Watchtower e le “speranze non realizzate” - Quo Vadis aps

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24 maggio 2019

Watchtower e le “speranze non realizzate”

 
Nell’ultima Torre di Guardia per lo studio (agosto 2019) troviamo un articolo, dal titolo “Non arrendiamoci!”,
nel quale si evidenziano dei passaggi degni di una seria critica.

 
Come abbiamo sottolineato più volte, la macchina della propaganda Watchtower fa largo uso di slogan che incitano ad avere coraggio, a non arrendersi, a perseverare, ecc…(tra poco finiranno i sinonimi).
Una simile insistenza lascia intendere che i fedeli testimoni di Geova abbiano bisogno di costante incoraggiamento altrimenti rischiano di “arrendersi”, il che la dice lunga sia sugli adepti che sull’organizzazione alla quale rispondono.
Nell’articolo che andiamo ad esaminare si paragona il testimone di Geova ad un corridore, il quale, se vuole vincere la corsa, non deve lasciarsi distrarre e deve perseverare, tenendo in mente il traguardo da raggiungere.

 
La Watchtower identifica tre possibili ostacoli che possono “distrarre” il testimone in questa “corsa per la vita”:
“la salute che peggiora”, “le prove che durano nel tempo” e “le speranze non realizzate”.
Riguardo a quest’ultimo punto, quello di nostro interesse, analizziamo i paragrafi 9 e 10:
 
Speranze non realizzate. È naturale desiderare che le meravigliose promesse di Geova si realizzino […]. Tuttavia, quando le nostre speranze non sembrano realizzarsi nel momento in cui ce lo aspettiamo, potremmo perdere il nostro entusiasmo e addirittura scoraggiarci […]. Questo è ciò che avvenne all’inizio del XX secolo. A quel tempo molti fratelli unti si aspettavano di ricevere  la ricompensa celeste nel 1914. Ma quando quella speranza non si realizzò, cosa fecero i cristiani fedeli davanti a questo ostacolo?

 
Già dalle prime righe troviamo un concetto dissonante (pane quotidiano del tdg): si dice che “È naturale desiderare che le meravigliose promesse di Geova si realizzino”, poi subito dopo si parla delle “nostre speranze” che “non sembrano realizzarsi nel momento in cui ce lo aspettiamo“.
Quindi queste speranze vengono da Dio o dalle interpretazioni dei membri di un’organizzazione religiosa?
Siamo di fronte ad un ottimo esempio di comunicazione studiata a tavolino per manipolare sottilmente il lettore: quando si tratta di parlare di “meravigliose promesse” allora si riferiscono a Geova, mentre quando si tratta di qualcosa di sperato che non si realizza allora ci si riferisce ai tdg.
Non potevano di certo scrivere che Geova si è sbagliato diverse volte nel “comunicare” la data della fine alla sua organizzazione terrena (l’unica “diretta” dal suo spirito), tantomeno potevano ammettere che, fin dalle sue origini, l’Organizzazione ha collezionato interpretazioni fasulle e profezie sbagliate.
Notiamo inoltre il sapiente uso dei termini, poichè non si parla di profezie che non si sono realizzate, ma di “speranze” che “molti fratelli unti” avevano e, soprattutto, non possiamo ignorare il modo in cui si tenta furbescamente di fingere che l’unica profezia sbagliata dalla Watchtower sia stata quella relativa al 1914. Probabilmente alla WT hanno la memoria corta, ma nell’elenco delle “speranze non realizzate” avrebbero dovuto includere anche: 1878, 1881, 1918, 1925, 1975…arrivando a “la fine verrà entro il termine del ventesimo secolo”. Proseguiamo la lettura con il paragrafo 10:
 
Pensiamo a una coppia di cristiani fedeli che si trovarono in questa situazione. Il fratello Royal Spatz si battezzò nel 1908 all’età di 20 anni. Era convinto che presto avrebbe ricevuto la ricompensa celeste. Infatti nel 1911, quando chiese alla sua fidanzata Pearl di sposarlo, le disse: “Tu sai cosa succederà nel 1914. Se vogliamo sposarci, è meglio che lo facciamo al più presto!” Tuttavia, nel 1914 Royal e Pearl non ricevettero la ricompensa celeste. Abbandonarono forse la corsa per la vita? No, perché per loro la cosa più importante era servire Dio fedelmente, non ottenere la ricompensa. Erano decisi a continuare a correre con perseveranza. Royal e Pearl, infatti, rimasero cristiani attivi e fedeli finché non terminarono la loro vita terrena molti anni dopo. Desideriamo senz’altro vedere rivendicati il nome e la sovranità di Geova e assistere alla realizzazione delle sue promesse. Possiamo essere certi che queste cose avverranno al tempo stabilito da Geova. Fino a quel momento, impegniamoci nel servizio che rendiamo a Dio e non permettiamo a speranze che non si sono ancora realizzate di scoraggiarci o farci rallentare.

 
Avete presente quando i promoter (o i venditori porta a porta) cercano di invogliarvi a comprare un prodotto e per fare ciò vi dicono “tanti lo hanno provato e ora non ne fanno più a meno…” oppure “la signora Maria usa il prodotto da anni ed è felicissima..”, ecco, la Watchtower fa qualcosa di simile, insistendo nel proporre in modo martellante delle testimonianze “incoraggianti” e narrando storie di tdg che nonostante mille difficoltà hanno speso un’intera vita al servizio dell’Organizzazione. In questo caso la testimonianza riguarda due testimoni che si aspettavano la “ricompensa celeste” (o fine del sistema di cose) nel 1914 e avevano tale speranza non perchè se la fossero inventata, bensì perchè la loro organizzazione religiosa aveva chiaramente detto che la fine sarebbe arrivata in quell’anno.
Questa coppia ovviamente vide passare il 1914 senza che alcuna profezia si adempisse ma non per questo si arrese e l’articolo ci dice che “per loro la cosa più importante era servire Dio fedelmente, non ottenere la ricompensa“. Pertanto viene lasciato intendere che il dio della Watchtower si riserva di non mantenere le sue promesse, perchè tanto ciò che conta è che gli adepti lo servano fedelmente anche se questo non comporta alcuna ricompensa. Ma come?
Non era quella della vita eterna nel nuovo mondo (o in cielo) la promessa cardine della teologia JW?
Senza pretendere di poter sondare l’insondabile mente divina, viene spontaneo chiedersi: che tipo di dio amorevole e buono adotterebbe un simile comportamento verso coloro i quali lo adorano e dedicano ad esso la propria vita? Evidentemente i tdg questa domanda non se la pongono e tantomeno riflettono sul fatto che forse le promesse circa la “fine di questo sistema” fatte negli ultimi 100 anni non vengono da Dio ma da un’Organizzazione che, come molte altre, fa dire al testo biblico tutto e il contrario di tutto, a seconda della convenienza.
Poche righe sotto leggiamo: “Possiamo essere certi che queste cose avverranno al tempo stabilito da Geova” e ancora: “Fino a quel momento, impegniamoci nel servizio che rendiamo a Dio e non permettiamo a speranze che non si sono ancora realizzate di scoraggiarci o farci rallentare“. Ed ecco che la Watchtower si tiene sul vago limitandosi a dire che le cose succederanno quando vorrà Geova, il che, per essere sinceri, significa tutto e niente ma, ancora più emblematica, è la frase finale, la quale esorta i testimoni a continuare a rendere servizio a Dio (ovvero alla Watchtower) senza permettere che le fregature ricevute negli ultimi 100 anni possano rallentare o scoraggiare la loro zelante opera.

Probabilmente dalle parti di Warwick non dovrebbero preoccuparsi più di tanto del fatto che le profezie sbagliate possano intaccare la dedizione dei testimoni, poichè buona parte di essi, specialmente quelli più giovani, non hanno idea di cosa abbia fatto o scritto la loro Organizzazione nei primi 70-80 anni della sua storia, principalmente perchè in alcuni casi la WT ha palesemente revisionato a posteriori la propria letteratura (come nel caso della profezia sulla fine che sarebbe venuta entro il 20esimo secolo, successivamente rivista e corretta con la fumosa espressione “nel nostro tempo”) e, in secondo luogo, perchè tra i tdg c’è un negazionismo piuttosto diffuso riguardo agli errori interpretativi della Watchtower, al punto che alcuni testimoni arrivano ad affermare che non fù l’Organizzazione a fare profezie campate per aria, bensì furono i “fratelli” dell’epoca che capirono male…
 
fonte: https://jwanalisicritica.wordpress.com/2019/05/23/watchtower-e-le-speranze-non-realizzate/
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