CULTURA CRISTIANA
Gentilissimi lettori di Quo Vadis a.p.s.,

in questa sezione, “cultura cristiana”, attraverso la sacra Tradizione, la sacra Scrittura e il magistero vivo della Chiesa, si cercherà di presentare accuratamente tutto il deposito della fede affidato da Gesù Cristo e dallo Spirito Santo agli apostoli, per essere trasmesso fedelmente lungo il corso della storia.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti Voi per la pazienza che avrete nel leggere questa sezione, il gentilissimo Rocco e la sua famiglia per la loro dedizione e sacrificio nell’aiutare quante più persone possibili a ritrovare il cammino verso la Verità e la salvezza eterna e tutti coloro che collaborano con l’associazione Quo Vadis per il bene comune.

Consacriamo questa sezione al Cuore Immacolato di Maria, sotto la protezione e intercessione di San Giuseppe e San Michele Arcangelo.

Un caloroso saluto con affetto e stima.

04/09/2021

Alessandro

Gentilissimi lettori di Quo Vadis aps,

iniziamo il nostro percorso leggendo e commentando, con l’aiuto di esegeti affidabili, la Sacra Scrittura, in particolare oggi inizieremo il libro dell’Apocalisse. Diamone alcuni cenni introduttivi per poi entrare dentro il testo.

Faccio una brevissima premessa. Tutta la Sacra Scrittura è “Parola di Dio”, è un “libro sacro”, è Dio che parla a noi attraverso autori sacri scelti da Lui, non è un libro qualunque. Per cui l’approccio dovrà sempre mantenere un connotato sacro e di adorazione.

La prima domanda che ci viene in mente potrebbe essere: chi è l’autore del libro dell’Apocalisse?”. L’autore è l’Apostolo San Giovanni, colui che ha scritto anche il quarto Vangelo, il Vangelo di Giovanni appunto. Al fine di non essere troppo noioso nell’elencare tutti gli autori che sostengono che San Giovanni Apostolo è l’autore del libro dell’Apocalisse, ne citiamo solo uno: San Giustino. Egli, nel suo Dialogo con Trifone, al capitolo 81, afferma con chiarezza che il libro dell’Apocalisse è opera di San Giovanni Apostolo. Ricordiamo che, San Giustino, aveva dimorato per molto tempo ad Efeso e, sicuramente, era ben informato sul ministero di San Giovanni Apostolo che durò circa una quarantina d’anni prima proprio ad Efeso.

A chi indirizza, San Giovanni Apostolo, il libro dell’Apocalisse? Immediatamente alle sette Chiese dell’Asia proconsolare (Efeso, Smirne, Pergamo, Thiatira, Sardi, Filadelfia, Laodicea), le quali rappresentano la Chiesa universale e, di conseguenza, in ultimo diretta. Il libro dell’Apocalisse, come vedremo in seguito, non riguarda solo eventi passati, ma anche futuri.

La prossima volta analizzeremo la struttura e i diversi sistemi di interpretazione del libro dell’Apocalisse, nel frattempo vi ringrazio per la pazienza nella lettura.

07/09/2021

Alessandro

 

ACCENNI SUL TEMPO E LUOGO DI COMPOSIZIONE, SULLA STRUTTURA DEL LIBRO E SUI SISTEMI DI INTERPRETAZIONE.

riprendiamo il nostro itinerario introduttivo sul libro dell’Apocalisse. Oggi daremo degli accenni sul tempo e luogo di composizione, sulla struttura del libro e sui sistemi di interpretazione.

Il luogo di composizione del libro dell’Apocalisse ci viene detto direttamente dall’autore, l’Apostolo Giovanni: egli dichiara di aver ricevuto nel giorno di domenica la grande rivelazione mentre si trovava nell’isola di Patmos a motivo della fede di Gesù Cristo (Cfr. Ap 1,9). Il tempo probabilmente è il 95 d.C.. al tempo della persecuzione dell’imperatore romano Domiziano. Cosi testimoniano gli antichi Padri Sant’Ireneo (Adv. Haer., V, 30), Clemente Alessandrino (Quis dives, ecc., XLII). La condizione delle Chiese di Asia, non è più come al tempo di San Paolo, ma è peggiorata di molto: la fede è diminuita, le eresie sono diventate più audaci, i Nicolaiti formano una setta. Il libro dell’Apocalisse fu scritto per incoraggiare le Chiese di Asia a difendere la purezza della fede e a soffrire con pazienza le persecuzioni, annunciando il trionfo finale di Gesù Cristo e della sua Chiesa su tutti i loro nemici, sia esterni che interni. Se volessimo sintetizzare: rimanere fermi nella fede e soffrire con pazienza le persecuzioni.

Nel libro dell’Apocalisse troviamo anche affermate, con una certa solennità, le grandi verità dogmatiche, come la divinità di Gesù Cristo, la sua esaltazione, l’indefettibilità della Chiesa, l’esistenza degli angeli buoni e dei cattivi, il paradiso, le pene dell’inferno, l’onniscenza, la giustizia e la bontà infinita di Dio.

L’Apostolo San Giovanni da egli stesso il titolo di “Apocalisse” (rivelazione) al suo libro, e afferma che esso riguarda cose future da compiersi, annunziate tramite visioni e locuzioni ricevute (Ap 1,1; 22, 7, 19).

In quanto alla struttura, il libro, dopo il prologo (Ap 1,1-8), si divide in tre parti: la prima parte (Ap 1,9-3,22); la seconda parte (Ap 4,1-19,10); la terza parte (Ap 19,11-22,5). Si conclude con l’epilogo (Ap 22,6).

In quanto al sistema di interpretazione, sulla scia dei Padri del calibro di Sant’Ireneo, Sant’Ippolito, Sant’Agostino, San Beda ecc.., i primi tre capitoli riguardano la situazione delle Chiese di Asia al momento in cui l’Apostolo scriveva, invece i capitoli IV-XXII trattano delle prove e delle tribolazioni che la Chiesa dovrà soffrire negli ultimi tempi, coronate dal trionfo di Gesù Cristo su tutti i nemici.

Siamo giunti alla fine di questa parte introduttiva, la prossima volta leggeremo il testo commentandolo con l’aiuto di un famoso esegeta che fu P. Marco M. Sales o.p., professore di Sacra Scrittura nel Collegio Angelico di Roma. Egli, nel commentare, usa la versione italiana dal testo latino della Volgata, curata da Mons. Antonio Martini.

Grazie per la vostra pazienza nella lettura. Un caloroso saluto.

08/09/2021

Alessandro

 

Gentilissimi lettori di Quo Vadis a.p.s.,

dopo aver iniziato il nostro percorso di “cultura cristiana” destinato a coloro che si accostano per la prima volta agli insegnamenti di Gesù Cristo affidati agli Apostoli e, successivamente, ai loro successori, i vescovi e alla chiesa, oggi inauguriamo un'altra sezione dal titolo “Catechismo di San Pio X”, per tutti coloro che desiderano approfondire la loro fede in modo chiaro, semplice e sicuro, commentato da don Carlo Tommaso Dragone, sacerdote paolino di profonda spiritualità e profonda cultura. Fu superiore della comunità paolina degli scrittori in Albano Laziale.

Il pregio di questo catechismo è quello di essere breve, chiaro e fedele agli insegnamenti di Gesù Cristo. Il metodo della domanda e della risposta usato da papa San Pio X, aiuterà in una maggiore comprensione a favore della chiarezza e della semplicità. San Pietro, nella sua prima lettera (cfr. 1Pt 3,17), ci invita a rendere ragione della fede che è in noi, e questo catechismo ne rappresenta un ottimo aiuto. La preghiera e la testimonianza cristiana, poi, deve accompagnare questo approfondimento. Ringraziamo, con preghiere sincere, papa San Pio X per averci donato questo tesoro.

Colgo l’occasione, ancora una volta, per ringraziare il gentilissimo Rocco, la moglie Fiorella e la loro figlia Tatiana, per la loro dedizione e sacrificio nel portare avanti la loro opera per il bene delle anime e per la Chiesa. Il Signore li benedica e li incoraggi.

Un grazie particolare anche a tutti voi lettori per la pazienza nella lettura e per il vostro amore nel ricercare la Verità in questo tempo inquieto e confuso. Il Signore non farà mancare il Suo aiuto divino nel discernere ciò che è bene da ciò che è male.

Un caloroso saluto.

11/09/2021

Alessandro

Gentilissimi lettori di Quo Vadis a.p.s.,

oggi iniziamo la lettura e il commento del Catechismo di San Pio X con l’aiuto di don Carlo Tommaso Dragone, sacerdote paolino di profonda spiritualità e profonda cultura. Cominciamo!

Il catechismo di San Pio X esordisce con la seguente domanda e risposta: “Chi ci ha creato? Chi ha creato Dio”. Qui entra in scena il commento di don Carlo Dragone, collocato sempre dopo la domanda e la risposta di papa San Pio X.

Nel libro della Genesi, divinamente ispirato, si racconta che Dio ha creato l’uomo a Sua immagine e somiglianza, formandolo dal fango della terra, soffiando su di lui la vita, divenendo persona vivente. L’uomo non era bene che vivesse da solo, per questo motivo Dio gli creò un essere simile a lui togliendogli una costola e creò la donna. Adamo le diede nome Eva, cioè la “madre di tutti i viventi” (Cfr. Gn 1,26; 2,7; 2,18; 2,21-22; 3,20).1

Da una attenta lettura di queste prime pagine del libro della Genesi, si evince che Dio, essendo onnipotente, ha creato direttamente Adamo ed Eva dal nulla, non servendosi di nulla. Creò direttamente l’anima di Adamo e di Eva e formò il loro corpo. Per questo motivo, Adamo ed Eva, sono anche detti i progenitori del genere umano. Degli altri uomini e donne, Dio crea direttamente l’anima e forma il corpo per via dei genitori.

Abbiamo avuto prima di noi i nostri genitori. I nostri genitori hanno avuto i nonni ecc.. Questo processo non può andare all’infinito, per cui dobbiamo fermarci a un primo uomo e a una prima donna creati immediatamente da Dio.

Gli uomini e le donne non creano, ma costruiscono, fabbricano. Per esempio i muratori non creano la casa, ma la costruiscono servendosi di mattoni, ferro, calce, legname ecc..2

Dio ci ha creati, noi siamo Sue creature, a cui dobbiamo rispondere adorandolo, amandolo, conoscendolo e servendolo. Don Carlo Dragone conclude questo primo articolo del Catechismo di San Pio X, con un esempio. Un giorno, un ateo, vide un mappamondo sul tavolo dell’astronomo Atanasio Kircher e gli chiese chi lo avesse fatto. L’astronomo rispose che si è fatto da solo. Ma l’ateo non gli credette. Allora l’astronomo fece notare all’ateo che egli, però, sosteneva che il mondo si è fatto da solo e non è creato da Dio.3

A voi di trarre l’insegnamento da questo esempio.

 

1 Cfr. CARLO TOMMASO DRAGONE, Spiegazione del Catechismo di San Pio X, Centro Librario Sodalitium, IV Edizione, Verrua Savoia, 2014, p. 9.

2 Ibidem.

18/9/2021

Alessandro

Gentilissimi lettori di Quo Vadis a.p.s.,

la seconda domanda che incontriamo è: “Chi è Dio?” La risposta è: “Dio è l’essere perfettissimo, Creatore e Signore del cielo e della terra” (Cfr. Carlo Tommaso Dragone, Spiegazione del Catechismo di San Pio X, CLS, pp. 10-11). Nel libro dell’Esodo Dio rivela il Suo nome a Mosè: “Io sono Colui che sono” (Es 3,13-14). Dio ha detto a Mosè che nel Suo nome c’è la risposta alla domanda in questione. Dio è l’essere e lo partecipa alle creature e alla creazione tutta. La creazione e le creature non sono l’essere ma ricevono l’essere da Dio. Non è un gioco di parole ma è così.

Tutte le creature ricevono l’essere da Dio per esistere; hanno la bellezza, la bontà, ma non sono l’essere, ma non sono la bellezza, non sono la bontà. Solo Dio è l’essere e possiede tutte le perfezioni: Bellezza, Bontà, Potenza, Sapienza, e tutte le altre perfezioni.

Un giorno Gesù disse a Santa Caterina da Siena: “Io sono Colui che solo è, tu sei colei che non è” (B. Raimondo da Capua, Vita di santa Caterina, X, X).

 

27/10/2021

Alessandro