
7giugno 2019
Noa e la sconfitta della civiltà
In Olanda l’abominio ha assunto la forma più diabolica: la soppressione “legale” di una diciassettenne affetta da anoressia in seguito allo stupro subito da bambina. Come in un “sabba demoniaco”, viene sacrificata una innocente sull’altare di un’algida e disumana tecnocrazia, senza Dio e senza un barlume di umanità. La “cultura dello scarto” sta progressivamente contaminando come un veleno l’opinione condivisa attorno ai temi cruciali della vita e della morte.
A 14 anni, invece, due uomini l’hanno stuprata in strada; ha continuato a vivere con enormi disagi psichici,
soffriva di stress post-traumatico e di anoressia.
Domenica 2 giugno 2019 nel letto di ospedale allestito nel salotto della sua casa, la ragazza è morta di stenti, assistita da un’equipe di medici che sembra le abbia indotto una “dolce morte”. Per questa ragione il ministero della Salute olandese ha avviato “un’ispezione sanitaria per verificare se è necessario aprire un’indagine
”per accertare “il tipo di cure ricevute da Noa e se ci sia stato qualche errore”.
I SUOI SFOGHI SUI SOCIAL: UN DISPERATO GRIDO DI AIUTO
di cinica indifferenza. Nessuno chiede di morire, la morte sopraggiunge quando si smette di sentirsi amati.
Noa è dolce, bella, intelligente, gioiosa. Com’è possibile che voglia morire? Nessuno ci ha mai dato una risposta.
Ci siamo solo sentiti dire che la sua vita non era più significativa. Solo da un anno e mezzo sappiamo quale segreto ha portato con sé nel corso degli anni».
L’addio su Instagram
da lì la scelta di affidare ad Instagram il suo testamento: “Dopo anni di combattimenti la guerra è finita. Dopo molte conversazioni e valutazioni è stato deciso di lasciarmi andare perché la mia sofferenza è insopportabile.
È finita. Non sono davvero viva da così tanto tempo, sopravvivo, e nemmeno quello. Respiro ma non vivo più”.
Su 6.126 casi nel 2018 quasi 70 persone hanno ottenuto l’eutanasia non solo pur non essendo malate terminali,
ma anche non soffrendo di alcuna patologia che non fosse relativa a condizioni psichiatriche.
Le reazioni
La legge sull’eutanasia è entrata in vigore dal 2001, “fino ad oggi però almeno ufficialmente non si era verificato un caso come quello di Noa, caratterizzato da disturbi psichiatrici. Evidentemente la breccia apparentemente aperta solo per alcuni casi, ha trascinato con sé molto di più di quello che aveva stabilito” ha commentato a In Terris Marina Casini, presidente del Movimento per la Vita. “Fa riflettere quanto scritto da Noa su Istagram: ‘non ero viva da troppo tempo, sopravvivevo e ora non faccio più neanche quello. Respiro ancora, ma non sono più viva’.
Quanti potrebbero dire la stessa cosa, in momenti difficili della vita dove l’angoscia e il buio sembrano prendere il sopravvento?
La risposta non dovrebbe assecondare la morte organizzandola, né in ospedale né a domicilio, ma ridare, per restare in tema, la vita a chi si trova nella sofferenza: cura e amore; amore e cura”.
“Noa Pothoven ha chiesto e ottenuto l’eutanasia. Noa aveva 17 anni. Era stata stuprata, e non si era mai ripresa.
La sua morte è una sconfitta per tutti: è la sconfitta di un’intera civiltà che ha smesso di difendere la vita, è la sconfitta di un’Europa che non riesce a stare a fianco alle donne vittime di violenza. Con la morte di Noa il suo stupratore ha vinto due volte. E non è giusto”, ha concluso Giorgia Meloni.
per ogni società civile e per l’umanità. Noi dobbiamo sempre affermare le ragioni positive per la vita”.
di Verona e di Pro Vita & Famiglia. “Non si parli di ‘civiltà’, perché piuttosto come dice il Papa l’umanità è chiamata a non abbandonare mai chi soffre. In Italia, a parte questo caso, sta per arrivare la legge sull’eutanasia e fa davvero rabbia, di fronte a questo straziante ‘spreco di vita’ e di sofferenza vedere come, in questi giorni, i soliti giornali fanno a gara a chi è più allineato col pensiero unico. Noi ci stiamo preparando a una campagna senza precedenti contro chi vuole una legge letale parlando di rispetto per la libertà. Statene certi: nessuno di noi sarà rispettato, saremo tutti inutili e soli appena ci sentiremo fragili o saremo depressi”.
la mia disabilità. Non mi hanno chiesto come andava la mia vita, se lavoravo troppo, se provavo dolore, non hanno cercato di capire o approfondire la mia depressione. Hanno solo pensato: “Soffre, è su una sedia a rotelle: è ovvio che voglia morire”. Loro mi hanno dato la possibilità di scegliere, è vero, e nello stesso istante in cui mi hanno offerto questa possibilità hanno svalutato la mia vita. Ritenevano infatti una vita disabile non degna di essere vissuta.
E allora lo pensavo anch’io, perché ero depressa, stufa e arrabbiata. Ma sbagliavo».
( vita, famiglia, libertà educativa ) e con la strisciante intossicazione del relativismo etico e pratico la dittatura sulle libere coscienze diventa tirannia politica.
La nuova Rupe Tarpea incombe sui nostri figli: in gestazione, anzi, persino prima ancora che diventino embrione, attraverso tecniche manipolatorie della vita ai suoi albori, si configurano come perfette vittime sacrificali. Secondo questa logica criminale, ciò che non ci piace, va eliminato. Millenni fa si buttavano dalla rupe i traditori della Patria, ora invece sono i traditori dell’umanità a spacciarsi per “Patria” e a trucidare innocenti come fossero pezzi inutili e difettosi in una catena di montaggio. E il prossimo passo verso il dirupo quale sarà?
In Terris - Tempi