I TESTIMONI DI GEOVA COME VIVONO IL CORONAVIRUS? - Quo Vadis aps

Associazione di aiuto alle vittime di sette e movimenti religiosi
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I TESTIMONI DI GEOVA COME VIVONO IL CORONAVIRUS?

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9 marzo 2020
  
  
I TESTIMONI DI GEOVA
COME VIVONO IL CORONAVIRUS?

Il mondo è in preda al panico, alla disperata ricerca di certezze, di un insperato ritorno alla normalità, di un sollievo globale che l'emergenza sanitaria del Covid-19 ha sradicato via dalle nostre vite senza darci un minimo di preavviso.

Il mondo soffre, l'Italia ancor più dato che il nostro paese è drammaticamente alla frutta per colpa dell'irresponsabilità delle persone di fronte a questo disastro epocale che ci ha colpiti.

Bisogna essere sinceri, i danni del Coronavirus hanno un nome e un cognome, ogni persona che senza ritegno sta vivendo questa situazione con superficialità sta contribuendo alla diffusione del virus, che già di suo ha una potenza di contagio altissima e non avrebbe bisogno dell'aiuto dell'umanità per diffondersi ancor più velocemente.

In questo vortice di panico e psicosi, ignoranza e arroganza hanno fatto il resto.
Dobbiamo essere onesti, all'improvviso non siamo diventati tutti virologi, come da tradizione social ultimamente, come non siamo tutti improvvisamente sismologi dopo un terremoto o esperti di politiche internazionali quando scoppia una guerra in qualche angolo remoto del mondo.

Da tradizione italica continuiamo a fare ciò che sappiamo far meglio, gli allenatori della Nazionale, e siamo all'incirca 60 milioni ad ambire a questo ruolo.

Eppure in questo caos che sta segnando il 2020 c'è una categoria di persone fuori dai grandi circuiti mediatici che sta vivendo una doppia possibile grave conseguenza di quest'epidemia: i testimoni di Geova.

Sapete come stanno vivendo quest'epidemia i testimoni di Geova?

L'organizzazione dei tdg ha dato subito indicazioni formali su come affrontare l'epidemia e quindi rispettando le norme imposte dai governi ha predisposto la sospensione di ogni attività sui territori coinvolti dal contagio. ( vedi

Fin qui nulla di male, anzi per una volta l'organizzazione tdg accetta di buon grado le restrizioni di buonsenso che CESARE ha imposto ad ogni cittadino.

Ma come stanno vivendo i tdg queste restrizioni imposte dalle autorità?

Fino a nuove disposizioni assemblee ed adunanze sono sospese, il servizio (la predicazione) è sospeso ma... ma non del tutto.
La predicazione è sospesa dal punto di vista "fisico" ovvero ai tdg vien consigliato di non predicare più di casa in casa.
La predicazione non può essere interrotta e quindi ai testimoni vien detto di usare metodi già brevettati nel tempo: predicare per via telefonica, via mail, via whatsapp.

Sarà quindi capitato a molti di noi una delle seguenti situazioni: un messaggino whatsapp in cui ci viene chiesto cosa ne pensiamo di questa situazione globale.
Oppure, una mail o un messaggio whatsapp con l'ultima copia in pdf delle loro riviste, o ancora una telefonata di finto interesse da parte di qualche testimone per parlare del più e del meno e poi infilarci una qualche loro strampalata visione del mondo e del virus atta a far sorgere dubbi e paure nell'interlocutore.

Oppure, vi è arrivato qualche link da jw sugli argomenti in voga ultimamente in merito a Salute, lavarsi le mani, igiene personale?

Potremmo chiederci, ma in fondo è così grave se questi poveri disgraziati cercano di mantenere un barlume di normalità condividendo informazioni religiose?

Tutti noi, in questo momento di crisi stiamo cercando in qualche modo di distrarci dal Covid-19 occupandoci dei nostri hobby, mica dobbiamo condannare i tdg perché cercano di vivere la normalità... rimanendo in tema con la loro normalità.

Ed invece... dovremmo preoccuparci, dovremmo preoccuparci perché in un momento di crisi generalizzata l'organizzazione dei tdg cerca di tenere i propri sudditi impegnati mentalmente nelle attività dell'organizzazione.

Questo vuol dire isolare ulteriormente i testimoni di Geova dal mondo esterno.

Ad esempio, la maggior parte degli italiani segue i telegiornali o i consigli del Ministero della salute per sapere cosa sta accadendo e quali precauzioni seguire per difendersi dal contagio.
Cosa fanno invece i testimoni di Geova?

Loro cercano assicurazioni dal loro sito, da quel maledetto jw org a cui han giurato eterna fedeltà, ora, non è che jw org dia informazioni diverse dagli organi ufficiali per quanto riguarda le disposizioni sanitarie, ma è assurdo che migliaia di persone si affidino esclusivamente a ciò che dice jw org senza porsi un legittimo dubbio: jw org è un sito privato a carattere religioso, non l'emanazione di un organo ufficiale statale o un giornale.

Se volessimo conoscere gli orari dei treni, andremmo su jw org o sul sito di Trenitalia?

Il problema dei tdg sta alla radice, confondono jw org, l'organizzazione e chi prende le decisioni in Congregazione per le uniche voci ufficiali da seguire.

Così ci troviamo con degli ingenui pecoroni sempre convinti della favoletta: Geova ha insegnato la pulizia agli israeliti quando intorno i popoli erano sporchi, quindi Geova è il miglior dottore, il miglior virologo, il miglior etc etc.

Quindi mentre tutti noi ci affidiamo agli esperti del settore i tdg son convinti che Geova sia l'esperto del settore.

Noi seguiamo le direttive della OMS, loro pensano che Geova abbia insegnato all'OMS come comportarsi.

Ma ci stupiamo ancora di un'organizzazione dove Geova sarà pure il più grande medico nella Via Lattea ma dove non denunciano i pedofili alle autorità?

Ci stupiamo di una comunità dove la scolarizzazione è ai minimi eppure sembra di stare in mezzo a professori di Harvard o Yale?

Ci stupiamo di una comunità dove non si conoscono i nomi delle 20 regioni italiane ma in compenso si conoscono Forchia o Cameri perché ci son famose sale assemblee?
Manco fossero Tokyo o Londra come località...

Questi sono i tdg nell'era del Coronavirus, delle persone che vengono indotte a credere che questa sia l'inizio di una delle decine di Grandi Tribolazioni che hanno millantato per decenni e che non si sono mai avverate.

I testimoni di Geova si sentono gasati emotivamente da questa crisi, alla paura naturale del contagio misterioso loro aggiungono l'esaltazione fanatica del "siamo vicini alla fine", del "va tutto secondo i piani di Geova".

In un momento storico nel quale tutti siamo chiamati a lavorare per un unico obiettivo, i tdg lavorano per isolarsi dal mondo, per rimanere attaccati a mamma Watchtower, alle adunanze, che sospese materialmente in sala, vengono trasmesse in streaming, perché non deve mai mancare l'indottrinamento selvaggio.

La testa non deve mai separarsi da Watchtower.

Persino gli stati whatsapp devono avere un qualcosa di biblico, qualcosa che rimandi alla loro cieca devozione, oggi più che mai.

Se negli ultimi 2 o 3 anni era abitudine per i fratelli e le sorelle far vedere ai propri contatti cosa sottolineavano alla Torre di Guardia o le pagine della lettura biblica settimanale, oggi con ancora più fanatismo è un proliferare di rimandi a cosa dice la Bibbia sui contagi, o a perseverare nella tribolazione, a non farsi ingannare da ciò che il mondo propina.

Non so a chi pensano di rivolgersi, guardando gli stati whatsapp di chi ancora ha il mio numero di telefono mi nasce dentro una compassione per queste persone che son costrette persino nella banalità di uno stato whatsapp a dover dichiarare quotidianamente la propria fede, vera o presunta, per paura di essere additati come non spirituali, perché è buona norma, nei tdg che si venga controllati persino su queste cose, in barba alla privacy, al buon senso, alla dignità personale.

E tornando all'attualità, è brutto constatare che in un momento così difficile i tdg non possano vivere un tentativo di serenità ma devono sotterrarsi per mettersi sulle spalle e nel cuore ulteriori problemi.

Concludo con un brutto paragone, di cui mi vergogno, ma che rende l'idea: la cultura geovista attacca come il Coronavirus, attacca i deboli, attacca chi non si accorge di averlo contratto, la cura ancora è lontana e rischia di far male pure a chi, suo malgrado, vive con chi è infetto da questo fanatismo.


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