IL FIDANZAMENTO NEI TESTIMONI DI GEOVA - Quo Vadis aps

Associazione di aiuto alle vittime di sette e movimenti religiosi
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IL FIDANZAMENTO NEI TESTIMONI DI GEOVA

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19 aprile 2020

 IL FIDANZAMENTO NEI TESTIMONI DI GEOVA

Un argomento su cui vorrei focalizzare la vostra attenzione, oggi, riguarda “il fidanzamento” fra i Testimoni di Geova.

Ed è giusto parlarne diffusamente perché, purtroppo, ha causato e continua a causare profonde ferite nell’animo di decine di persone, specialmente dei giovani all'interno di questa organizzazione.

Da ex Testimone di Geova, ho potuto notare come assurde regole non scritturali, ma inventate di sana pianta dai TdG, abbiano seminato dolore e sofferenza in molti ragazzi, me compreso.
Posso quindi parlarne liberamente perché le ho subite sulla mia stessa pelle e nulla di ciò che affermo è inventato.

Bisogna fare subito una precisazione: in base alla mia esperienza diretta viene riservato un trattamento diverso ai fratelli, rispetto alle sorelle.
Quest’ultime sono “libere” di fidanzarsi con chi vogliono e nessuno cerca di ostacolarle (a meno che il ragazzo in questione non sia un TdG.
Qualunque persona del mondo viene dipinta con parole dispregiative e viene considerata “feccia”.
Ho sentito con le mie orecchie definire i giovani del mondo come dei “dongiovanni”, dei “poco di buono”, “prostituti” e così via, per citare solo gli epiteti meno volgari).

Naturalmente i familiari della sorella saranno al settimo cielo se l’interessata avrà posato gli occhi su un fratello, meglio ancora se nominato; infatti, “l’amore” dei TdG spinge i suoi membri a fare distinzioni ben precise fra i vari componenti della congregazione, e questo dimostra quanto siano parziali!
Mentre noi sappiamo benissimo, come indicato nella Parola di Dio, che Dio non è parziale ma che considera ciascuno di noi uguale agli altri ed egualmente prezioso.

In ogni caso, la sorella è fondamentalmente libera di scegliere chi vuole, a patto che sia un fratello battezzato.

Anche qui, però, scatta un’altra regola ben precisa: il giovane TdG dev’essere sì battezzato, ma da molto tempo, meglio se da diversi anni, perché ciò dimostra quanto sia fedele e leale a Geova.

Io stesso ho sentito un anziano, durante un discorso pubblico, annunciare all’uditorio che le ragazze non avrebbero neanche dovuto sognarsi di “pensare” (e sottolineo “pensare”) a un fratello appena battezzato, perché esisteva il serio pericolo che questa persona cambiasse idea e lasciasse l’organizzazione.

Quindi possiamo concludere che i TdG misurino la fede che le persone hanno in Dio in base al tempo e non alle qualità spirituali: più anni si è nella verità, maggiore sarà la fede di quel fratello o di quella sorella.

La scrittura di 1Corinti 7:39 dice:
La moglie è legata al marito finché lui vive. Se però il marito si addormenta nella morte è libera di sposare chi vuole, ma solo nel Signore”.

In base a questi versetti mi è stato ripetuto più volte di non pensare nemmeno alle ragazze “del mondo” (termine con cui vengono indicati tutti coloro che non sono battezzati e che non fanno parte dell’organizzazione dei TdG) perché non avrei rispettato questo importante principio biblico; è interessante notare che la citazione sia appunto un principio e non un comando, di conseguenza ogni persona dovrebbe essere libera di scegliere liberamente il proprio coniuge, ma il condizionale è d’obbligo, perché nella realtà dei fatti non è così.

È vero che nessun TdG potrà mai obbligare qualcuno a sposare solo ed esclusivamente un altro TdG ma, di fatto, le adunanze, i discorsi e gli articoli delle riviste scavano talmente in profondità nella mente delle persone da persuaderle, a poco a poco, a non sposare nessuno che non appartenga all’organizzazione.

È importante sottolineare come, nel tempo, ogni membro sia indotto a credere che ciò sia giusto ma questa tecnica di persuasione non viene percepita da chi studia la Bibbia: è un’abile strategia che scava lentamente nella psiche dell’individuo e che lo porta a spegnere il proprio pensiero critico.

Alla fine la persona non è più in grado di riflettere con la propria testa e si adeguerà ai dettami del Corpo Direttivo, non della Bibbia, anche se tutti i TdG sono convinti del contrario.

Ai giovani TdG viene insegnato e ripetuto costantemente di non stringere profonde amicizie con persone del sesso opposto perché tali amicizie potrebbero rivelarsi “pericolose”.

Cosa intendono dire con questo?

Semplice!
Un ragazzo non deve entrare troppo in confidenza con una ragazza (o viceversa) perché rischierebbe di ritrovarsi innamorato, finendo così per provare amore e non più amicizia per quella persona.

Gli anziani e l’organizzazione, quindi, scoraggiano le profonde e sincere amicizie fra persone del sesso opposto.

Ho ascoltato più volte questo discorso da alcuni anziani: è caldamente consigliato di fare amicizia solo con le persone del proprio sesso, ma, in questo modo, un giovane non riuscirà mai a conoscere veramente a fondo l’altra persona.
Ma la cosa più grave è che questa imposizione non è scritturale, è semplicemente una regola inventata dai TdG che però soffoca la libertà dell’individuo di poter socializzare con chiunque, senza fare distinzioni basate sul sesso.

Che dire a proposito delle assurde imposizioni introdotte per la frequentazione di coppia?

Se due giovani si fidanzano non possono assolutamente rimanere da soli, soprattutto se si trovano in un luogo chiuso e appartato.
Devono essere sempre accompagnati almeno da una terza persona, la quale provvederà a controllare che non si commetta immoralità sessuale; non è consentito scambiarsi effusioni d’amore esplicite in pubblico e non è possibile avere rapporti sessuali prima del matrimonio.

La coppia spesso non ha la possibilità di parlare in privato, in modo che gli altri non sentano i loro discorsi personali.
È giusto, invece, che alcuni argomenti vengano trattati soltanto dai fidanzati perché

    è anche una questione di privacy.
    Non è possibile che ogni singola parola venga ascoltata da altre persone perché ogni coppia ha il diritto di discutere di questioni personali che non vuole divulgare ad altri.

Quando chiesi agli anziani e ad altri fratelli “spiritualmente maturi” se avessi potuto invitare una sorella a prendere un caffè oppure a fare una passeggiata al centro commerciale mi fu sempre risposto: “Da soli sarebbe meglio di no”.

Uscire soli in un luogo pubblico e affollato non è consentito!
Nella mia personale esperienza ho sempre notato che i TdG non rispondo mai a questa domanda in modo netto, preciso ma cercano sempre di girarci intorno, di far intendere il messaggio ma senza dire realmente le cose come stanno.

Nessuno impone di non uscire soli ma, di fatto, se gli anziani venissero a sapere che una coppia sia uscita da sola, senza accompagnatori, sicuramente li prenderebbero da parte e farebbero loro decine e decine di domande per conoscere per filo e per segno ogni loro comportamento.

Questa non è libertà!
Questo non è amore!
Queste sono gabbie non scritturali, gabbie inventate da un’organizzazione umana per controllare ogni singola azione dei propri membri!

Quante volte ho sentito ripetere che noi giovani avremmo dovuto pensare soltanto al nostro “progresso spirituale”: studiare assiduamente la Bibbia, partecipare attivamente alle adunanze e predicare quante più ore possibili per cercare nuovi membri da addestrare.
Tutto ciò avrebbe dovuto avere la massima priorità.

Pensare al matrimonio, a una ragazza o a qualsiasi altra cosa era caldamente sconsigliato.
Non si doveva “perdere tempo”.
L’unica cosa che interessa veramente ai TdG è reclutare nuovi adepti affinché trovino e reclutino nuovi membri a loro volta. Nient’altro.

Dove sarebbe quell’amore totale, sconfinato, infinito lasciatoci da Cristo?

In una società moderna come la nostra, in cui i giovani faticano a trovare un lavoro stabile, soprattutto per motivi legati alla crisi economica che stiamo affrontando, è umanamente possibile attendere fino ai 25 - 30 anni per poter appagare i propri impulsi sessuali?
Sicuramente molti giovani vorrebbero costruirsi una famiglia ma le condizioni socio-economiche non lo consentono prima di una certa età.

Troppe volte ci è stato detto: “Non preoccuparti. Al massimo troverete una moglie nel Nuovo Mondo”.
E nel frattempo?  
E' forse giusto liquidare un tema così delicato, che genera frustrazione e incertezze nei giovani, in questo modo?
Basta una sentenza così superficiale per chiudere l’argomento?
Io credo di no.
Quanti disturbi psicologici può causare la repressione degli impulsi naturali?
E quanto dolore ha già causato nell’animo dei giovani?
Molti si intristiscono, perdono la fiducia in se stessi, diventano profondamente insicuri e perdono l’autostima.
Chi non ha vissuto questi sottili meccanismi mentali non può nemmeno immaginare quali sofferenze possano generare nell’animo delle persone più sensibili e ancora dotate di un pensiero critico.

Sarebbe questo l’amore insegnatoci dal Cristo?
Lascio a voi la risposta…

Alberto

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