PERCHÈ I TESTIMONI DI GEOVA SONO AVVISATI DI STARE ALLA LARGA DAGLI APOSTATI? - Quo Vadis aps

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  26 agosto 2019



PERCHÈ  I TESTIMONI DI GEOVA
SONO AVVISATI DI STARE ALLA LARGA DAGLI APOSTATI?
di Rocco Politi Presidente di Quo Vadis a.p.s.

Ascoltare cosa ha da dire uno che non vuole più essere testimone di Geova è un atteggiamento di rispetto verso la persona, non verso un ex, e questo nasce dalla convinzione che questa persona possa avere qualcosa di buono da dire; presuppone quindi, fare spazio, nel proprio cuore, al suo punto di vista, alla sua opinione e alle sue proposte.

Secondo me dialogare con uno che chiamavi fratello o sorella, significa avere una grande forza interiore che ti rende un vero guerriero spirituale, significa essere disposti a una accoglienza cordiale e non una condanna preventiva a priori.


Proprio come fa Dio che ascolta le preghiere di tutti, inclusi coloro che non sono più testimoni di Geova.
Quindi puoi chiederti: sono forse io più grande di Dio da non ascoltare una persona che non vuole offendermi ma dialogare, invece Dio lo ascolta?

Per essere degni di indossare l'armatura spirituale, bisogna essere DEGNI DENTRO, non chiudere ogni contatto, ma saper dialogare, saper parlare, e per fare questo occorre avere il coraggio di abbassare le barricate che i vertici di questa organizzazione americana, vi ha fatto alzare e occorre aprire le porte del cuore e offrire calore umano.

Questo è quello che esattamente i testimoni di Geova negano a chi dissente le loro linee guida definendoli apostati, peccatori impenitenti, e voi lo sapete molto bene che non è cosi, non è né Cristiano, nè scritturale.


I testimoni di Geova dovrebbero essere costruttori di pace, non di odio, le congregazioni dovrebbero essere vulcani di rispetto, luoghi in cui si impara guardarsi negli occhi senza evidenziare che sei migliore del tuo fratello, che sei più preparato, che fai discorsi più in gamba di lui, che sei da più anni nella verità, o sei più impegnato di lui, o che ti vesti meglio di lui.

Nelle congregazioni tutti dovrebbero potersi avvicinare gli uni gli altri senza incutersi paura, senza avere la sensazione di essere spiato da chi è seduto al proprio fianco, e che riferirà tutto agli anziani; dovrebbero aiutarsi scambievolmente senza compromessi, senza falsa propaganda, aiutare veramente le vedove, i bisognosi di cure anche materiali; dovrebbero caratterizzarsi perchè cercano il dialogo, con tutti specializzando ogni singolo componente, e per primo chi prende la direttiva, a riuscire cristianamente a tenere sempre chiaro nella propria mente, la differenza tra peccato e peccatore.

Secondo il mio punto di vista il vero problema che i vertici dei testimoni di Geova hanno -generato volutamente- onde evitare un fuggi fuggi dalle congregazioni è quello di fare in modo di “NON CAPIRSI”.

Un attento esame di ciò che sta accadendo all'interno di questa organizzazione in tutte le nazioni dove sono presenti è proprio questo: tutti zitti, tutti bravi, tutti cantano, tutti o quasi predicano, tutti danno il proprio impegno a portare avanti questa macchina propagandistica,ma  “NESSUNO PUÒ CAPIRE NESSUNO” e i vertici sono contenti di avere raggiunto l'obiettivo.

Riflettete:
Ogni merlo crede d’aver messo nel fischio un significato fondamentale per lui, ma che solo lui riesce a capire; l’altro gli ribatte qualcosa che non ha relazione con quello che lui ha detto;
È UN DIALOGO TRA SORDI, una conversazione senza né capo né coda.
Un esperimento sociale di sicuro successo che va avanti da più di 100 anni che ha reso milioni di persone, INSENSIBILI e DISUMANI.

Ma i dialoghi delle persone che vogliono farsi guidare dal proprio cuore, e intendono non essere INSENSIBILI e DISUMANI, devono per forza mettere in pratica quello che scrivono i vertici dei testimoni di Geova?

Un VERO guerriero che indossa l'armatura, conosce molto bene la risposta.

CHIAMATE QUO VADIS a.p.s. E RITORNATE A DIALOGARE.


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