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ANONYMOUS: I PIRATI INFORMATICI NATI PER CONTRASTARE UNA SETTA

scientology Mar 18, 2022

Nel 2008, quello che inizialmente era un colletivo scherzoso e informale è passato agli attacchi cibernetici organizzati per smascherare Scientology

In occasione della guerra in Ucraina e del ruolo che sta avendo tutto ciò che è relativo all’informazione e alla disinformazione, è tornato ad acquisire protagonismo il collettivo Anonymous, formato da persone di tutto il mondo che con tecniche di pirateria informatica dicono di lottare per la libertà d’informazione.

Il suo stesso nome punta all’anonimato, che custodiscono gelosamente per poter agire senza paura delle conseguenze. Sono noti per il fatto di identificarsi con una nota maschera, quella che rappresenta Guy Fawkes, che partecipò alla rivolta di un gruppo di cattolici in Inghilterra all’inizio del XVII secolo.

Fin dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, i membri di Anonymous stanno realizzando cyberattacchi contro il Paese presieduto da Vladimir Putin – dall’invio di massa di posta elettronica alla popolazione russa alla comparsa di messaggi su schermi e applicazioni.

Un’altra azione ha consistito nel girare informazioni sulla guerra nelle rassegne di ristoranti di Russia e Bielorussia su Google Maps, per poterle far giungere direttamente ai cittadini.

Quello che molti non sanno è che Anonymous è nato all’inizio come forza di opposizione a un’entità che spicca, tra le altre cose, per la sua mancanza di trasparenza: la Chiesa di Scientology.

La polemica dei documenti segreti

Bisogna fare un passo indietro e andare agli anni Novanta del XX secolo, alla nascita di Internet. Fin dall’inizio, ha rappresentato una seria sfida per Scientogy, e nel 1994 vari ex membri dell’organizzazione hanno diffuso su Usenet della documentazione interna (già dal 1991 esisteva su questa rete un gruppo di discussione specifico: alt.religion.scientology).

In concreto, si trattava dei materiali che si offrono agli adepti quando raggiungono il livello OT VIII (OT vuol dire “thetan operante” nel linguaggio della setta), contenuti riservati in forma esclusiva agli adepti di Scientology soggetti alla disciplina del segreto e a cui si può accedere solo pagando ingenti quantità di denaro. L’accademico Hugh B. Urban afferma che “per arrivare a OT VIII servirebbero da 350.000 a 400.000 dollari”.

Essendo documenti protetti da diritti d’autore, il Religious Technology Center – entità di Scientology depositaria della proprietà intellettuale – ha denunciato i fatti, e la Giustizia ha condannato sia la persona che ha divulgato i materiali che il server di Internet che li aveva ospitati.

Poco dopo c’è stata una nuova sentenza di condanna contro un altro ex membro di Scientology che aveva pubblicati in rete documenti interni alla setta.

A queste sentenze è seguito un forte scontro su Internet tra i membri di Scientology, che accusavano i loro critici di aver violato i diritti d’autore – cosa corroborata dai pronunciamenti della Giustizia statunitense –, e gli stessi critici, che rispondevano accusando la Chiesa di praticare la censura e attentare contro la libertà d’espressione e di informazione.

La nascita di Anonymous

È questo il contesto in cui – insieme ad altri episodi di opacità informativa e censure su Internet – si è originata, nel decennio successivo, la nascita di Anonymous (o piuttosto il suo salto all’attività organizzata, visto che esisteva già da anni come collettivo più informale).

Come spiega Urban, “Scientology e i suoi materiali segreti sono diventati un obiettivo importante di attacco e ridicolizzazione da parte del collettivo indipendente chiamato Anonymous, che difende la libertà d’espressione su Internet”.

Questo ha presupposto una diffusione su ampia scala e con un importante effetto mediatico delle dottrine più occulte del movimento. Nel febbraio 2008, con il nome di Project Chanology, varie sedi di Scientology in tutto il mondo sono state bersaglio di manifestazioni di persone che indossavano la maschera di Guy Fawkes resa popolare dal film V per Vendetta (James McTeigue, 2006), rimandando così simbolicamente alla lotta per la libertà di fronte al totalitarismo. Dietro queste azioni c’era il collettivo Anonymous, che in un breve video pubblicato su YouTube nel gennaio 2008 e che ha raggiunto una notevole diffusione affermava:

Ciao, Scientology. Siamo Anonymous. Nel corso degli anni, vi abbiamo osservati. […] Anonymous ha deciso, quindi, che la vostra organizzazione deve essere distrutta. […] Vi espelleremo da Internet e smantelleremo sistematicamente la Chiesa di Scientology nella sua forma attuale. Non potete nascondervi; siamo ovunque. Non possiamo morire; esisteremo sempre. Diventiamo ogni giorno più grandi, e solo per la forza delle nostre idee, spesso maliziose e ostili. Se volete un altro nome per il vostro oppositore, chiamateci Legione, perché siamo molti. […] La conoscenza è libera. Siamo Anonymous. Siamo Legione. Non perdoniamo. Non dimentichiamo. Aspettateci”.

La reazione immediata della setta

La pubblicazione di questo video è stato il detonatore del Project Chanology, nato come risposta di Anonymous a un tentativo da parte della Chiesa di eliminare da Internet il video che aveva pubblicato un membro del collettivo.

In concreto, il video raccoglieva alcuni frammenti di una registrazione audiovisiva interna della Chiesa con come protagonista Tom Cruise. In questa, il famoso attore adepto di Scientology faceva affermazioni che suonavano molto strane ed esagerate al di fuori dal contesto del movimento, e per questo la reazione di Scientology è stata, con le parole di D.C. Elliott, “immediata e brutale”, cercando in ogni modo la soppressione del video.

Il contrattacco di Anonymous

Non meno importante è stata la campagna portata avanti da Anonymous in risposta, e che non si è limitata al cyberspazio (sono stati realizzati attacchi di negazione di servizio – DDoS –, riuscendo a paralizzare alcune pagine web della Chiesa, che ha poi trasferito i suoi domini di Internet a un’altra impresa), ma ha avuto un impatto notevole “in strada” e nei mezzi di comunicazione.

Nei mesi successivi, ci sono state diverse proteste davanti alla sede di Scientology. La prima è stata convocata attraverso un altro video pubblicato su YouTube con il titolo Call to Action. Anonymous è anche riuscito a far sì che le ricerche di definizioni come “setta pericolosa”o “setta con lavaggio del cervello” (dangerous cult e brainwashing cult) offrissero su Google come primo risultato riferimenti a Scientology, e al contrario, che cercando Scientology guidasse i risultati un’importante pagina web critica nei confronti della setta.

La Chiesa di Scientology ha considerato i responsabili di queste azioni “un gruppo di cyberterroristi” che metteva in atto “crimini di odio religioso”.

Come indica l’analista Manuel Torres Soriano in un documento pubblicato dall’Istituto Spagnolo di Studi Strategici, però, “queste dichiarazioni hanno divertito profondamente chi attaccava, esortandolo a proseguire sulla stessa strada e incitando altri a unirsi a questa offensiva contro quella che consideravano una setta detestabile che iniziava a perdere i nervi”.

Un decennio dopo, l’altra grande operazione globale di filtrazione di documenti segreti, Wikileaks, ha preso il testimone di Anonymous nell’offensiva contro Scientology. Ma questa è un’altra storia.

L.S.d.R.

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