Watchtower: un’organizzazione che non chiede scusa. - Quo Vadis aps

Vai ai contenuti
  25 luglio 2019
Watchtower: un’organizzazione che non chiede scusa

Dopo cinque anni di indagini, tanto duro lavoro e molte testimonianze di vittime coraggiose, sono emersi risultati positivi dalla Australia’s Royal Commission into Institutional Responses to Child Sexual Abuse. Uno dei più importanti è il National Redress Scheme ideato per, come dice il sito Web (www.nationalredress.gov.au), “persone che hanno subito abusi sessuali su minori nelle istituzioni“.

Le audizioni pubbliche del Case Study 29: Testimoni di Geova, si sono svolte a Sydney dal 27 luglio al 14 agosto 2015.
Nell’ottobre del 2016, la Commissione ha pubblicato un rapporto.
I risultati hanno rilevato problemi sistemici su come i Testimoni di Geova, la Watchtower Bible & Tract Society of Australia, rispondono alle accuse di abusi sessuali su minori.
Successivamente, nel suo Rapporto finale, la Commissione ha elencato le raccomandazioni per l’organizzazione dei Testimoni di Geova, tra le quali:
• … abbandonare l’applicazione della regola dei due testimoni nei casi che riguardano denunce di abusi sessuali
su minori
• … rivedere le politiche in modo che le donne siano coinvolte nei processi relativi alle indagini e alla determinazione delle accuse di abuso sessuale di minori
• … non richiedere più ai suoi fedeli di ostracizzare coloro che si dissociano dall’organizzazione nei casi in cui il motivo della dissociazione è legato al fatto che una persona è stata vittima di abusi sessuali su minori

La stessa relazione finale formula raccomandazioni per un sistema di ricorso che “sia considerato dai sopravvissuti in grado di offrire giustizia“.
Alcuni di questi consigli sono:
• scuse dell’organizzazione
• l’opportunità di incontrare un rappresentante senior dell’organizzazione e ricevere un riconoscimento dell’abuso e del suo impatto su di loro
• un’assicurazione o impegno da parte dell’organizzazione che ha adottato o adotterà misure per proteggere i minori da ulteriori abusi.

Questo ci porta al 21 ottobre 2018.
Come riportato da Reuters, il Primo Ministro Australiano Scott Morris ha offerto una rara dichiarazione di scuse nazionali alle vittime di abusi sessuali su minori nelle istituzioni e alle loro famiglie.
Anche se tali scuse non potranno mai rimuovere il dolore con cui sopravvivono gli abusati a causa del loro trauma, tali gesti simboleggiano la buona volontà e possono essere un passo vitale nel processo di guarigione.
Può dimostrare alle vittime che, nonostante i fallimenti delle istituzioni, i migliori interessi delle vittime saranno la priorità per il futuro.

Per i Testimoni di Geova in Australia, avrebbe potuto essere un’occasione per dimostrare che la loro organizzazione ha compiuto sforzi concertati per prevenire futuri abusi, proteggere i suoi membri e rimediare alle negligenze passate.
Diciamo che “avrebbe potuto essere” perché l’assenza della Watchtower nelle scuse nazionali in Australia non avrebbe potuto essere più notevole.

Il sito web del National Redress Scheme ha una funzione di ricerca in cui è possibile trovare i nomi di tutte le organizzazioni che hanno accettato di fornire un risarcimento alle vittime e hanno completato la procedura.
Una semplice ricerca di parole chiave sul sito per “Geova” o “Watchtower” ti porterà ad un messaggio “Nessun risultato trovato”. Per essere accurati, lasciando vuoto il campo di ricerca per parole chiave otterrai 1119 risultati.
Li abbiamo esaminati tutti e non siamo riusciti a trovare nulla che indichi che i Testimoni di Geova o una qualsiasi delle loro entità partecipano al programma.

Ad essere onesti, il sito web menziona che “potrebbe esserci un ritardo tra il momento in cui un’organizzazione annuncia che aderirà al Programma e il momento in cui le richieste relative a tali organizzazioni possono essere elaborate“.
Fino ad oggi, la Watchtower non ha fatto nessun annuncio del genere.
Inoltre, le organizzazione hanno tempo fino al 30 giugno 2020 per aderire al programma.
È possibile che la domanda della Watchtower non sia stata ancora elaborata o che possa scegliere di aderire in un secondo momento. Sfortunatamente, la sua storia nell’offrire pubbliche scuse è praticamente inesistente.

Scusa … ma non mi devo scusare

È chiaro che i Testimoni di Geova comprendono l’importanza delle scuse.
Nel loro articolo della rivista La Torre di Guardiadel 1° novembre 2002 “Chiedere scusa: il segreto per fare la pace“, scrivono con orgoglio:
La Bibbia conferma che spesso un modo efficace per sanare una relazione incrinata è quello di scusarsi sinceramente. Ad esempio, nella parabola del figlio prodigo narrata da Gesù, quando il figlio tornò a casa e si scusò sinceramente, il padre fu più che pronto a riaccoglierlo in casa. (Luca 15:17-24) L’orgoglio non dovrebbe mai impedirci di scusarci e chiedere perdono.
È ovvio che chi è veramente umile non trova così difficile chiedere scusa.

L’articolo elogia persino il valore di scusarsi anche quando non si è fatto nulla di male.

Mantenere la pace fra compagni di fede è più importante che dimostrare chi ha ragione e chi ha torto.
Tenendo presente questo principio diventa più facile scusarsi con qualcuno per un torto che pensa di avere ricevuto.

Gli scrittori alla Watchtower hanno ritenuto che le scuse e il rimorso di Michael Jackson per il video di Thriller nella Svegliatevi! del 22 settembre 1984 fossero meritevoli di andare in stampa.
Non volendo evidentemente far pensare agli spettatori che esso incoraggi lo spiritismo, il film comincia con queste parole:
A motivo delle mie forti convinzioni personali, desidero ribadire che questo film non sostiene assolutamente la credenza nell’occultismo. — Michael Jackson”
E ripensandoci come si sente al riguardo il cantante, Michael Jackson?
Non lo rifarei mai!” dice Jackson. “Intendevo solo fare un buon cortometraggio, non portare deliberatamente sullo schermo qualcosa che spaventasse gli spettatori o fare qualcosa di male. Io desidero fare ciò che è bene. Non rifarei mai una cosa del genere”. Perché no? “Perché moltissimi ne sono stati turbati”, spiega Jackson. “Questo mi fa sentire male. Non voglio che si sentano così. Ora mi rendo conto che non è stata una buona idea. Non farò mai più un video del genere!”
E prosegue dicendo: “Anzi, ho fermato, dove dipendeva da me, l’ulteriore distribuzione del film, inclusa la distribuzione in alcuni altri paesi. Mi fanno ogni specie di proposte per il lancio di Thriller, ma io rispondo loro: ‘No e poi no. Non voglio far niente su Thriller. Basta con Thriller’”.

Qual è la storia della Watchtower riguardo le scuse pubbliche? Anche se avrebbe molti motivi per scusarsi, è difficile trovare qualcosa che anche solo si avvicini a delle scuse sincere nella lunga storia dell’organizzazione.

Ad esempio, lo stupro e la morte di migliaia di Testimoni di Geova del Malawi a causa del fatto che il Corpo Direttivo aveva decretato il divieto di detenere una carta politica in uno Stato a partito unico dovrebbe certamente figurare nell’elenco delle scuse.
Abbiamo già menzionato le politiche sugli abusi sessuali sui minori e i conseguenti insabbiamenti.
Esiste anche il divieto sulle trasfusioni di sangue che è costato centinaia, potenzialmente migliaia di vite, compresi bambini innocenti.

Sicuramente, le scuse sarebbero state necessarie tutte quelle volte che gli scrittori Watchtower hanno citato erroneamente fonti nella loro letteratura per indurre, ingannevolmente, i lettori a pensare che la citazione sosteneva la loro posizione quando in realtà era il contrario.
O quando le invettive di Rutherford nei confronti della leadership nazista durante la seconda guerra mondiale servirono solo ad esacerbare l’odio verso i TdG tedeschi che furono brutalizzati nei campi di concentramento.
Per non parlare delle scuse dovute per tutte le previsioni continuamente sbagliate promosse con granitica certezza nel corso di decenni di campagne di predicazione.

L’unica dichiarazione che potrebbe somigliare a delle scuse della Watchtower è quella che fu stampata nell’articolo della Torre di Guardia del 1 settembre 1980 intitolato “Scegliamo il miglior modo di vivere“.
Parlava dell’eccitazione e della delusione di 5 anni prima, dopo che il 1975 era passato ma non era accaduto nulla di degno di nota. Questo è tutto ciò che quell’articolo ebbe a dire:
In tempi moderni tale premura, lodevole in se stessa, ha provocato tentativi di stabilire date per l’auspicata liberazione dalle sofferenze e difficoltà che colpiscono tutti sulla terra. Con la pubblicazione del libro Vita eterna, nella libertà dei figli di Dio, e l’osservazione che sarebbe stato appropriato che il regno millenario di Cristo scorresse parallelo al settimo millennio d’esistenza umana, venne suscitata considerevole aspettativa per il 1975. Allora e in seguito si disse che questa era solo una possibilità. Purtroppo però, insieme a tali informazioni cautelative, furono pubblicate altre dichiarazioni che lasciavano intendere che tale realizzazione delle speranze in quell’anno era più una probabilità che una semplice possibilità. Dispiace che queste ultime dichiarazioni abbiano evidentemente adombrato quelle che invitavano alla cautela e abbiano contribuito ad accrescere l’aspettativa che c’era già.

Per quelli abbastanza grandi da ricordare di aver vissuto l’era del 1975, ciò equivale a un “scusa … ma non ho niente di cui scusarmi“.
Il tipo di scuse che deve essere sembrato vuoto e insoddisfacente come una singola M&M a pranzo.
Scaricabarile sembra essere il nome del gioco e non viene riconosciuto il fatto che erano le dichiarazione della Watchtower la vera causa della delusione e non le speculazioni fatte dai lettori.

Chiedere scusa significa essere umani

Le azioni del Corpo Direttivo indicano che i suoi membri non possiedono l’umiltà, l’autocoscienza e l’empatia necessarie per scusarsi con i propri fedeli.
Tuttavia, non solo si aspettano che i fedeli trascurino i loro palesi errori, ma non devono mai criticare le loro carenze e accettare umilmente tutto ciò che viene offerto come una rinnovata dottrina di “nuova luce“.

Con questo voglio dire che la Watchtower, in quanto entità, e il Corpo Direttivo, in quanto gruppo collettivo di individui, sembra incapace di mostrare quei sentimenti squisitamente umani che potrebbero muovere a porgere delle scuse.
La capacità di scusarsi sinceramente quando le proprie azioni o parole fanno del male alle persone è un tratto vitale delle relazioni umane.

Questa non è solo una dichiarazione generale.
Alla fine del giugno 2019, la nostra squadra di documentaristi si è recata a Sydney, in Australia, per condurre diverse interviste.
Abbiamo appreso come la storia del coinvolgimento della Watchtower nell’ARC sia stata raccontata dai membri della Filiale Australiana per far sembrare che l’organizzazione si sia comportata bene nell’inchiesta.
Quello che traspariva da loro era tutto un “ne siamo usciti come la migliore organizzazione” e “non dovremmo essere nemmeno parte dell’indagine” ma, apparentemente, non c’è stato riconoscimento di alcuna eventuale carenza, ne tanto meno di scuse.

In effetti, durante il nostro viaggio, siamo riusciti ad incontrare Angus Stewart, il Senior Counsel Assisting al momento delle audizioni.
Gli abbiamo chiesto le sue opinioni sulla Watchtower e cosa ricordasse dei suoi rapporti con i rappresentanti della Watchtower rispetto ad altre istituzioni che erano parte dell’indagine.

Poche persone hanno potuto dare uno sguardo attento e dettagliato ai meccanismi interni della Watchtower nella storia recente.
Non riesco a ricordare nessuno che fosse riuscito a convocare un membro del Corpo Direttivo ed interrogarlo sotto giuramento.
Il signor Stewart e il suo team legale incredibilmente astuto hanno fatto entrambe le cose durante l’inchiesta.

Data la valutazione del signor Stewart, dubito davvero che Anthony Morris III abbia mai riflettuto in modo introspettivo sulle sue molte espressioni offensive e abbia pensato a se stesso, “hmm, forse non avrei dovuto dirlo.”
Gli avrei anche concesso delle scusanti per essere troppo orgoglioso o troppo timido per scusarsi se la possibilità che lo scenario che ho appena descritto fosse solo lontanamente possibile.
Tuttavia, penso che le circostanze probabilmente li costringeranno a fare ciò che sembrano incapaci di fare da soli … Offrire scuse pubbliche.

Non ci contare

Come abbiamo affermato in precedenza, è possibile che la Watchtower aderirà successivamente al National Redress Schemein Australia, che richiede delle scuse pubbliche.
È “possibile” ma data la sua storia, è dire “non ci contare troppo”.
Ingenuamente penso che la pressione e l’opinione pubblica potrebbero innescare un cambiamento nelle loro politiche, ma c’è motivo di ottimismo.

Le cose sono cambiate drasticamente dal 1975.
Sempre più persone in tutto il mondo sono collegate ad abbondanti flussi di dati e reciprocamente grazie a Internet.
Movimenti come #MeToo hanno aumentato la consapevolezza del pubblico su questioni che raramente venivano discusse apertamente.
Come visto di recente in Montana, le vittime di abusi che portano la Watchtower in tribunale stanno vedendo emettere giudizi a loro favore e per somme sempre maggiori.

I membri del Corpo Direttivo, grazie alle trasmissioni mensili del JW Broadcasting, forniscono ora un volto riconoscibile da incolpare per le azioni illecite della propria organizzazione. In altri paesi, tale slancio si sta sviluppando in richieste simili alla Commissione Reale Australiana, in luoghi come Regno Unito, Paesi Bassi, Canada, Spagna e Stati Uniti.

Reti televisive come A&E e produttori come Leah Remini stanno creando contenuti che affrontano in modo specifico i problemi con gruppi coercitivi come i Testimoni di Geova.
Film narrativi come “Apostasy” di Daniel Kokotajlo o “The Children Act” con Emma Thompson hanno fatto scalpore nei circuiti dei festival cinematografici.

The Truth About the Truth“, sebbene sia ancora in produzione, è uno dei numerosi progetti di documentari in arrivo che analizzano le politiche dell’organizzazione dell’ostracismo, la cattiva gestione dei casi di pedofilia e la proibizione del sangue.
C’è anche un numero sempre crescente di attivisti, scrittori e giornalisti che stanno ora raccontando queste storie nei loro media per una crescente comunità di social media di ex Testimoni di Geova che non si risparmiano nella condivisione di tutte queste informazioni.
Un’organizzazione che non è mai disposta a scusarsi può sopravvivere a tutta questa attenzione indesiderata?

Sembra che le cose si stiano avvicinando a un punto di non ritorno e la Watchtower dovrà adeguare le sue politiche, adattarsi ai cambiamenti o cessare di esistere come è attualmente.

Il governo e le religioni sono entità spesso riluttanti ed estremamente lente al cambiamento.
A scapito della Watchtower, viviamo in un’epoca in cui tale lentezza può portare le organizzazioni a seguire la strada di Dodo come Blockbuster e Sears Roebuck & Company.
I Testimoni di Geova non sono immuni da queste realtà.

Cosa faranno se lo status di esenzione fiscale della Watchtower venisse contestato o se più governi agissero come ha fatto la Russia e le sue proprietà venissero sequestrate o le sue pubblicazioni fossero messe fuori legge?

Come si adatterà alle modifiche legislative indotte da queste indagini?

Che dire delle cause civili attualmente in corso o già in corso?

Come possono i Testimoni di Geova resistere pubblicamente al tipo di dissezione logica delle loro politiche, come è stato dimostrato da professionisti del calibro di Angus Stewart durante l’ARC?

Potrebbe essere troppo presto per dirlo ma, tutto sommato, questi rischi aumentano sicuramente il valore di borsa di tre semplici parole richieste per scusarsi, non è vero?

fonte: jwanalyze Roberto

Spazio al lettore: per commentare questo articolo scrivi a quovadis.aps@gmail.com

SOSTIENI QUO VADIS a.p.s.
Come fare?  Vedi sotto  Grazie!

SOSTIENI QUOVADIS
Torna ai contenuti