MIO FIGLIO NON LO BATTEZZO - DECIDERÀ LUI QUANDO AVRÀ DICIOTTO ANNI 2a parte - Quo Vadis aps

Vai ai contenuti
17 settembre 2019

MIO FIGLIO NON LO BATTEZZO:
DECIDERÀ LUI QUANDO AVRÀ DICIOTTO ANNI

1a di 4 parti
Lo hai affermato convinto di compiere una scelta ben ponderata.
Eri sostenuto dalla persuasione della tua compagna.
Insieme vi siete recati da tua mamma per comunicarle la decisione. Avete concordato infatti che il vostro bambino, quando arriverà a diciotto anni, sarà in grado di scegliere il suo Dio, la sua religione, l’orientamento spirituale della sua vita.
Gli riconoscete così la sua ‘libertà’.

Io mi chiedo: Come farà a scegliere?
Dovrà essere un piccolo genio, dovrà in poco tempo sperimentare ogni religione passando dall’una all’altra, convinto di conoscerle tutte in profondità senza averne ancora assunta una come propria.
Certo, se scegliere la religione fosse come la scelta del dentifricio o del cellulare, delle scarpe o della cravatta, direi che avete fatto benissimo.
Vi dico lo stesso che state facendo una scelta di onestà.
Non posso che approvare la vostra coerenza.
Voi infatti non vivete la fede cristiana: vi professate sì in qualche modo credenti, ma non sapete cosa significhi credere e non sapete chi è il Dio dei cristiani: infatti vi basate anche, forse senza saperlo, su alcune credenze dell’induismo e su qualcuna dei ciarlatani che fanno della magia e degli oroscopi il loro vivere.
Siete coerenti a non chiedere il battesimo per vostro figlio.
Siete anche forti, perché sapete resistere alle pressioni dei nonni del bambino che, quasi piangendo, vi ripetono che essi vi hanno battezzato e vi hanno insegnato, o alle rimostranze di qualche zia troppo zelante che non riesce a capire la vostra decisione.
Tu ti dimostri uomo.

Sei coerente verso Dio, al quale puoi dire: «Non so chi sei, so a mala pena che ci sei, anzi, qualche volta dubito anche di questo.
Se ci sei poi non so cosa fai, perché non ti ho mai coinvolto nelle scelte della mia vita, non ti ho coinvolto nella mia convivenza, non ti ho coinvolto nelle fasi dei divertimenti della mia giovinezza, nemmeno negli acquisti di cose importanti: perché dovrei coinvolgerti per condizionare la vita di mio figlio?
Anche lui può vivere comodamente e tranquillamente senza di te».
Sei coerente e sincero.
Sei coerente anche verso la Chiesa: hai sentito dire del comportamento scandaloso di qualche prete o di qualche vescovo, e anche di alcuni cristiani: tra di essi anche tu?

Non puoi mettere tuo figlio nelle mani di chi vive così sfacciatamente nell’ipocrisia.
Devo anch’io poi confessarti che, se tu chiedessi a me di battezzare tuo figlio, mi troveresti impacciato.
Potrei battezzare un bambino sapendo che vivrà in una famiglia che non prega?
E che non frequenta l’Eucaristia, che non collabora nel regno di Dio, che non tiene conto di Gesù Cristo?
Per convincermi a battezzare tuo figlio dovrei vedere qualche segno di conversione da parte vostra, o tua, o almeno della tua compagna.

2a parte di 4 parti
Adesso voglio mettermi dalla parte di vostro figlio.

È questa la posizione in cui si sono messe sua nonna e sua zia.
Lui non può parlare e non saprebbe cosa dire.
Egli si fida ciecamente di voi.
Si fiderà di voi quando sceglierete per lui l’asilo nido, la scuola materna e la scuola elementare.
Chissà, lo manderete a scuola?
È probabile che non aspetterete che abbia compiuto i 18 anni, in modo che debba scegliere lui stesso quale scuola e quali maestri frequentare!
Nella scuola che voi sceglierete avrà insegnanti cristiani o atei? Testimoni di Geova o musulmani?
Buddisti, antroposofici o sincretisti?
Forse ne avrà qualcuno satanista, che lo incuriosirà molto.
Saranno essi, oppure i suoi compagni, a influenzarlo o persuaderlo anche nelle sue scelte religiose, ancor prima che arrivi alla maggiore età.
Per voi andrà tutto bene?
Egli non avrà nessun criterio di discernimento, dato che voi non gliene state dando alcuno.
Se ci saranno pericoli per il suo orientamento di vita si troverà sempre imbarazzato, anzi, quelli che voi potreste chiamare pericoli, per lui non saranno pericolosi.
Vostro figlio ai diciott’anni arriverà privo di una vita interiore: con questo termine intendo un rapporto vivo con la persona di Gesù, riferimento sicuro per la vita umana.
Non avendo un riferimento sicuro e sereno e pacifico con qualcuno nel profondo del suo cuore, sarà e si sentirà sempre solo, in balia di se stesso, dei propri istinti e sentimenti, buoni o cattivi che siano. Lui non avrà nemmeno i criteri per valutarli.
Sarà in grado di riconoscere il pericolo degli spinelli o delle canne e del bucarsi, oppure il danno che arreca a sé e alla famiglia qualsiasi gioco col denaro?
Continuerà a cercare compagnie, le prime che troverà.
Le cercherà in tutti i modi, naturalmente quelli più facili: lo smartphon sarà il suo compagno inseparabile.
Voi vi sentirete in dovere di farvi in quattro per organizzare per lui feste di compleanno, uscite con i compagni a tutte le ore del giorno e della notte, viaggi in tutti gli angoli del mondo o per la scuola o per accontentare i desideri della giovinezza!
Ancora: a diciott’anni non avrà esperienza alcuna di vera comunione, nemmeno con voi.
La comunione dei cuori nasce sempre e soltanto tramite Gesù, e cresce ancora tramite lui, e si sviluppa nella sua Chiesa grazie alla partecipazione alle preghiere comunitarie, alla preparazione ai sacramenti e alla loro celebrazione, nonché grazie al donarsi gratuitamente nelle occasioni che il partecipare alla vita della Chiesa gli offrirebbe in abbondanza.
La nonna è preoccupata per quello che mancherà a tuo figlio. Capisco e anche condivido la preoccupazione di sua nonna.

Continua....3a e 4a parte

Spazio al lettore: per commentare questo articolo scrivi a quovadis.aps@gmail.com

SOSTIENI QUO VADIS a.p.s.
Come fare?  Vedi sotto  Grazie!


SOSTIENI QUOVADIS
Torna ai contenuti