OSTRACISMO - Quo Vadis aps

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L’OSTRACISMO DEI TESTIMONI DI GEOVA

4 giugno 2019

 
Il “corpo direttivo” dei Testimoni di Geova impone ipocritamente e spudoratamente come regola religiosa di ostracizzare tutti coloro che non intendono più seguire le direttive della loro organizzazione e fuoriuscire, compresi parenti ed amici.

 
Ecco cosa viene imposto a ogni testimone dai loro capi:

 
«È chiaro che trattare un impenitente peccatore come “un uomo delle nazioni e un esattore di tasse” significa che non si deve fraternizzare con lui».
La Torre di Guardia 15/1/1975. P.49

 
«… "disassociazione" l'espulsione di un trasgressore impenitente e il successivo stato di isolamento in cui viene tenuto».
La Torre di Guardia 1/1/1982 pp. 22-23
 

«Quindi con chi è disassociato non abbiamo contatti di natura spirituale o sociale. La Torre di Guardia del 1° gennaio 1982,  a pagina 25, diceva: “Un semplice saluto può essere il primo passo che porta a una conversazione e forse anche a un’amicizia. Vorremmo fare questo primo passo con un disassociato?” È davvero necessario evitarlo del tutto? Sì …”                                                    
Mantenetevi nell’amore di Dio, 2008, p. 207
 

«Troncando i rapporti con il disassociato o il dissociato, dimostrate di odiare gli atteggiamenti e i comportamenti che hanno portato a questa situazione».
La Torre di Guardia 15/2/2011, pp. 31-32
 
 

Al pari dei fondamentalisti religiosi della peggiore specie odiano a tal punto gli “apostati” che non potendoli uccidere, li trattano come morti.
 
Usano un brutale ostracismo per distruggere la vita sentimentale, affettiva, spirituale e lavorativa di coloro che decidono di lasciare il culto.
 

Affermano chiaramente quanto segue:
 

«Essendo circoscritti dalle leggi delle nazioni in cui viviamo … possiamo agire contro gli apostati soltanto fino ad un certo punto … La legge dello Stato e la legge di Dio …                                   
ci proibiscono di uccidere gli apostati».                                       
La Torre di Guardia del 15/1/1954, pag. 62
 

«…….si deve sentire odio per la persona …anche una disciplina severa non riesce ad estirpare il male che è diventato parte di loro, quindi non è più possibile distruggere il male e preservare la persona. Per loro non si deve intercedere … Entrambi devono essere distrutti, poiché nulla li separa.»
La Torre di Guardia 15/7/1959 pag 423;  e 15/7/1961 pag. 420

o-stra-cì-smo
 
Nell'antica Grecia, istituto giuridico volto a infliggere a un cittadino la pena di un esilio decennale, introdotto nel V secolo a.C.; esclusione, emarginazione
 
dal greco: ostrakon conchiglia, e per estensione cocci di terracotta.
 
Una volta l'anno, ad Atene, durante l'assemblea dell'Ecclesia, i cittadini potevano esprimere la volontà di tenere una votazione per infliggere un ostracismo. Nel caso in cui i cittadini avessero espresso la suddetta volontà, si apriva la votazione, che consisteva nello scrivere il nome della persona che si voleva ostracizzare su un coccio di terracotta, inserendolo poi nelle urne di voto. Raggiunto un certo numero di voti - si parla di maggioranza semplice su un quorum di seimila - lo sventurato se ne doveva andare immantinente dall'Attica (la regione di Atene). Non perdeva proprietà né altri diritti: se ne doveva semplicemente andare per dieci anni. Poteva anche nominare un curatore dei propri beni rimasti in città, e l'ostracismo non toccava la sua famiglia, che poteva restare a casa.
 
La cosa curiosa è che questa votazione non veniva aperta solo nei casi di reale pericolo per lo Stato, e non comportava alcuna accusa penale: si trattava di un voto politico arbitrario. "Tu, fuori".
 
Da notare l'uso dei cocci di terracotta: le pergamene ancora non esistevano, e tantomeno la carta; l'unico supporto simile su cui poter scrivere era il papiro, ma doveva essere importato dall'Egitto ed era costosissimo. Invece, colpo di genio. Cocci rotti: grande quantità, costo zero.
 
Oggi l'ostracismo mantiene il suo significato di esilio; infatti nelle dinamiche sociali è ben più dell'emarginazione: è la deliberata volontà da parte di un gruppo di escludere un individuo - non c'è votazione ma la volontà di gruppo è chiara e il risultato è lo stesso. Così potrà essere ostracizzato il ragazzino sognante o grassoccio alle medie, potrà essere ostracizzato lo scomodo luminare, o il comico che ha rubato clandestinamente degli sketch ad altri comici. Il maledetto.
 
U.P.A.G
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