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COME ABBANDONARE I TESTIMONI DI GEOVA?

Jul 20, 2021

Ci sono domande che non necessitano risposte, ci sono risposte che non hanno bisogno di domande.
Molte persone si chiedono: come abbandonare i testimoni di Geova?
Altre ancora, con piglio deciso esordiscono con un: ho abbandonato i tdg.
Molti potrebbero rimanere in mezzo al guado, indecisi se restare o andarsene.
E se venissero a chiederci un consiglio?

Chi ha deciso autonomamente di abbandonare la comunità dei testimoni di Geova potrebbe esser portato a consigliare un rapido abbandono ma questa non sarebbe una risposta corretta ad una domanda così importante, soprattutto per le conseguenze a cui una persona potrebbe andare incontro.
Dobbiamo guardare la situazione in cui viviamo ovvero il nostro ambiente circostante. Siamo in Italia, nel 2021, non vanno più di moda ne Attila né l'inquisizione spagnola.
Esclusa la pandemia, a cui forse abbiamo fatto anche una triste abitudine, la nostra vita scorre sui binari della modernità.
Argomenti impossibili da affrontare decenni fa sono ormai la normalità.
In questa normalità abbiamo un paese laico nonostante la presenza del Vaticano e una maggioranza di persone che professa la religione cattolica.

In altri paesi la situazione è differente, ci sono confessioni religiose meno tolleranti o moderne secondo la definizione di modernità che siamo abituati a considerare in Europa.
In Italia siamo liberi di professare una qualsiasi religione e con la stessa facilità con la quale ci avviciniamo ad un credo siamo liberi di abbandonarlo.

La modernità è lo scenario perfetto per vivere una vita secondo i canoni che riteniamo idonei, ogni cittadino può esprimere la propria personalità.
Una persona può essere cattolica, ortodossa, musulmana, buddista, testimone di Geova. Lo stato italiano garantisce libertà di culto e allo stesso tempo protegge i cittadini dall'insorgere di fanatismi o violazioni riconducibili ad una discriminazione di stampo razziale, sessuale o religiosa.
Rispetto al passato le persone possono scegliere di non credere ad alcuna divinità, nessuno deve giudicare la fede o non fede altrui.

In questo scenario di modernità troviamo il paradosso geovista.
Se un cattolico vuole abbandonare la chiesa cattolica non viene inseguito dal prete armato di scimitarra.

Un cattolico, nell'Italia della modernità può scegliere di non essere più cattolico senza doversi preoccupare di conseguenze sociali.

Un cattolico può scegliere di diventare un testimone di Geova.
A parti inverse, ci sarebbe la stessa libertà?
La domanda è ovviamente retorica.

Un tdg non può scegliere.

Cerchiamo la precisione in termini: un tdg può scegliere ma deve subire delle conseguenze.

Non esiste un allontanamento dai tdg senza conseguenze.
In un mondo moderno, con scenari che potremmo definire "mercato libero delle religioni" un tdg è costretto a non cambiare operatore religioso.

Il vincolo con l'organizzazione geovista è a vita. Vita sociale intendiamo.

Negli anni 90 la sentenza Bosman ha sconvolto gli equilibri del calcio europeo.

Da allora i calciatori hanno avuto la possibilità di poter cambiare società di calcio senza esser vincolati alla società di appartenenza.

Quel vincolo, abolito con una sentenza storica ha di fatto cambiato il calcio mondiale.
Per i tdg paradossalmente il vincolo religioso non è ancora stato abolito da una sentenza simile.
Questo crea evidenti problemi alle persone legate a questa comunità.
Puoi entrare nei tdg abbastanza facilmente ma non puoi uscirne così facilmente.

E se una persona volesse uscire dalla comunità?
Un tdg potrebbe commettere un errore considerato peccato in seno ai tdg e quindi venir espulso.
Se invece una persona volesse abbandonare i tdg senza esser incorso in un inciampo teocratico?
La situazione diventerebbe difficile.
Mollare i tdg perché non più convinti della bontà o utilità di questa religione è un peccato mortale secondo i canoni watchtower.

Quando sposi l'ideologia geovista non puoi più tornare sui tuoi passi.

È una religione, se così possiamo definirla, che fa suo il motto: fino alla fine.

Una persona dovrebbe rimanere tdg fino alla morte.

Abbandonare i tdg nel lasso di tempo che va dal battesimo al funerale equivale ad avere una morte sociale, con annessi tutti i problemi che possono derivare da una scelta simile. In pratica è come trovarsi nel bel mezzo di un'esplosione nucleare.

Perdi tutto quello che hai intorno, amicizie, rapporti di parentela, affetti.

Un cattolico non perde l'intera gamma di affetti e conoscenze se decide di non frequentare più la chiesa o non definirsi cattolico. La chiesa cattolica, moderna, lascia libertà alle persone.

Il discorso spirituale rimane un discorso tra la persona e l'eventuale divinità.
Prendo come esempio il cattolicesimo in quanto religione professata dalla maggioranza degli italiani ed essendo in Italia dobbiamo confrontarci con l'ambiente a cui siamo abituati.
La chiesa non si pone come intermediaria tra la persona e la divinità.

Nei tdg invece l'organizzazione si frappone fra la fede di una persona e la divinità pregata.

Se guardiamo il sistema geovista, la religione è solo una copertura per mascherare una affiliazione esclusiva con la società watchtower.

Una persona non crede in Geova, una persona è legata ad una organizzazione con un contratto non scritto fatto di ricatti e abitudini imposte.

Il cattolicesimo è moderno, permette ai credenti di fare tutto, la coscienza di un cattolico è gestita in modo autonomo.

Nei tdg la coscienza è collettiva.

I tdg sono l'esatto opposto della modernità.

L'acronimo tdg sta per TALEBANI DI GEOVA, e come i talebani, tristemente noti per il fanatismo religioso i tdg applicano una versione della Sharia in salsa cristiana, relegando la spiritualità ad una merce di scambio tra proclamatori e pastori della congregazione.

I tdg che iniziano a nutrire dei dubbi si trovano in una posizione assai scomoda: da una parte vorrebbero lasciarsi i tdg alle spalle, dall'altra devono fare i conti con le conseguenze umane di una loro defezione.
Questa situazione paradossale, in un sistema moderno in cui viviamo, porta migliaia di persone a non poter usufruire appieno dei propri diritti civili.
Una persona nasce libera di poter scegliere, tranne che nei tdg.
Quando un tdg si trova nella posizione scomoda di dover scegliere tra la libertà e la prigionia deve tenere conto di quei fattori quali ostracismo e morte sociale che altre persone non hanno mai provato sulla propria pelle.

Quale consiglio dare a queste persone?

La risposta: ognuno deve valutare le proprie condizioni di vita.

È difficile dare risposta o consigli quando di mezzo c'è la situazione personale di una persona che sicuramente differisce dalla nostra.
Sappiamo bene come le conseguenze siano disastrose e di come la persona deve essere in grado di sopportare cambiamenti non preventivati ai tempi del battesimo.
Quindi, al netto delle possibili conseguenze cosa ci sentiremmo di rispondere ad un tdg dubbioso?
Consigliare l'allontanamento può portare a delle conseguenze, consigliare di restare nella comunità significa lasciare la persona con il dubbio.

Che diritto abbiamo noi già passati dalla parte degli ex di occuparci della vita di chi non ha avuto questa possibilità?

Spesso i consigli sono consigli non richiesti o non voluti.

L'argomento è spinoso, non lo si può banalizzare o rendere volutamente semplice.

Entrano in gioco molteplici variabili, le persone normalmente non si pongono certi problemi, nella vita di una persona comune il senso di abbandono o smarrimento è legato a situazioni non legate alla normalità, situazioni considerate straordinarie.

La morte è una situazione difficile da gestire, non la scelta di frequentare o meno una riunione settimanale.
Queste situazioni al limite dell'assurdo rendono difficile l'allontanamento dai tdg.
Nella vita prima o poi ci troviamo a dover affrontare un lutto o una malattia.

Non tutti devono confrontarsi con la morte sociale dovuta ad una scelta di vita che ai più dovrebbe passare in sordina.
Per un tdg scegliere se continuare o meno con l'affiliazione geovista è un punto di non ritorno.
Talvolta siamo costretti a usare il termine Risveglio associato al lungo sonno patito negli anni del geovismo.

Il risveglio non è indolore, noi che ci siamo passati sappiamo come questa scelta sia difficoltosa e piena di botte sui denti.
Affrontare da zero la società civile non è cosa da tutti.

Banalmente, per quanto si possa esser brillanti e a proprio agio nel mondo ci si deve ricostruire una vita sociale fatta di amici e conoscenti.
Bisogna imparare a riempire quegli spazi di tempo dedicati alle attività teocratiche. Bisogna farsi degli hobby, porsi delle mete, dei nuovi obiettivi.
Risvegliarsi dal torpore non è mettere dei pop corn nel microonde, cinque minuti e via.
Quello che per anni è stato bianco diventa nero e viceversa.

Risvegliarsi vuol dire cambiare modo di porsi con gli altri, usare un lessico adatto alle persone comuni, mangiarsi la lingua quando si è tentati di fare gli insegnantini.

Un tdg vive sommerso dalla propria boria, da una autostima aumentata per eccesso.
Fuori dalla gabbia geovista ci si rende conto di appartenere a un mondo senza scale gerarchiche teocratiche.

Nella vita bisogna portare rispetto ai principali sul lavoro e rispettare le autorità, non si è sottoposti al controllo certosino di anziani e membri della congregazione.
Imparare a stare al mondo è come tornare a camminare dopo un grave incidente, non risulta facile né immediato.
Un tdg, quando si trova nella situazione di dover o voler scegliere deve valutare attentamente tutto quello che potrebbe accadere nella propria vita, valutare i rischi e capire quanto le conseguenze possano essere sopportare.

Non tutti siamo in grado di lasciarci il passato alle spalle, non tutti abbiamo l'arroganza e la capacità di sopportare un nuovo inizio.

I tdg vivono terrorizzati, in preda ad un'ansia cronica, vivono di Geova e Xanax in egual misura.
Questo accade quando le decisioni più banali della vita vengono esasperate al punto da sembrare un calcio di rigore decisivo in una finale mondiale.
Cari tdg in preda ai dubbi, fatevi coraggio.
Baggio è stato un campione anche dopo aver sbagliato il rigore decisivo a Pasadena.
Forse ancora di più.

Redazione Quo Vadis a.p.s.

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