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PARLARE DEI TESTIMONI DI GEOVA: CON COGNIZIONE DI CAUSA O CON UN TAGLIA E INCOLLA SCOPIAZZATO?

Jul 21, 2021

Chi parla di testimoni di Geova si spera lo faccia con cognizione di causa.

Molti parlano di questa comunità avendo fatto parte dei Tdg, conoscono quindi le dinamiche e il modus operandi quotidiano dei geovisti.
Ogni ex tdg è da prendere con le pinze, rancore e dente avvelenato li hanno tutti anzi li abbiamo tutti perché chi scrive ha fatto parte dei Tdg, nessuno di noi è esente da rancore, ogni ex tdg vuole dire la propria e quando si diventa ex per forza di cose si hanno delle lamentele da fare.
Fra gli ex tdg sembra esserci una gara su chi conosce più fatti o segreti.
 

È un merito conoscere in modo più approfondito il geovismo o è un dato di fatto?

Chi ha più informazioni non diventa automaticamente un Dio, un capopopolo, un mito da seguire.

Non bisogna cercare followers o seguito, chi ha più informazioni deve rendersi utile alla causa.

Chi pensa di crearsi una nicchia di pubblico approfittando della tematica non si è allontanato dal pensiero geovista.

In sala l'obiettivo era far carriera teocratica mostrando le proprie capacità, fuori dalla sala l'obiettivo è simile.
A dire il vero molti ex tdg cercano nel web quello spazio che in sala è stato negato loro. Probabilmente l'effetto podio è ancora presente in alcuni ex tdg.

Questo effetto podio si tramuta in effetto palco dove mostrare al mondo il proprio charme.

È questo quello che cerchiamo dagli attivisti?

Vogliamo che l'essere ex tdg diventi una pagina Facebook, un nuovo video, un nuovo libro o la rincorsa a like e followers?
Chi pensa di saper tutto parte male, l'atteggiamento è quello dei geovisti che si vogliono combattere.
Il nostro obiettivo non è diventare dei paladini della giustizia terrena, il nostro obiettivo è rendere di dominio pubblico un tema rimasto di nicchia per anni.
L'era social rovina anche le buone cause.

Ricordate il caso di quella ragazza cacciata di casa dopo aver confessato ai genitori la propria omosessualità?

Da oggetto di discriminazione la storia si è trasformata in tentativo di truffa.

Approfittando del clamore social molte persone hanno fatto donazioni in denaro che si son rivelate "ad personam" e non per sostenere una giusta causa ovvero lottare contro le discriminazioni.
I social amplificano storie ed esperienze e in un mondo che gira intorno al sensazionalismo anche la nicchia degli ex tdg rischia di finire in questo tritacarne.

La domanda è: essere ex tdg è motivo di vanto o semplicemente una condizione?
Quelli che mollano i tdg lo fanno per svariati motivi, guardando YouTube e leggendo i blog sembra che la maggioranza si sia allontanata dopo aver scoperto i casi di pedofilia non denunciati dall'organizzazione. È vero?
Partiamo da un principio che non deve mai venir meno: qualunque motivo è personale e non ci sono motivi più o meno importanti.

Per esperienza personale, chi lascia i tdg lo fa dopo aver subito ingiustizie o dopo essersi accorto di non aver più nulla in comune con gli ex compagni di fede.
Perché bisogna per forza inserirsi nel filone degli scandalizzati dai casi di pedofilia non denunciati?
In genere le porcate dell'organizzazione si scoprono col tempo, dopo essere usciti dai tdg e non è vergognoso dire: ho mollato i tdg perché non avevo più voglia di fare la vita del tdg.

Perché cercare sempre la motivazione forte, quella da supereroe?

Anche questo è uno strascico del geovismo, in sala si faceva leva sul sensazionalismo delle esperienze, in particolare bisognava sentirsi degli eroi quando dopo aver scoperto le malefatte della chiesa cattolica si decideva di mollare i cattolici per intraprendere il percorso geovista.
Era tutto un viavai di esperienze di ex sacerdoti convertiti al geovismo dopo aver scoperto la pedofilia nel cattolicesimo oppure di zelanti cattolici improvvisamente ripudiati dal prete e dai familiari.
È tutto vero? Assolutamente no.
Le persone possono cambiare religione per sport, noia o convenienza, semplicemente possono sentirsi attratte da altre idee religiose.

Perché cercare sempre di apparire come dei giusti, dei ricercatori della verità assoluta?
Quando si parla di ex tdg bisogna tenere conto di tutte queste caratteristiche mai del tutto abbandonate.

La tendenza a esasperare i concetti e di vivere per assoluti è parte della dottrina insegnata dai tdg.
L'equilibrio è la chiave di tutto.
Se vogliamo ragionare in modo efficace dobbiamo eliminare quei tratti da tdg che ancora possono far capolino nella nostra vita, tratti che si sono mescolati al nostro DNA.

Non è una colpa, è la conseguenza di anni e anni di indottrinamento e sappiamo non esser facile mollare di punto in bianco le caratteristiche che ci hanno modellato per tanto tempo.

Parlare dei tdg in modo negativo non è un merito.

Qualcuno è riuscito a portare le lamentele in parlamento, la cosa è importante anche se non rende automaticamente migliori.

Se qualcuno riuscisse a contattare Mario Draghi saremmo a cavallo, forse il presidente del consiglio potrebbe avere molta più voce in capitolo se gli interessasse la tematica.

Il merito non sarebbe comunque conoscere Mario Draghi, al massimo il merito è essere Mario Draghi. 

Non cerchiamo meriti non nostri, cerchiamo l'efficacia dei nostri contributi.

Chi non ha mai vissuto da tdg può parlare si dei tdg, ma non deve pensare di conoscere l'ambiente solo per aver ascoltato qualche esperienza altrui, o scopiazzato informazioni qua e la, accumulando materiale altrui per scrivere libri, articoli o produrre video.

Non è facile comprendere il meccanismo che sta dietro ad una setta, ancor più difficoltoso è pensare di farsi un'idea chiara dei tdg guardando qua e là qualche blog o canale YouTube.

Eppure tanti pensano di poter parlare dei tdg pur non avendo mai messo piede in sala, solo per sentito dire.

È utile? Devono essere gli altri a giudicare.

Ci sono anche rappresentanti di altre religioni che parlano dei tdg, come fanno alcuni con il genuino e sano confronto, concentrati ad aiutare chi è alla ricerca di chiarimenti e di verità.

Ma c'è chi si impegna quotidianamente a osannare una concorrenza con il solo intento di fare il pelo ad una religione rivale, con il copia e incolla.

Per questi non sarebbe meglio occuparsi dei guai della propria confessione religiosa prima di occuparsi delle altre?
Gli stessi ex tdg non conoscono appieno la propria organizzazione, la maggioranza di essi fanno ancora fatica a comprendere tutti i meccanismi di questa organizzazione nonostante gli anni passati negli ingranaggi geovisti.

Tutti possono parlare di tdg, non esistono classifiche di merito, l'importante è non rendere l'argomento un tema per perseguire mete personali.

Cercare nel tema tdg un modo per apparire non rende giustizia a chi ha sofferto a causa dei tdg.

I tdg creano danni alle persone, non devono diventare un modo per crearsi un pubblico a cui parlare.

Tutti siamo chiamati a mostrare rispetto per questi argomenti delicati, c'è chi ha perso tutto a causa dei tdg, c'è chi ha subito violenze sessuali, c'è chi ha avuto problemi familiari, problemi psicologici.
Non è un tema il geovismo, è un dramma a cui mettere finalmente un freno.

Redazione Quo Vadis a.p.s.

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