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Testimoni di Geova negano trasfusione alla figlia,
interviene il magistrato e la autorizza

Notizia del 18 aprile 2018
E’ dovuta intervenire la magistratura dei minori per risolvere il caso di una ragazza, adolescente, ricoverata in un ospedale della Calabria, che aveva necessità urgente di una trasfusione di sangue.
CATANZARO – La trasfusione era stata negata dai suoi genitori che avevano avanzato motivazioni legate alla loro dottrina religiosa, essendo testimoni di Geova. A portare il caso in evidenza è stato Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, che nella notte è intervenuto personalmente per mettere in contatto il presidente del Tribunale dei Minorenni di Catanzaro, Luciano Trovato, con i medici che alla fine sono stati autorizzati ad intervenire nonostante il dissenso dei genitori. In tarda serata gli operatori sanitari hanno contattato il Garante che si è rivolto al magistrato il quale ha sospeso la responsabilità genitoriale ed ha assunto la decisione di procedere alla trasfusione per salvare la vita alla giovane.

Credo – ha dichiarato Marziale – che quanto è accaduto debba indurci ad intervenire, una volta per tutte, per mediare un accordo che miri alla tutela della vita innanzitutto e soprattutto.
Nel pieno rispetto della dottrina professata dai Testimoni di Geova – spiega il Garante – non è accettabile che la vita di un minorenne debba essere messa a repentaglio per alcun motivo, giacche’ egli e’ un soggetto di diritto che i genitori sono tenuti a custodire e salvaguardare senza costringere gli addetti ai lavori a dover ricorrere al giudice tutelare, il quale immediatamente inibisce la responsabilita’ genitoriale secondo quanto previsto dal codice civile autorizzando i medici ad intervenire entro i parametri di una lotta contro un tempo che potrebbe rivelarsi fatale.
 

Mi sono confrontato con il presidente del Tribunale per i minorenni di Catanzaro, Luciano Trovato, e insieme – spiega – siamo d’accordo nell’intento di invitare a breve i rappresentanti dei Testimoni di Geova ad un tavolo di confronto, nel pieno rispetto del principio che lo Stato italiano riconosce la Congregazione dei Testimoni di Geova come confessione religiosa, ma anche del dettato costituzionale che sancisce il diritto alla vita per ciascun cittadino sin dalla propria nascita e a nessuno e’ dato comprometterla”.
Q.C.I.

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