Pronti per la persecuzione - Quo Vadis aps

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Testimoni di Geova: pronti per la “persecuzione”
 
Il vittimismo, si sà, serpeggia fra i testimoni di Geova, convinti dalla Watchtower di essere il popolo eletto da Dio e per questo destinati ad essere perseguitati dal mondo governato da Satana.
 
Nonostante questa visione sia ampiamente distorta rispetto alla realtà dei fatti, l’organizzazione americana ha pensato bene di rincarare la dose. Andiamo ad esaminare i primi due articoli della nuova Torre di Guardia per lo studio, edizione luglio 2019.
 
 
La rivista si apre con un articolo intitolato “Prepariamoci ora per la persecuzione”:
 
 
        LA SERA prima di essere messo a morte, il nostro Signore Gesù disse     che tutti quelli che vogliono essere suoi discepoli saranno odiati […].      Da allora fino ai nostri giorni i cristiani fedeli sono stati perseguitati da      nemici della vera adorazione […] . Man mano che la fine di questo   sistema di cose si avvicina, ci aspettiamo un’opposizione ancora più  forte […] .
 
 
 
A partire dalle prime righe si evidenzia un concetto dissonante.
 
Siccome la Watchtower afferma che “da allora fino ai nostri giorni i cristiani fedeli sono stati perseguitati….”, ciò significa che i cristiani non tdg che sono stati perseguitati in passato e che sono perseguitati ora sono anch’essi “cristiani fedeli”.
 
Pertanto, se ammettiamo che i veri seguaci di Cristo sono coloro che vengono perseguitati per il loro credo, allora i tdg non possono essere gli unici veri seguaci di Cristo.
 
 
E’ sufficiente fare una semplice ricerca per scoprire che nel mondo, oggi, ci sono oltre 200 milioni di cristiani perseguitati, incarcerati, brutalmente uccisi, solamente a causa della propria fede (https://www.lastampa.it/2018/01/11/vaticaninsider/persecuzione-contro-i-cristiani-ancora-in-crescita-nel-mondo-lLqI1gEATgjtOdb7R5AfqJ/pagina.html).
 
 
Non è chiaro se i testimoni di Geova facciano finta di non sapere oppure se siano genuinamente ignoranti riguardo ciò che accade nel mondo, resta il fatto che la Watchtower continua imperterrita a propagandare quell’idea, profondamente errata, secondo cui le persecuzioni subite sono la conferma del fatto che i tdg sono gli unici veri cristiani.
 
In aggiunta, non poteva mancare un riferimento diretto all’imminente fine del “sistema di cose”, preceduta da crescenti persecuzioni nei confronti dei tdg, tant’è che viene detto ” ci aspettiamo un’opposizione ancora più forte “.
 
 
Ed ecco che la Watchtower mette le mani avanti.
 
Sarà forse un caso che questa propaganda viene intensificata proprio ora che in molti paesi del mondo l’Organizzazione americana è oggetto di critiche?
 
Sarà un caso che ultimamente, attraverso le pubblicazioni JW, venga spinta con sempre maggiore insistenza la tematica della “persecuzione”, proprio ora che in molti stati si sta iniziando ad avere maggiore consapevolezza, anche a livello istituzionale, riguardo le meccaniche interne e gli scandali legati alla Watchtower?
 
 
Chi non crede alle coincidenze direbbe che l’insistenza su certe tematiche non è altro che un subdolo espediente messo in atto dalla Torre per stringere il guinzaglio al collo dei testimoni.
 
In questo modo, quando in futuro ci sarà una qualunque indagine, critica o forma di opposizione da parte di governi e istituzioni, la Watchtower potrà dire “Ecco che si avvera la profezia sulla nostra persecuzione!
 
Questa è la ulteriore prova che lo schiavo fedele diceva la verità e che noi siamo il vero popolo eletto da Dio”.
 
Ciò che non va dimenticato è che in buona parte è la stessa Organizzazione ad attirare su di sè le “persecuzioni”, rifiutando di confrontarsi con le istituzioni, rifiutando di rivedere certe dottrine insensate come la regola dei due testimoni, rinnegando le vittime di abusi o di ostracismo che cercano giustizia…e così via… In altre parole, la Watchtower pensa di poter prendere dalle istituzioni del mondo (che, non dimentichiamolo, sono in mano a Satana…) ciò che le fà comodo, continuando allo stesso tempo a sputare nel piatto dove mangia e a recitare la parte della vittima.
 
 
In un successivo paragrafo leggiamo:
 
 
        Se oggi manchiamo alle adunanze a causa di piccoli ostacoli, cosa  faremo in futuro, quando radunarci con i compagni di fede potrebbe        significare mettere in pericolo la nostra incolumità? Se invece siamo       decisi a frequentare le adunanze, non smetteremo di radunarci con i        fratelli nemmeno quando gli oppositori cercheranno di impedircelo. Ora è il momento di imparare ad apprezzare profondamente le        adunanze. Se le consideriamo preziose, nessun tipo di opposizione,      nemmeno un divieto da parte del governo, potrà impedirci di ubbidire    a Dio anziché agli uomini
 
 
 
Nuovamente la Watchtower si trova costretta a dare uno strattone al guinzaglio, ricordando agli adepti quanto sia fondamentale presenziare alle adunanze, sottolineando che in futuro l’incolumità dei tdg potrà essere in pericolo.
 
Leggendo tra le righe appare evidente il riferimento alla situazione in Russia, tant’è che viene ricordato che non bisogna smettere di radunarsi, anche quando gli oppositori cercheranno di impedirlo.
 
Su questo argomento vale la pena aprire una parentesi: è vero che la Russia applica delle restrizioni alla libertà religiosa che sono quantomeno discutibili, però è altrettanto vero che, incoraggiando i testimoni a violare la legge, la Watchtower di fatto contribuisce grandemente a mettere in pericolo l’incolumità dei suoi adepti.
 
Riempire la testa dei tdg con questo tipo di propaganda non fa altro che alimentare una malsana propensione al martirio.
 
A questo proposito, nel paragrafo in analisi, leggiamo una chiara e netta affermazione da parte della Watchtower: “nemmeno un divieto da parte del governo, potrà impedirci di ubbidire a Dio anziché agli uomini”.
 
Qui si sta sostanzialmente ripetendo un concetto già presente nella letteratura JW del passato: i tdg rispettano le leggi e si sottomettono alle autorità solamente fintanto che esse non vanno a interferire con le attività o le dottrine dell’Organizzazione.
 
Se tutti adottassero la stessa visione della Wts, regnerebbe il caos, poichè il concetto di fondo è: “io rispetto la legge, però quando la legge mi impedisce di fare quello che voglio, allora sono giustificato nel non rispettarla”.
 
 
L’articolo prosegue con le usuali (e ridondanti) testimonianze di “fratelli e sorelle” che sono stati imprigionati in varie parti del mondo, fino ad arrivare ad un paragrafo che merita una menzione:
 
 
        Gesù non stava dicendo che ai cristiani avrebbe fatto piacere essere         odiati; stava spiegando cosa sarebbe successo. Noi non facciamo   parte del mondo. Seguiamo gli insegnamenti di Gesù nella nostra vita   e predichiamo il messaggio che anche  lui predicava. Di conseguenza     il mondo ci odia. […] Noi desideriamo piacere a Geova. Se le persone ci odiano perché amiamo il nostro Padre celeste, questo è un loro    problema.
 
 
 
Ed ecco che la Watchtower ribadisce per l’ennesima volta come i testimoni non facciano parte del mondo e come vengano odiati per quello che predicano.
 
Affermando in modo così netto che “…il mondo ci odia”, l’Organizzazione americana non solo alimenta il senso di paranoia già dilagante tra i tdg, ma sostiene un concetto che è fondamentalmente errato.
 
Ne abbiamo già parlato, ma vale la pena ribadire un interrogativo: se fosse vero che “il mondo” odia i tdg, come si spiega che la grande maggioranza dei paesi permette alla Watchtower di acquistare e vendere immobili in totale libertà, di predicare il proprio messaggio e di applicare le proprie regole interne senza particolari limitazioni?
 
Evidentemente per gli scopi di indottrinamento della Watchtower è più conveniente fare di tutte le erbe un fascio e giungere alla facile (ma non supportata dai fatti) conclusione che siccome alcuni paesi vietano l’opera dei tdg, allora l’intero mondo nutre odio nei loro confronti.
 
A dimostrazione di ciò, il paragrafo si chiude con un’affermazione che lascia quantomeno perplessi: ” Se le persone ci odiano perché amiamo il nostro Padre celeste, questo è un loro problema.”
 
Con questa manifestazione di vittimismo, la Torre si scrolla di dosso qualunque possibilità di essere soggetta a critiche, poichè afferma che l’unica “colpa” dei poveri testimoni è quella di adorare Dio e se qualcuno ha qualcosa da dire è un suo problema.
 
In questo modo la Watchtower non solo si sottrae al dialogo ma dimostra nuovamente la propria totale chiusura verso un confronto costruttivo, in particolar modo facendo passare per odio anche ciò che, molto spesso, è semplicemente una legittima richiesta di mettere in atto delle riforme all’interno dell’organizzazione.
 
 
Continuando la lettura troviamo espressioni vagamente arroganti come:   “Non vorremmo mai permettere a dei semplici esseri umani di farci  vergognare di essere testimoni di Geova, qualsiasi cosa dicano o   facciano” oppure ” Se ci è chiaro che gli uomini ci odiano perché      facciamo ciò che è giusto, non permetteremo mai che la paura ci    paralizzi”.
 
 
Il concetto che passa è sempre il solito: i tdg sono dalla parte della ragione a prescindere da tutto, la loro opera è santa e qualunque argomento suoni anche solo lontanamente critico verso l’organizzazione viene rigettatto e bollato come una forma di opposizione.
 
Come se questo non fosse sufficiente, nel secondo articolo che andiamo ad esaminare la Watchtower arriva a dare precise istruzioni su come comportarsi quando le attività JW sono vietate.
 
 
Nel primo paragrafo dell’articolo, intitolato “Continuiamo ad adorare Geova quando la nostra opera è vietata”, leggiamo:
 
 
        […] In qualsiasi parte del mondo viviamo, da un momento all’altro le autorità potrebbero imporre un divieto per impedirci di adorare il nostro         amorevole Dio, Geova.
 
 
 
Questa affermazione è particolarmente pesante, poichè la Watchtower sta di fatto esprimendo totale diffidenza anche verso i paesi che attualmente permettono ai tdg di svolgere liberamente le proprie attività. Il tutto, come sempre, è funzionale all’indottrinamento degli adepti e al mantenimento di un clima d’ansia e costante sfiducia verso tutto ciò che è esterno all’Organizzazione, la quale afferma: “Il fatto che siamo perseguitati non significa che non abbiamo la benedizione di Geova; al contrario, conferma che stiamo facendo ciò che è giusto.”
 
 
Qui si evidenzia la scaltrezza comunicativa della Torre, la quale riesce sapientemente a rigirare il discorso a proprio favore, sostenendo che la persecuzione è in realtà una conferma del fatto che i tdg stanno compiendo il volere divino.
 
 
La stessa Torre scrive in questo articolo che i tdg residenti in paesi in cui il culto JW è vietato sono circa 230mila (ovvero meno del 3% sul totale dei tdg nel mondo), pertanto ci domandiamo: se chi è perseguitato è nel giusto e siccome ci sono altri 8.3 milioni di tdg che non sono perseguitati e operano liberamente in molti paesi, significa che questi non sono nel giusto e non hanno la benedizione di Geova?
 
 
A quanto pare la Watchtower non ha le idee molto chiare in proposito.
 
Proseguiamo nella lettura:
 
 
        Vietando la nostra opera, i nostri nemici sperano che ci faremo         prendere dalla paura e che smetteremo di servire Geova. Oltre a  emettere un divieto, potrebbero diffondere menzogne, far perquisire la  nostra casa, trascinarci in tribunale o addirittura imprigionare alcuni di   noi. […] Abbiamo completa fiducia in Geova e siamo decisi a non farci prendere dal panico
 
 
 
Nuovamente la Watchtower cerca di sfruttare quello che è un fenomeno localizzato per operare una indebita generalizzazione.
 
Dapprima viene sottilmente evitato di nominare in modo preciso i pochi stati nel mondo che vietano l’opera JW, lasciando intendere che l’opposizione si può trovare in qualunque nazione e, successivamente, viene detto ” siamo decisi a non farci prendere dal panico “.
 
 
Ancora una volta la Watchtower trasmette un messaggio che pare avere il solo scopo di creare ulteriore confusione nella mente del lettore, proseguendo poi con questa frase:
 
        ”Dato che abbiamo l’aiuto di Geova, siamo sicuri che nessuno,         nemmeno il più potente governo umano, potrà impedirci di continuare     ad adorarlo”.
 
 
Ci limitermo a commentare questa frase osservando che questa idea dell’essere “inarrestabili” e “nel giusto” poichè si ha Dio dalla propria parte, ricorda vagamente, pur senza una componente violenta, quei discorsi di stampo fanatico portati avanti da alcuni gruppi religiosi estremisti.
 
 
Nella parte centrale dell’articolo la Watchtower arriva persino a dare agli adepti dei consigli pratici su come comportarsi, laddove venga vietata la religione JW:
 
 
        Quando viene imposto un divieto governativo, troviamo un posto      adatto dove nascondere la Bibbia e le altre pubblicazioni; stiamo        attenti a non lasciare mai questo prezioso materiale, che sia su carta      o in formato elettronico, in un posto dove potrebbe essere trovato      facilmente. […]
        Che dire delle nostre adunanze settimanali? Gli anziani  organizzeranno le cose in modo che potremo parteciparvi senza dare         nell’occhio. Potrebbero disporre che ci riuniamo in piccoli gruppi, e    probabilmente cambieranno spesso giorno, orario e luogo. Da parte    nostra, per non mettere in pericolo i fratelli, forse dovremo parlare a      bassa voce quando arriviamo all’adunanza e quando ce ne andiamo.  E probabilmente dovremo vestirci in modo da passare inosservati […]
        
Dobbiamo essere cauti nel fornire informazioni. In caso di divieto         governativo, dobbiamo capire quando è il “tempo [di] tacere” […]. Non         dobbiamo rivelare informazioni che vanno tenute riservate, come il  nome dei nostri fratelli, i luoghi  dove ci riuniamo, il modo in cui siamo     organizzati per predicare e il modo in cui riceviamo il cibo spirituale.       Non daremo queste informazioni alle autorità e non ne parleremo con   amici e parenti, anche se benintenzionati, che vivano nel nostro paese o altrove. Se dovessimo cadere in questa trappola, metteremmo in   pericolo i nostri fratelli.
 
 
 
Leggendo queste parole si capisce come la Watchtower inviti di fatto i suoi seguaci ad agire in modo clandestino nei paesi in cui è proibito predicare, portando avanti le loro attività in maniera segreta e diffidando oltre che delle autorità, anche di amici e familiari poichè potrebbero lasciarsi sfuggire informazioni sensibili.
 
 
Appare evidente che simili suggerimenti possono portare gli adepti a violare le leggi, seppure ingiuste, vigenti in certi paesi e quindi ad esporsi al rischio di ripercussioni e maggiori problemi legali.
 
 
Negli ultimi paragrafi leggiamo:
 
 
        Seguiamo sempre le istruzioni. Se seguiamo le istruzioni dei fratelli       fidati che hanno incarichi di responsabilità, eviteremo problemi […]  Dobbiamo seguire le istruzioni anche se pensiamo di avere idee    migliori. Quando collaboriamo con i fratelli a cui Geova ha affidato      l’incarico di guidarci, lui ci benedice sempre.
 
 
 
Non poteva mancare un promemoria riguardo l’obbedienza incondizionata verso i “fratelli fidati”. Viene infatti detto con estremo candore “Dobbiamo seguire le istruzioni anche se pensiamo di avere idee migliori”, dimostrando ancora una volta come la Watchtower, attraverso la sua struttura teocratica, tenta di annullare la capacità di pensiero autonomo degli adepti, ricordando che Geova dà la sua benedizione a chi obbedisce all’Organizzazione.
 
 
https://jwanalisicritica.wordpress.com/2019/04/04/testimoni-di-geova-pronti-per-la-persecuzione/
 
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