MIO FIGLIO NON LO BATTEZZO - DECIDERÀ LUI QUANDO AVRÀ DICIOTTO ANNI - Quo Vadis aps

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7 settembre 2019
MIO FIGLIO NON LO BATTEZZO:
DECIDERÀ LUI QUANDO AVRÀ DICIOTTO ANNI.
1 di 4 parti

Lo hai affermato convinto di compiere una scelta ben ponderata.
Eri sostenuto dalla persuasione della tua compagna.
Insieme vi siete recati da tua mamma per comunicarle la decisione. Avete concordato infatti che il vostro bambino, quando arriverà a diciotto anni, sarà in grado di scegliere il suo Dio, la sua religione, l’orientamento spirituale della sua vita.
Gli riconoscete così la sua ‘libertà’.

Io mi chiedo: Come farà a scegliere?
Dovrà essere un piccolo genio, dovrà in poco tempo sperimentare ogni religione passando dall’una all’altra, convinto di conoscerle tutte in profondità senza averne ancora assunta una come propria.
Certo, se scegliere la religione fosse come la scelta del dentifricio o del cellulare, delle scarpe o della cravatta, direi che avete fatto benissimo.
Vi dico lo stesso che state facendo una scelta di onestà.
Non posso che approvare la vostra coerenza.
Voi infatti non vivete la fede cristiana: vi professate sì in qualche modo credenti, ma non sapete cosa significhi credere e non sapete chi è il Dio dei cristiani: infatti vi basate anche, forse senza saperlo, su alcune credenze dell’induismo e su qualcuna dei ciarlatani che fanno della magia e degli oroscopi il loro vivere.
Siete coerenti a non chiedere il battesimo per vostro figlio.
Siete anche forti, perché sapete resistere alle pressioni dei nonni del bambino che, quasi piangendo, vi ripetono che essi vi hanno battezzato e vi hanno insegnato, o alle rimostranze di qualche zia troppo zelante che non riesce a capire la vostra decisione.
Tu ti dimostri uomo.

Sei coerente verso Dio, al quale puoi dire: «Non so chi sei, so a mala pena che ci sei, anzi, qualche volta dubito anche di questo.
Se ci sei poi non so cosa fai, perché non ti ho mai coinvolto nelle scelte della mia vita, non ti ho coinvolto nella mia convivenza, non ti ho coinvolto nelle fasi dei divertimenti della mia giovinezza, nemmeno negli acquisti di cose importanti: perché dovrei coinvolgerti per condizionare la vita di mio figlio?
Anche lui può vivere comodamente e tranquillamente senza di te».
Sei coerente e sincero.
Sei coerente anche verso la Chiesa: hai sentito dire del comportamento scandaloso di qualche prete o di qualche vescovo, e anche di alcuni cristiani: tra di essi anche tu?

Non puoi mettere tuo figlio nelle mani di chi vive così sfacciatamente nell’ipocrisia.
Devo anch’io poi confessarti che, se tu chiedessi a me di battezzare tuo figlio, mi troveresti impacciato.
Potrei battezzare un bambino sapendo che vivrà in una famiglia che non prega?
E che non frequenta l’Eucaristia, che non collabora nel regno di Dio, che non tiene conto di Gesù Cristo?
Per convincermi a battezzare tuo figlio dovrei vedere qualche segno di conversione da parte vostra, o tua, o almeno della tua compagna.

FGR

CONTINUA A PRESTO CON LA 2a parte

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