinti di studiare la Bibbia ma, in realtà, leggono gli articoli della rivista che viene ideata e stampata alla sede mondiale dello Stato di New York.  
E capite bene quanto sia facile estrapolare dei versetti e poi ricamarci sopra qualsiasi dottrina passi per la mente ai membri del Corpo Direttivo, che non sanno assolutamente nulla di esegesi biblica e non sanno niente nemmeno di quello che accade nelle varie congregazioni del mondo, visto che quando vengono chiamati a rispondere nei tribunali per accuse di pedofilia cadono dalle nuvole e si discolpano scaricando le responsabilità su altri fratelli (un comportamento davvero esemplare per chi afferma di essere “l’unico canale di comunicazione fra Dio e l’uomo!).  

Nessuna delle cariche fin qui elencate è retribuita ma vengono tutte svolte in modo volontario e usando il proprio tempo libero, ma a quale prezzo?  
Chi ha la “fortuna” di fare carriera dovrà dedicare sempre più ore e sempre più energie per adempiere a tutti gli incarichi che gli verranno affidati, trascurando la famiglia, il lavoro e, soprattutto, il tempo libero.  

Lentamente non avranno più una vita perché tutta la loro giornata sarà assorbita dagli impegni teocratici!  

Quante famiglie si sono sfasciate a causa di questo!  

Quante mogli, quanti figli sono stati trascurati per questo!  

Quante persone hanno perso la salute o si sono stressate per questo?  
Tenetelo bene a mente: più tempo verrà speso per l’organizzazione, meno tempo resterà all’associato per pensare con la propria testa.  

Queste organizzazioni chiedono ai propri adepti sempre più tempo ed energie perché, così facendo, non avranno più modo di fermarsi a riflettere!  

Sono così presi dagli incarichi e dalle mille cose che devono fare da trascurare persino gli affetti più cari.  

Esistono decine di famiglie che “si vedono vivere” ma che, di fatto, “non vivono” più e anche questo genera sofferenza, oltre alla disassociazione.  

I TdG ripetono come un mantra: “Noi non abbiamo gerarchie ma incarichi”.  

Nella sostanza è la stessa identica cosa!
Come facciamo a dirlo?  
Semplice!  

Non sono trattati tutti allo stesso modo, come faceva Cristo, ma coloro che hanno incarichi di responsabilità ricevono un trattamento privilegiato e sono visti in modo completamente diverso dagli altri membri.  
E questo è un dato di fatto, nessuno può negarlo.  
Nella teoria si scandalizzano ma nella pratica quotidiana è così.  
Ne sono stato testimone oculare anch’io, non si può negare l’evidenza.  

In svariate Torre di Guardia troverete interi articoli in cui gli stessi membri del Corpo Direttivo esortano i membri di tutto il mondo a smettere di fotografarli e  a smettere di trattarli come se fossero delle star del cinema, quando si recano in visita per le assemblee e per i congressi internazionali.  

Come diciamo sempre, si danno la zappa sui piedi da soli ma non lo vogliono ammettere! Quindi all’ipocrisia possiamo aggiungere anche l’arroganza e la mancanza di umiltà.  

Un’altra figura ammirata da tutti come se fosse un Papa in trono è quella del sorvegliante di circoscrizione, un fratello che periodicamente visita le singole congregazioni per controllare che tutto funzioni bene e che non ci siano problemi.  

La cosa divertente è che spesso i problemi ci sono eccome ma non gli vengono riferiti per evitare problemi ancora più grossi.  

Infatti se il sorvegliante venisse a sapere che la causa dei problemi sono gli anziani, potrebbero persino perdere il proprio incarico.  
Di nuovo, parlo per esperienza.  

L’altra carica molto elogiata è quella di “betelita”, colui o colei che si reca a vivere alla Betel, letteralmente “la casa di Dio”, ossia un insieme di edifici dove i TdG vivono stabilmente e, in cambio di vitto e alloggio gratuiti, lavorano tutta la settimana per l’organizzazione stampando riviste o lavorando in ufficio.  
Praticamente un lavoro a tempo pieno gratuito.  
È un’abitudine secolare, ormai, quella di servirsi gratuitamente di fratelli e sorelle per avere manodopera gratuita.  
Meglio di così!  
Presentano il lavoro come un “privilegio”, come “un onore per Geova” quando, in realtà, altro non sono che braccia gratuite per la società Torre di Guardia.  
Hanno costruito un patrimonio immobiliare di decine di milioni (se non miliardi) di dollari in tutto il mondo ma condannano altre confessioni religiose per le loro ricchezze (basti pensare al Vaticano).  

La cosa che più dovrebbe scandalizzare (se non fosse sufficiente ciò che abbiamo già detto) è la modalità con cui vengono selezionati i fratelli “meritevoli” di ricoprire queste cariche (che per i TdG non sono cariche ma “incarichi”).  

Pensate forse che si debba essere giustamente istruiti per predicare dal podio e diffondere le verità bibliche?  
Pensate che si debba avere una forte fede in Dio?  
Assolutamente no!  

I TdG misurano la fede dei propri membri “a tempo”.  
Cosa voglio dire con questo?  

Non importa quanto sia profonda la vostra fede, non importa quanto amiate Dio, e non importa certo ai TdG se fin da bambini siete sempre stati devoti e sinceramente desiderosi di seguire l’esempio di Cristo, perché vi selezioneranno solo ed esclusivamente in base al tempo!  
Nient’altro.  

Vi diranno che solo i fratelli dotati di certe “qualità spirituali” potranno ricoprire gli incarichi teocratici ma sono tutte bugie.  
Decine di fratelli vengono scelti solo perché fanno parte dell’organizzazione da più tempo di altri.  
Ecco perché li definisco misuratori di fede “a tempo”: siete più o meno spirituali solo in base al numero di anni trascorsi dentro questa setta.  

Siete battezzati da un mese?  
“Ne avete ancora di strada da fare”.  

Siete invece battezzati da 30, 40, 50 anni?  
“Nessuno è più spirituale di voi!”.  
Come no!  
Sono stato, e sono tutt’ora, più spirituale io, che mi sono dissociato volontariamente, di decine di “fratelli” che stavano lì da anni e anni ma che di spirituale non avevano proprio nulla.  

C’era chi maltrattava la moglie, chi rispondeva male alla fidanzata (o sempre alla moglie), anziani che escludevano dalle feste alcuni membri perché ritenuti “di serie b”, fratelli e sorelle così amorevoli da parlar male dei proprio compagni di fede, appena usciti dalla Sala del Regno.  
Ma di cosa stiamo parlando?  
E questi sarebbero gli unici a salvarsi ad Armaghedon?  
Per il numero di ore timbrate in servizio?  
Per essere dentro l’organizzazione da decenni?  
Ma per favore!  

Non c’è nulla di autentico in questa organizzazione: l’amore è falso, finto, freddo, è un amore che vi isola e che vi fa sentire ancora più soli di prima, è un “amore” che esclude; la verità che pensano di avere in tasca è basata sul nulla, perché leggono e ripetono a pappagallo solo il contenuto della Torre di Guardia (NON DELLA BIBBIA!); se non ci sono motivi teocratici, non li vedrete mai insieme a voi per passare due ore in compagnia; se mettete in dubbio una minima virgola della loro dottrina perché non vi convince, vi bollano come “ribelli, sobillatori” e vi emarginano; le cariche sembrano solo funzioni da espletare, invece nascondo una vera e propria sete di potere e desiderio di mettersi in mostra per essere ammirati da tutti gli altri (e questo va esattamente contro l’insegnamento di Gesù, che paragonava questo atteggiamento a quello dei farisei).  

Torneremo ancora sull’argomento.  

In questa trattazione abbiamo imparato che persino le cariche dei TdG generano sofferenza perché obbligano i fratelli a trascurare se stessi, la salute e la loro famiglia.  
Non hanno più tempo libero per sé, né possono più fermarsi a pensare.  
Io l’ho fatto, per fortuna, e ho capito che stavo andando nel famoso fosso citato da Gesù, dietro a guide cieche.  

Non fate anche voi lo stesso errore!  

Non permettete a queste persone di guidarvi nel burrone della menzogna!  
Non fatevi ingannare!  

Mi rivolgo soprattutto ai giovani, che oggi hanno moltissimi canali di informazione: non lasciatevi convincere da false promesse, non permettete a nessuno di distorcere i vostri pensieri, la vostra essenza, la vostra anima!

Pensate sempre con la vostra testa e non prendete mai nulla per oro colato.  
Mettete tutto in discussione.  

Nel mio caso, sono state la scuola e l’istruzione a salvarmi.  

Fidatevi di chi ci è già passato, siete ancora in tempo.  
Non lasciate che spengano il vostro essere.  
Alcune disposizioni ledono i diritti umani!  
Svegliatevi!

ALBERTO


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