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22/4/2019
SEI MANIPOLATO PSICOLOGICAMENTE
DA UNA SETTA?
La storia ci racconta di moltissime sette riuscite, con i loro credo, a plasmare la mente di tante persone. Persone, spesso, con un alto livello sociale, una buona cultura e prive di disturbi mentali. Allora viene da chiedersi: «Come può succedere?».
La trasformazione del pensiero, del comportamento e delle abitudini quotidiane, della persona coinvolta nella setta, possono essere comprese analizzando i meccanismi psicologici che si attivano nel soggetto per giustificare la sua “nuova vita” come adepto. Nelle sette ci sono regole da seguire che, secondo Cialdini (2001), sono riconducibili a strategie cognitive fondamentali:

  • impegno e coerenza: cioè l’impulso ad essere coerenti col resto del gruppo;
  • reciprocità: il bisogno di contraccambiare favori veri, o presunti tali;
  • riprova sociale: tendenza a ritenere maggiormente validi i comportamenti o le scelte che vengono effettuati da un elevato numero di persone;
  • autorità: le affermazioni sostenute da una figura di rilievo accrescono la valenza persuasoria;
  • simpatia: attraverso la costruzione di legami di simpatia e “similitudine” tra persuasore e persuaso, è più facile ottenere la modifica degli atteggiamenti.
Vi sono, comunque, delle variabili psicologiche ricorrenti nelle perone che entrano in una setta:
L’appartenenza ad un gruppo (la setta) genera volutamente negli adepti la convinzione di essere importanti e contrasta la sensazione di inadeguatezza sociale.
Il carisma del capo bilancia l’insicurezza dei soggetti che entrano nella setta.
La credenza del gruppo riduce l’ansia (es. della morte, della malattia).
L’appartenenza al gruppo e il confronto pilotato aumenta l’autostima.
La setta soddisfa bisogni di dipendenza e sottomissione da parte di soggetti con determinati profili di personalità.
Il gruppo fornisce l’opportunità di creare relazioni interpersonali per soggetti con difficoltà relazionali;
I membri possono arrivare da vissuti di solitudine e storie di disgregazione familiare e sentirsi parte di una “famiglia” nella setta;
La setta è un sistema relazionale basato sulla dipendenza dal leader e dal gruppo.
Quali sono i motivi per cui le persone seguono, spesso incondizionatamente, il leader?
La risposta si trova nelle caratteristiche del leader, una persona dalla personalità narcisistica, che vanta successi personali e si autodefinisce; una persona che dedica molto tempo a costruire e curare la propria immagine sociale e sicuramente un bravo oratore. Il leader ha il potere assoluto nel gruppo, definisce scopi e ruoli e assegna premi e punizioni, con l’obiettivo di mantenere un equilibrio ed una forte coesione nel gruppo. La convinzione di essere parte di un gruppo viene usata per dividere il giusto dal non giusto e per dare senso al mondo. Le differenze tra il gruppo e il resto del mondo vengono esagerate, mentre la somiglianza tra i membri è enfatizzata, viene promosso il conformismo. Questo crea quindi una netta distinzione fra chi è dentro il gruppo (in-group) e chi è fuori (out-group). Ogni membro per raggiungere il risultato desiderato (salvezza spirituale, successo promesso o altro) non deve far altro che comportarsi secondo le regole del gruppo e rimanervi dentro. Un comportamento diverso è considerato inaccettabile, per questo molto spesso è difficile uscire dal “pericoloso mondo” costruito. Per non far allontanare gli adepti, spesso si fa leva sull’emozione della paura: di tornare ad un prima che non era soddisfacente e dove vi erano dei problemi sociali, economici o di salute. Il pensiero critico del singolo viene quindi offuscato e sostituito dal pensiero del leader diffuso e perpetrato nel gruppo.
Inoltre, le sette esercitano un enorme controllo sui propri seguaci dato dalla somma delle seguenti tipologie di controllo:
Controllo del comportamento
Controllo del pensiero
Controllo delle emozioni
Controllo delle informazioni.
Qualcuno direbbe «arrivati ad un certo punto come è possibile non accorgersi che qualcosa non va? » Se la persona dentro la setta ad un certo punto mettesse in dubbio un compito assegnato, sarebbe costretto forse a mettere in discussione ciò che c’è a monte, creando un disagio insopportabile (“Teoria della dissonanza cognitiva”; Festinger, 1957: “un individuo che attiva due idee o comportamenti che sono tra loro incoerenti, si trova in una situazione emotiva insoddisfacente”) tutto viene così razionalizzato e giustificato per ristabilire l’equilibrio psicologico. La creazione di riti, linguaggi, stili di vita caratteristici (diete, modi di vestire), simboli e loghi, che appartengono solo alla setta e che li distingue, ha un ruolo persuasivo molto forte, il tutto acquista un senso, un significato se ricondotto alle nuove credenze. Vengono proposte continue attività da fare, che distraggono da un potenziale pensiero personale di dubbio. Un potente processo di autopersuasione, infine, si attiva quando gli adepti sono invitati a diffondere il credo per cercare nuovi membri. Nel momento in cui la persona deve convincere dell’importanza del far parte di quella setta un altro, deve convincere prima se stesso.
Dr.ssa Eleonora Strappato: Psicologa del lavoro; Psicoterapeuta

9/4/2019
Testimoni di Geova: pronti per la “persecuzione”
 
Il vittimismo, si sà, serpeggia fra i testimoni di Geova, convinti dalla Watchtower di essere il popolo eletto da Dio e per questo
destinati ad essere perseguitati dal mondo governato da Satana.

 
Nonostante questa visione sia ampiamente distorta rispetto alla realtà dei fatti, l’organizzazione americana ha pensato bene di rincarare la dose. Andiamo ad esaminare i primi due articoli della nuova Torre di Guardia per lo studio, edizione luglio 2019.
 
 

La rivista si apre con un articolo intitolato “Prepariamoci ora per la persecuzione”:
 
 
LA SERA prima di essere messo a morte, il nostro Signore Gesù disse che tutti quelli che vogliono essere suoi discepoli saranno odiati […].      
Da allora fino ai nostri giorni i cristiani fedeli sono stati perseguitati da  nemici della vera adorazione […] .
Man mano che la fine di questo   sistema di cose si avvicina, ci aspettiamo un’opposizione ancora più  forte […] .
 
 
 

A partire dalle prime righe si evidenzia un concetto dissonante.
 

Siccome la Watchtower afferma che “da allora fino ai nostri giorni i cristiani fedeli sono stati perseguitati….”,
ciò significa che i cristiani non tdg che sono stati perseguitati in passato e che sono perseguitati ora sono anch’essi “cristiani fedeli”.
 

Pertanto, se ammettiamo che i veri seguaci di Cristo sono coloro che vengono perseguitati per il loro credo, allora i tdg non possono essere gli unici veri seguaci di Cristo.
 
 

E’ sufficiente fare una semplice ricerca per scoprire che nel mondo, oggi, ci sono oltre 200 milioni di cristiani perseguitati, incarcerati, brutalmente uccisi, solamente a causa della propria fede (https://www.lastampa.it/2018/01/11/vaticaninsider/persecuzione-contro-i-cristiani-ancora-in-crescita-nel-mondo-lLqI1gEATgjtOdb7R5AfqJ/pagina.html).

 
 
Non è chiaro se i testimoni di Geova facciano finta di non sapere oppure se siano genuinamente ignoranti riguardo ciò che accade nel mondo, resta il fatto che la Watchtower continua imperterrita a propagandare quell’idea, profondamente errata, secondo cui le persecuzioni subite sono la conferma del fatto che i tdg sono gli unici veri cristiani.
 
I
n aggiunta, non poteva mancare un riferimento diretto all’imminente fine del “sistema di cose”, preceduta da crescenti persecuzioni nei confronti dei tdg, tant’è che viene detto ” ci aspettiamo un’opposizione ancora più forte “.
 
 

Ed ecco che la Watchtower mette le mani avanti.
 
Sarà forse un caso che questa propaganda viene intensificata proprio ora che in molti paesi del mondo l’Organizzazione americana è oggetto di critiche?
 

Sarà un caso che ultimamente, attraverso le pubblicazioni JW, venga spinta con sempre maggiore insistenza la tematica della “persecuzione”, proprio ora che in molti stati si sta iniziando ad avere maggiore consapevolezza, anche a livello istituzionale, riguardo le meccaniche interne e gli scandali legati alla Watchtower?
 
 

Chi non crede alle coincidenze direbbe che l’insistenza su certe tematiche non è altro che un subdolo espediente messo in atto dalla Torre per stringere il guinzaglio al collo dei testimoni.
 

In questo modo, quando in futuro ci sarà una qualunque indagine, critica o forma di opposizione da parte di governi e istituzioni, la Watchtower potrà dire “Ecco che si avvera la profezia sulla nostra persecuzione!
 

Questa è la ulteriore prova che lo schiavo fedele diceva la verità e che noi siamo il vero popolo eletto da Dio”.
 

Ciò che non va dimenticato è che in buona parte è la stessa Organizzazione ad attirare su di sè le “persecuzioni”, rifiutando di confrontarsi con le istituzioni, rifiutando di rivedere certe dottrine insensate come la regola dei due testimoni, rinnegando le vittime di abusi o di ostracismo che cercano giustizia…e così via… In altre parole, la Watchtower pensa di poter prendere dalle istituzioni del mondo (che, non dimentichiamolo, sono in mano a Satana…) ciò che le fà comodo, continuando allo stesso tempo a sputare nel piatto dove mangia e a recitare la parte della vittima.
 
 

In un successivo paragrafo leggiamo:
 
 
Se oggi manchiamo alle adunanze a causa di piccoli ostacoli, cosa  faremo in futuro, quando radunarci con i compagni di fede potrebbe significare mettere in pericolo la nostra incolumità? Se invece siamo decisi a frequentare le adunanze, non smetteremo di radunarci con i  fratelli nemmeno quando gli oppositori cercheranno di impedircelo.
Ora è il momento di imparare ad apprezzare profondamente le  adunanze. Se le consideriamo preziose, nessun tipo di opposizione, nemmeno un divieto da parte del governo, potrà impedirci di ubbidire   a Dio anziché agli uomini
 
 
 

Nuovamente la Watchtower si trova costretta a dare uno strattone al guinzaglio, ricordando agli adepti quanto sia fondamentale presenziare alle adunanze, sottolineando che in futuro l’incolumità dei tdg potrà essere in pericolo.
 
Leggendo tra le righe appare evidente il riferimento alla situazione in Russia, tant’è che viene ricordato che non bisogna smettere di radunarsi, anche quando gli oppositori cercheranno di impedirlo.
 

Su questo argomento vale la pena aprire una parentesi: è vero che la Russia applica delle restrizioni alla libertà religiosa che sono quantomeno discutibili, però è altrettanto vero che, incoraggiando i testimoni a violare la legge, la Watchtower di fatto contribuisce grandemente a mettere in pericolo l’incolumità dei suoi adepti.
 

Riempire la testa dei tdg con questo tipo di propaganda non fa altro che alimentare una malsana propensione al martirio.
 
A questo proposito, nel paragrafo in analisi, leggiamo una chiara e netta affermazione da parte della Watchtower: “nemmeno un divieto da parte del governo, potrà impedirci di ubbidire a Dio anziché agli uomini”.
 

Qui si sta sostanzialmente ripetendo un concetto già presente nella letteratura JW del passato: i tdg rispettano le leggi e si sottomettono alle autorità solamente fintanto che esse non vanno a interferire con le attività o le dottrine dell’Organizzazione.
 

Se tutti adottassero la stessa visione della Wts, regnerebbe il caos, poichè il concetto di fondo è: “io rispetto la legge, però quando la legge mi impedisce di fare quello che voglio, allora sono giustificato nel non rispettarla”.
 
 

L’articolo prosegue con le usuali (e ridondanti) testimonianze di “fratelli e sorelle” che sono stati imprigionati in varie parti del mondo, fino ad arrivare ad un paragrafo che merita una menzione:
 
 
Gesù non stava dicendo che ai cristiani avrebbe fatto piacere essere odiati; stava spiegando cosa sarebbe successo. Noi non facciamo   parte del mondo. Seguiamo gli insegnamenti di Gesù nella nostra vita   e predichiamo il messaggio che anche  lui predicava. Di conseguenza  il mondo ci odia. […] Noi desideriamo piacere a Geova. Se le persone ci odiano perché amiamo il nostro Padre celeste, questo è un loro problema.
 
 
 

Ed ecco che la Watchtower ribadisce per l’ennesima volta come i testimoni non facciano parte del mondo e come vengano odiati per quello che predicano.
 

Affermando in modo così netto che “…il mondo ci odia”, l’Organizzazione americana non solo alimenta il senso di paranoia già dilagante tra i tdg, ma sostiene un concetto che è fondamentalmente errato.
 

Ne abbiamo già parlato, ma vale la pena ribadire un interrogativo: se fosse vero che “il mondo” odia i tdg, come si spiega che la grande maggioranza dei paesi permette alla Watchtower di acquistare e vendere immobili in totale libertà, di predicare il proprio messaggio e di applicare le proprie regole interne senza particolari limitazioni?
 

Evidentemente per gli scopi di indottrinamento della Watchtower è più conveniente fare di tutte le erbe un fascio e giungere alla facile (ma non supportata dai fatti) conclusione che siccome alcuni paesi vietano l’opera dei tdg, allora l’intero mondo nutre odio nei loro confronti.
 

A dimostrazione di ciò, il paragrafo si chiude con un’affermazione che lascia quantomeno perplessi:
” Se le persone ci odiano perché amiamo il nostro Padre celeste, questo è un loro problema.”
 

Con questa manifestazione di vittimismo, la Torre si scrolla di dosso qualunque possibilità di essere soggetta a critiche, poichè afferma che l’unica “colpa” dei poveri testimoni è quella di adorare Dio e se qualcuno ha qualcosa da dire è un suo problema.
 
In questo modo la Watchtower non solo si sottrae al dialogo ma dimostra nuovamente la propria totale chiusura verso un confronto costruttivo, in particolar modo facendo passare per odio anche ciò che, molto spesso, è semplicemente una legittima richiesta di mettere in atto delle riforme all’interno dell’organizzazione.
 
 

Continuando la lettura troviamo espressioni vagamente arroganti come:
“Non vorremmo mai permettere a dei semplici esseri umani di farci  vergognare di essere testimoni di Geova, qualsiasi cosa dicano o  facciano” oppure ” Se ci è chiaro che gli uomini ci odiano perché facciamo ciò che è giusto, non permetteremo mai che la paura ci paralizzi”.
 
 

Il concetto che passa è sempre il solito: i tdg sono dalla parte della ragione a prescindere da tutto, la loro opera è santa e qualunque argomento suoni anche solo lontanamente critico verso l’organizzazione viene rigettatto e bollato come una forma di opposizione.
 
Come se questo non fosse sufficiente, nel secondo articolo che andiamo ad esaminare la Watchtower arriva a dare precise istruzioni su come comportarsi quando le attività JW sono vietate.
 
 

Nel primo paragrafo dell’articolo, intitolato “Continuiamo ad adorare Geova quando la nostra opera è vietata”, leggiamo:
 
 
[…] In qualsiasi parte del mondo viviamo, da un momento all’altro le autorità potrebbero imporre un divieto per impedirci di adorare il nostro  amorevole Dio, Geova.
 
 
 

Questa affermazione è particolarmente pesante, poichè la Watchtower sta di fatto esprimendo totale diffidenza anche verso i paesi che attualmente permettono ai tdg di svolgere liberamente le proprie attività. Il tutto, come sempre, è funzionale all’indottrinamento degli adepti e al mantenimento di un clima d’ansia e costante sfiducia verso tutto ciò che è esterno all’Organizzazione, la quale afferma:
Il fatto che siamo perseguitati non significa che non abbiamo la benedizione di Geova; al contrario, conferma che stiamo facendo ciò che è giusto.”
 
 
Qui si evidenzia la scaltrezza comunicativa della Torre, la quale riesce sapientemente a rigirare il discorso a proprio favore, sostenendo che la persecuzione è in realtà una conferma del fatto che i tdg stanno compiendo il volere divino.
 
 

La stessa Torre scrive in questo articolo che i tdg residenti in paesi in cui il culto JW è vietato sono circa 230mila (ovvero meno del 3% sul totale dei tdg nel mondo), pertanto ci domandiamo: se chi è perseguitato è nel giusto e siccome ci sono altri 8.3 milioni di tdg che non sono perseguitati e operano liberamente in molti paesi, significa che questi non sono nel giusto e non hanno la benedizione di Geova?
 
 

A quanto pare la Watchtower non ha le idee molto chiare in proposito.
 

Proseguiamo nella lettura:
 
 
Vietando la nostra opera, i nostri nemici sperano che ci faremo prendere dalla paura e che smetteremo di servire Geova.
Oltre a emettere un divieto, potrebbero diffondere menzogne, far perquisire la  nostra casa, trascinarci in tribunale o addirittura imprigionare alcuni di noi. […] Abbiamo completa fiducia in Geova e siamo decisi a non farci prendere dal panico
 
 
 

Nuovamente la Watchtower cerca di sfruttare quello che è un fenomeno localizzato per operare una indebita generalizzazione.
 
Dapprima viene sottilmente evitato di nominare in modo preciso i pochi stati nel mondo che vietano l’opera JW, lasciando intendere che l’opposizione si può trovare in qualunque nazione e, successivamente, viene detto ” siamo decisi a non farci
prendere dal panico “.
 
 

Ancora una volta la Watchtower trasmette un messaggio che pare avere il solo scopo di creare ulteriore confusione nella mente del lettore, proseguendo poi con questa frase:
 
”Dato che abbiamo l’aiuto di Geova, siamo sicuri che nessuno, nemmeno il più potente governo umano, potrà impedirci di continuare ad adorarlo”.Ci limitermo a commentare questa frase osservando che questa idea dell’essere “inarrestabili” e “nel giusto” poichè si ha Dio dalla propria parte, ricorda vagamente, pur senza una componente violenta, quei discorsi di stampo fanatico portati avanti da alcuni gruppi religiosi estremisti.
 
 

Nella parte centrale dell’articolo la Watchtower arriva persino a dare agli adepti dei consigli pratici su come comportarsi, laddove venga vietata la religione JW:
Quando viene imposto un divieto governativo, troviamo un posto adatto dove nascondere la Bibbia e le altre pubblicazioni; stiamo attenti a non lasciare mai questo prezioso materiale, che sia su carta o in formato elettronico, in un posto dove potrebbe essere trovato facilmente. […]  
C
he dire delle nostre adunanze settimanali? Gli anziani  organizzeranno le cose in modo che potremo parteciparvi senza dare nell’occhio. Potrebbero disporre che ci riuniamo in piccoli gruppi, e probabilmente cambieranno spesso giorno, orario e luogo.
Da parte nostra, per non mettere in pericolo i fratelli, forse dovremo parlare a  bassa voce quando arriviamo all’adunanza e quando ce ne andiamo.  E probabilmente dovremo vestirci in modo da passare inosservati […]

Dobbiamo essere cauti nel fornire informazioni.
In caso di divieto governativo, dobbiamo capire quando è il “tempo [di] tacere” […]. Non dobbiamo rivelare informazioni che vanno tenute riservate, come il  nome dei nostri fratelli, i luoghi  dove ci riuniamo, il modo in cui siamo organizzati per predicare e il modo in cui riceviamo il cibo spirituale. Non daremo queste informazioni alle autorità e non ne parleremo con  amici e parenti, anche se benintenzionati, che vivano nel nostro paese o altrove. Se dovessimo cadere in questa trappola, metteremmo in   pericolo i nostri fratelli.

 
 
 
Leggendo queste parole si capisce come la Watchtower inviti di fatto i suoi seguaci ad agire in modo clandestino nei paesi in cui è proibito predicare, portando avanti le loro attività in maniera segreta e diffidando oltre che delle autorità, anche di amici e familiari poichè potrebbero lasciarsi sfuggire informazioni sensibili.
 
 

Appare evidente che simili suggerimenti possono portare gli adepti a violare le leggi, seppure ingiuste, vigenti in certi paesi e quindi ad esporsi al rischio di ripercussioni e maggiori problemi legali.
 
 

Negli ultimi paragrafi leggiamo:
 
 
Seguiamo sempre le istruzioni. Se seguiamo le istruzioni dei fratelli  fidati che hanno incarichi di responsabilità, eviteremo problemi […]  Dobbiamo seguire le istruzioni anche se pensiamo di avere idee migliori. Quando collaboriamo con i fratelli a cui Geova ha affidato  l’incarico di guidarci, lui ci benedice sempre.
 
 
 

Non poteva mancare un promemoria riguardo l’obbedienza incondizionata verso i “fratelli fidati”.
Viene infatti detto con estremo candore “Dobbiamo seguire le istruzioni anche se pensiamo di avere idee migliori”, dimostrando ancora una volta come la Watchtower, attraverso la sua struttura teocratica, tenta di annullare la capacità di pensiero autonomo
degli adepti, ricordando che Geova dà la sua benedizione a chi obbedisce all’Organizzazione.
 
 
jwanalisicritica
 
04.04.2019
Anche quest'anno i Testimoni di Geova hanno dato il via a una campagna mondiale per invitare le persone all’evento più importante dell’anno, che terranno in tutte congregazioni di tutto il mondo:
La Commemorazione della morte di Cristo.
Quest’anno l’evento si terrà il 19 Aprile.
I Testimoni di Geova presso la sede mondiale in america, hanno diffuso un programma per questo evento:
“Prevedono un discorso che spiegherà perché la morte di Gesù è importante ancora oggi e in che modo dà speranza per il futuro.
Hanno evidenziato il loro desiderio che la guida spirituale da loro offerta in occasione di questa cerimonia, possa essere utile al maggior numero possibile di persone”.
La campagna vedrà impegnati circa otto milioni di Testimoni in tutto il mondo che personalmente inviteranno a questo evento chi abita nella loro zona.
Il loro obiettivo è quello di raggiungere un nuovo massimo di presenze che superi i 20 milioni di presenti.
COSA C'E' DI PERICOLOSO SE ANDRAI NELLA LORO
SALA DEL REGNO PER QUESTA CERIMONIA?

TIENI PRESENTE CHE:
- I TESTIMONI DI GEOVA NON FESTEGGIANO LA PASQUA CRISTIANA.
- NON FESTEGGIANO LA RISURREZIONE DI GESU’.
- CRISTO LA NOSTRA PASQUA NON SIGNIFICA NULLA PER LORO.

TIENI PRESENTE CHE:
- COMMEMORANO LA MORTE DI GESU’.
- NON C’E’ NULLA DI SACRO IN QUELLO CHE FANNO       
 I TESTIMONI DI GEOVA .
- IL LORO UNICO OBIETTIVO E' QUELLO DI RAGGIUNGERE IL MASSIMO
 DI PRESENTI.
- FARANNO RAPPORTO DELLA VOSTRA PRESENZA PER
 RAGGIUNGERE UN NUOVO MASSIMO DI PRESENZE IN TUTTO                                   
 IL MONDO.
- VI INVITERANNO A RITORNARE UN DISCORSO SPECIALE PER POI
 CONVINCERTI A INIZIARE CON LORO UNO STUDIO SULLA LORO  
 BIBBIA MODIFICATA.

MOLTE MIGLIAIA DI PERSONE PER CURIOSITA' O PER FAR CONTENTO IL VICINO O IL PARENTE, SI RECANO A QUESTO INCONTRO E  SENZA ACCORGERSENE, SI RITROVANO IMPEGNATE CON UN TESTIMONE, CHE RITORNA IN CASA LORO OGNI SETTIMANA PER DIVERSI ANNI, CON UN PRECISO SCOPO, L'INDOTTRINAMENTO ALLE LINNE GUIDA DEVASTANTI DI UNA MODERNA ORGANIZZAZIONE AMERICANA.

SE NON VOLETE AUMENTARE IL NUMERO DELLE MIGLIAIA DI PERSONE CHE SONO PRIGIONIERE DI UNA CONDIZIONE CHE NON LE PERMETTE DI SMETTERE, QUELLO STUDIO BIBLICO, DI DISSENTIRE GLI ARGOMENTI CHE NON CORRISPONDONO ALL’INSEGNAMENTO DEL CRISTO, ALLORA DOVETE RISPONDERE

QUESTO EVENTO LO PERDO MOLTO VOLENTIERI
IO NON VERRO'



02.04.2019
Secondo il New York Times una pletora di forze politiche e burocratiche rafforza e allo stesso tempo risucchia il potere del presidente. Falso il mito dell’uomo forte?
 
 
"Dennis O. Christensen, un Testimone di Geova danese, detenuto in Russia per 19 mesi a causa della sua fede, ha ricevuto un regalo inaspettato dal presidente russo Vladimir Putin alla fine dell’anno scorso”, scrive Andrew Higgins, il corrispondente da Mosca del New York Times: “Lo scorso dicembre il presidente ha detto che ‘processare le persone per le loro credenze religiose è una sciocchezza’ e deve finire. Anziché placare la campagna contro i Testimoni di Geova in Russia, le parole del presidente hanno aumentato gli arresti: Christensen è stato condannato a sei anni di carcere e un rapporto pubblicato il mese scorso ha raccontato le torture subìte in Siberia dagli appartenenti a questa fede. La discrepanza tra ciò che Putin dice e ciò che accade in Russia solleva una domanda fondamentale sul suo regime dopo più di 18 anni al vertice di un sistema autoritario: Putin è il leader onnipotente che i suoi critici e i suoi sostenitori raccontano? Oppure si trova in cima a uno stato decrepito, un sistema gestito più dai capricci e dai calcoli venali della burocrazia e dei gruppi di interesse che dai diktat del Cremlino? L’impressione, diffusa tra i critici di Donald Trump che sia stata la Russia ad averlo fatto arrivare alla Casa Bianca attraverso la collusione con la sua campagna elettorale è basata su una visione distorta del potere e le capacità di Putin. Il rapporto Mueller, se mai verrà pubblicato, potrà aiutare gli americani a capire meglio come funziona, o come non funziona, la Russia. Ma per alcuni russi, il potere di Putin appare meno forte di quello che molti immaginano. Una pletora di forze politiche e burocratiche rafforza e allo stesso tempo risucchia il potere del presidente: i servizi di sicurezza, la chiesa ortodossa russa, gli oligarchi, i politici locali, ognuno con i propri interessi confliggenti. Putin cerca di gestirli il più possibile, ma non controlla tutto ciò che fanno. ‘Il sistema russo non funziona’, ha detto Andrew Wood, un ex ambasciatore a Mosca e oggi analista a Chatham House, un think tank a Londra. ‘Nessuno può essere in controllo di tutto’. Per molti occidentali, abituati a vedere il presidente davanti alle telecamere che proietta un’aura di onnipotenza, queste parole sembrano incredibili. E’ vero che nelle questioni più importanti, come la costruzione del ponte con la Crimea, o la gara per ospitare le Olimpiadi e i Mondiali di calcio, il sistema ha seguito gli ordini di Putin. Lo stesso è avvenuto quando il presidente ha represso gli oligarchi che non lo obbedivano e gli oppositori politici, per aumentare il suo potere.
 
Quando Putin è andato al governo alla fine del 1999, ha placato il caos e le lotte rumorose che, sotto il suo predecessore Boris Eltsin, avevano reso più debole lo Stato russo. Tuttavia, molti progetti che Putin ha sostenuto, come il ponte sul Fiume Amur tra la Russia e la Cina, oppure un’autostrada tra Mosca e San Pietroburgo, si sono bloccati. La costruzione di un nuovo centro spaziale nell’est della Russia, descritto da Putin come ‘uno dei progetti più grandi e più ambiziosi per il nostro paese’ sta impiegando più del previsto. La corruzione, gli scioperi degli operai non pagati e altre complicazioni hanno rallentato i lavori. Il procuratore generale di Mosca ha detto che oltre 150 milioni di dollari sono stati rubati dal progetto, che è stato macchiato da 17 mila reati commessi da oltre mille persone.
 
La netta discrepanza tra le parole di Putin e le azioni del sistema si è verificata di nuovo lo scorso mese quando la polizia di Mosca ha arrestato per frode Michael Calvey, il fondatore americano di uno dei più antichi fondi di investimento che si occupano della Russia, che aveva avuto una disputa con un suo rivale per acquisire una banca russa. L’arresto di Calvey, che adesso rischia fino a dieci anni di carcere, è in contraddizione con gli sforzi di Putin per attrarre investimenti stranieri in Russia. Alcuni ricordano che durante le purghe di Stalin negli anni 30 molti dei suoi collaboratori più intimi negavano che il dittatore fosse al corrente di ciò che succedeva – lo era, perché era lui a firmare le liste delle persone da uccidere – attribuendo la colpa a ciò che avveniva dietro le quinte. Ma la Russia oggi, spiega Schulmann, non assomiglia tanto al rigido regime staliniano quanto all’autocrazia dilapidata di inizio Novecento. Il governante all’epoca era lo zar Nicola, che presidiava una burocrazia civile e militare corrotta, che ha condotto il paese a una guerra disastrosa con la Crimea e ha guidato l’economia verso una stagnazione mortale. Lo zar era al corrente dei vincoli al suo potere: ‘Non sono io che governo la Russia’, si lamentava: ‘Sono i 30 mila amministratori’. L’unica differenza, ha detto Schulmann, ‘è che oggi gli amministratori e i burocrati sono più di un milione e mezzo’.
 
 
Il culto di Putin al vertice di una piramide del potere è un mito che non esiste’, ha detto Mark Galeotti, un esperto di Russia di origini britanniche che ha scritto un nuovo libro: ‘Dobbiamo parlare di Putin: l’occidente non lo comprende bene’. Invece, sostiene Galeotti, ‘Putin è una nube grigia che consente a ognuno di noi di creare l’immagine che vogliamo’, che sia onnipotente e machiavellica oppure debole e sottomessa. Questa organizzazione caotica ha fornito un grande vantaggio al Servizio di sicurezza federale, l’Fsb da cui proviene lo stesso Putin. Il presidente russo ha lasciato grande libertà all’Fsb, anche nei casi in cui le loro azioni andavano contro i suoi obiettivi. Putin spesso ha parlato dell’importanza di avere delle piccole e medie imprese ma ha lasciato che l’Fsb, che opera secondo uno stile di protezione mafioso, rovinasse molte di queste imprese. Christensen ha dato la colpa all’Fsb, su mandato della Chiesa ortodossa russa, per i suoi problemi legali. Putin crede che sia una ‘sciocchezza totale’ che quelli come Christensen stiano in prigione. Ma, per ora, è lì che si trova. È stato raggiunto di recente da un secondo credente l, Sergey Skrynnikov, per il quale i giudici chiedono tre anni di carcere per ‘estremismo’. ‘Una vera dittatura funziona in modo diverso’, conclude Galeotti”.
 
01.04.2019

 



    
Come Scientology ha perso la causa contro Report
Scientology dovrà risarcire due giornalisti con 13mila euro di spese processuali. Giuseppe Borrello e Andrea Sceresini hanno pubblicato un documentario, L’Organizzazione (The Organization),  andato in onda nel programma Report, su Rai3, nel novembre 2017 e poi premiato al Dig Festival del videogiornalismo investigativo di Riccione. Per farlo, racconta oggi il Fatto, uno dei due si è fatto assumere in Scientology a Milano:
 
 
Borello si presenta alla Chiesa di Scientology di Milano,che ha sede in un edificio imponente appena inaugurato alla periferia della città. Si sottopone ai primi test, supera l’interrogatorio a cui viene sottoposto con la macchina della verità, riesce a entrare nell’organizzazione, “la più grande chiesa del pianeta”. Con un nome falso, Alberto Colaci, riesce a essere “assun to”. Lavora fino a 13 ore al giorno, per un potenziale stipendio mensile di 200 euro. Documenta i metodi dell’organizzazione, spietata ed efficiente nel raccogliere soldi con il reclutamento e con i corsi.
 
Ma anche con affari immobiliari. Società domiciliate nel Delaware, paradiso fiscale e societario nel cuore degli Stati Uniti. Un capannone industriale di Roncadelle, in provincia di Brescia, viene comprato per 2,6 milioni di euro raccolti con le donazioni dei fedeli, per farne una nuova grande chiesa di Scientology. Ma è invece poi messo in vendita dall’immobiliarista di riferimento della Chiesa, Maurizio Botti, per 4 milioni di euro.Tutto documentato con le voci e le immagini raccolte da Borrello e Sceresini.
 
 
Dopo la pubblicazione del documentario i due vengono denunciati da Scientology e accusati di violazione di domicilio, di violazione della privacy “per aver ripreso con registratori e telecamere nascoste i fedeli della Chiesa” fondata da Ron Hubbard, di aver “violato il patto di non divulgazione” firmato nel momento della sua assunzionee di aver diffuso, insieme al collega, “immagini e registrazioni che si era procurato illecitamente”.
 
La Chiesa di Scientology diMilano, patrocinata da un avvocato importante come Daria Pesce, chiede che i due giornalisti siano condannati a risarcire un danno di 80mila euro. Il giudice del Tribunale civile di Milano Nicola Di Plotti il 20 marzo respinge tutte le richieste e condanna la Chiesa a rifondere 13,4 mila euro di spese processuali.
 
25.03.2019
Non ho nulla contro i testimoni di Geova
Con QUO VADIS a.p.s. Intendo aiutare tutti coloro che chiamano per sapere come liberarsi o liberare i propri famigliari dalla prigionia di organizzazioni devianti inclusi coloro che vogliono uscire o non cadere nei testimoni di Geova.
In tutte le mie conferenze, i miei post, i miei video, parlo sempre dalla mia tremenda esperienza nei testimoni di Geova e della pericolosità di tale moderna organizzazione americana per mezzo della loro opera di persuasione che operano,” passo dopo passo ” sulla vittima di turno.
Il mio obiettivo è quello di informare che nell’organizzazione dei testimoni di Geova non esiste nessuna forma di libertà, pena la disassociazione (espulsione), con la scusante della disobbedienza a Dio, una offensiva calunnia per milioni di ex testimoni di Geova che credono fermamente nel Vero Dio, ma non credono più nel dettame di questa organizzazione.
Dettame che cambia in continuazione, offendendo cosi Dio. (Mal. 3:6 Giac. 1:17)
Desidero mettere in risalto che i capi dei testimoni di Geova hanno un Dio confuso e sono proprio loro che dirigono più di 8 milioni di persone in tutto il mondo che vanno reinventando continuamente un nuovo credo da far passare a tutti i testimoni di Geova, quale cibo spirituale che ricevuto da dio stesso.
A scadenze periodiche, per garantirsi qualche cosa di nuovo da dire, inventano nuove luci spirituali quali rivelazioni divine che verranno presto mutate con altre luci divine, è l’unico mezzo che hanno per garantirsi i fedeli e di conseguenza una garantita sicurezza economica.(Vedere cambiamento nella loro rivista del 15 luglio 2013. – Un cambiamento che in poche pagine ha reso avariato un cibo spirituale che ha nutrito i testimoni di Geova per tantissimi anni.)
E poi si permettono di definire gli ex testimoni di Geova aiutanti del grande cuoco Satana il Diavolo.
E’ spaventoso, quanti sono i morti che essi hanno provocato, rifiutando le trasfusioni di sangue, in nome di una errata interpretazione della Sacra Bibbia e quanti ne continuano a morire ancora nei nostri giorni.
Un Dio che, è vero, vietava di mangiare carne animale contenente il sangue, ma che non castigò il suo popolo quando furono costretti a mangiarla, per non morire di fame.
Il Vero Dio capisce le situazioni particolari e anche quando trasgredire è necessario, non incolpa l’uomo delle sue azioni.
Sono convinto che tutte le persone credenti nell’esistenza di un Dio di amore sentono dentro di loro che Dio non vorrebbe mai la morte di nessuno, ne richiede perentoriamente il rifiuto di interventi medici necessari per salvare la vita, come le trasfusioni di sangue.
Sono convinto fermamente che i capi dei testimoni di Geova dovranno rispondere di tutte le morti che hanno provocato con la loro criticata e controversa credenza del rifiuto del sangue quando questa è essenziale per salvaguardare la vita.
Dovranno rispondere anche delle migliaia di divisioni famigliari, fra coniugi, genitori e figli dovute alle ripercussioni delle morti causate dalle mancate trasfusioni di sangue.
A proposito della mancanza di libertà di tutti i testimoni di Geova, esistono migliaia di testimonianze di testimoni ed ex testimoni che hanno vissuto grandi sofferenze, causate proprio dai loro famigliari per aver ubbidito al dettame di questa moderna congregazione americana, intimoriti dalle conseguenze e cioè….
L’OSTRACISMO!
Migliaia di famiglie, lese nei propri diritti, nei propri affetti, divise e costrette a una morte sociale quotidianamente.
Genitori che non possono salutare i propri figli, i propri nipotini.
Mariti e mogli, divisi dal proprio coniuge nella vita quotidiana.
Fratelli e sorelle che non si possono salutare, non si vedere, costretti a ignorarsi.
La stessa cosa vale per parenti amici e conoscenti.
Una diabolica macchinazione che trasforma i sangue in acqua sporca, e costringe i propri adepti a trattare chi dissente dal loro credo, come morti a tutti gli effetti.
Desidero continuare a mettere in risalto gli innumerevoli “Abusi ai minori” e come vengono trattati questi casi nelle congregazioni del testimoni di Geova, in ogni parte del mondo, problema degli abusi sui minori, ammessi proprio da un rappresentante del corpo direttivo dei vertici mondiali dei testimoni di Geova, davanti a una Commissione, ammissione riportata in diverse riprese video che si trovano in tutto il web?
Questo problema degli abusi ai minori nelle congregazioni occultato per decenni da parte di chi doveva sorvegliare le congregazioni ha generato tanti allontanamenti e tanti inattivi negli ultimi 2 anni in ogni parte del mondo
Scrivo perchè l’ insegnamento che viene trasmesso dal vertice non ritiene neppure utile l’istruzione scolastica e la lettura di altri libri cristiani, ma solo le loro pubblicazioni, e in secondo posto la Bibbia, questa è la loro concezione di “ vera conoscenza ”.
Dio non ci ama attraverso l’imposizione, attraverso l’appartenenza a una moderna organizzazione americana che appare una prigione una non vita!
Dio è AMORE.
Chi dirige i testimoni di Geova si possono chiamare cristiani? Decidetelo voi!
Devono cambiare, devono essere controllati dallo Stato, perché stanno generando tantissima sofferenza in migliaia di famiglie? Decidetelo voi!
Decidetelo tenendo conto che i capi dei testimoni di Geova prendono in giro Cristo, facendo presa con il loro falso insegnamento su persone momentaneamente deboli, su coloro che vivono situazioni particolarmente piene di problemi quotidianamente.
Dio e suo figlio Gesù non approfittano di nessuno, ma insegnano l’amore, la carità, la misericordia, l’importanza di essere come bambini, il perdono!
Niente di tutto ciò rientra nell’insegnamento e nelle azioni dei testimoni di Geova e il loro fasullo plastificato love bombing.
Il Cristianesimo non poggia sull’odio, sulle divisioni e smembramento di tantissime famiglie, sulla richiesta di sacrifici umani di bambini morti in nome di uno dio che il Vero Dio non è.
Il contrario di quello che c’insegna Gesù, figlio di Dio che ha dato il suo proprio sangue in sacrificio in cambio del nostro riscatto.
Le mie esposizioni non vogliono minimamente dare l’impressione del disprezzo dei singoli testimoni di Geova.
Ritengo non importante quello che 8 esaltati americani stanno impartendo falsamente a milioni di persone assoggettandole.
Desidero aiutare molti a non ubbidire ciecamente come ho fatto io, ma confrontarsi, esaminare attentamente e cosa c’è dietro le quinte di questa organizzazione.
Cerco di fare del mio meglio per evidenziare l’errore che questi esaltati capi dei testimoni di Geova commettono sfruttando il nome di Dio.
Sfruttano l’autorità della Parola di Dio, la Bibbia, per innalzarsi su di un piedistallo costruito negli uffici americani della sede centrale mondiale.
Il mio scopo è quello di raggiungere il cuore di tutte le persone che mi leggono, con l’auspicio non solo, di farle riflettere seriamente ma nello stesso tempo chiedere una loro valutazione di ciò che ho scritto sperando che possano trarne profitto.
Non desidero esprimere un giudizio severo sui testimoni di Geova, ma penso che tutti coloro che hanno un contatto con loro debbano riflettere attentamente sui loro insegnamenti che sono in aperto contrasto con tutta l’interpretazione della Bibbia.
Faccio questo perchè penso che per ogni testimone di Geova una vera, sana, incondizionata riflessione sia estremamente necessaria, la reputo fondamentale ed essenziale anche per tutti coloro che stanno per dare credito ad un apparato organizzativo su scala mondiale, che pretende di essere “ il solo canale attraverso il quale si può conoscere Dio e la sua Parola la Bibbia ” addirittura arrivando al punto di affermare di essere gli unici a conoscere la verità in modo assoluto.
PROCLAMARSI “UNICI” E’ ANTISCRITTURALE E NON CRISTIANO
Scrivo non per essere contro, ma per incitare chi mi legge a controllare attentamente e verificare se ciò che questa moderna miliardaria organizzazione asserisce, è compatibile e corretto secondo i canoni della Parola di Dio.
Il sistema Bereano che i testimoni di Geova sono incitati ad applicare, dovrebbe spingerli a verificare attentamente se nella storia di questa psico-religione americana affiorano elementi di evidentissima e inconfutabile verità, vale a dire se ci sono state predizioni eventi, avvenimenti poi avverati concretamente, insomma che l’hanno caratterizzata quale inconfondibile unica organizzazione di Dio sulla faccia della terra, unica verità come asseriscono.
Sono pienamente d’accordo che ogni organizzazione religiosa può prendere in esame un complesso “argomento biblico” ed esprimere il proprio giudizio, però quando l’argomento biblico è chiaramente delineato, non richiede nessun complicato rabbocco per essere capito e accettato perchè appunto e ben delineato..
Viceversa se una moderna organizzazione come i testimoni di Geova non ha elementi concreti che caratterizzano la incontestabile rivelazione divina su un certo argomento di natura spirituale, allora il discorso è completamente diverso.
Scende in campo l’intelligenza di ogni individuo che non si accontenta solo di semplici espressioni illusorie ma fa richiesta di concrete basi che la appagano e la soddisfano.
Con questa premessa vorrei chiedere, a tutti voi che ne fate parte:
Questa organizzazione ha sempre detto il vero in ogni tempo, senza rabbocchi con strane e incomprensibili spiegazioni di nessun genere?
L’insegnamento dei Testimoni di Geova è attendibile, è accettabile e comprensibile?
Per essere obiettivi è necessario sapere che:
Secondo la Bibbia è Dio che riveste della sua autorità chi deve comunicare la sua volontà agli uomini e li istruisce.
Questo è un aspetto determinante per chi assolve questo ruolo perchè lo esalta a un ruolo di inconfondibile appartenenza e viene accreditato come LUCE DEL MONDO.
L’organizzazione dei testimoni di Geova oggi è inconfondibilmente accreditata quale unica LUCE DI DIO NEL MONDO?
La Bibbia è chiarissima sotto questo aspetto emettendo un chiaro giudizio a chi usurpa un ruolo che non ha e che profetizza falsamente. (Ger. 23:16 e 21 e 30,31) (Ez. 13:6–8)
Profetizzare menzogna e dire falsità, oltre è una caratteristica di Satana (Giov. 8: 44)
Per concludere chiedo a tutti i testimoni di Geova battezzati, inattivi, titubanti, incerti, insicuri, indecisi, a coloro che stanno studiando con essi a tutti coloro che sono simpatizzanti, a chi ha iniziato a studiare, a tutti coloro che aprono loro la porta chiedetevi:
L’insegnamento dei Testimoni di Geova è attendibile ha a che fare con l’insegnamento di Gesù l’unica VERITA?
Alla luce di quanto dice la Bibbia sulla parola che Dio emette e non cambia mai e chiama a testimone come garante il cielo, lascio a ogni uno di voi la risposta!
Ma non dimenticate le parole:
Ecco, dice l’Eterno, io sono contro i profeti che usano la loro lingua e dicono: Egli dice (Ger. 23:30,31).
Quando Dio dice una cosa ed è Egli che ha parlato, si verificherà immancabilmente, senza rabbocchi e false nuove luci, e senza continui rinvii.
Così sarà la mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non ritornerà a me a vuoto, senza avere compiuto ciò che desidero e realizzato pienamente ciò per questo l’ho mandata. Is 55:11
CONTINUERO’ A SCRIVERE….
PER TUTTI COLORO CHE STANNO SOFFRENDO IN SILENZIO LE NEFANDEZZE DI TUTTE LE ORGANIZZAZIONI DEVIANTI DIMENTICATI DA TUTTI INCLUSO LO STATO E LE AUTORITA’ COMPETENTI
PER TUTTI COLORO CHE SOPPORTANO LE VESSAZIONI DI MARITI, MOGLI, FIGLI , AMICI, PARENTI….CONDIZIONATI A PENSARE CHE (LO DICE DIO)
CONTINUERO’ PERCHE’ SONO CONVINTO PERO’ CHE…. LA LORO SOFFERENZA NON E’ DIMENTICATA PERO’ DAL VERO DIO…..CHE A SUO TEMPO RENDERA’ LIBERTA’ AGLI OPPRESSI, PERCHE’ LA LIBERTA’ E’ DONO DI DIO PER TUTTI GLI UOMINI.
C’E’ UN TEMPO PER OGNI COSA…ORA E’ IL TEMPO ANCORA DI ASPETTARE ANCORA!

I testimoni di Geova hanno sempre fatto come le tre scimmiette: non vedo, non sento e non parlo. Ma tanti hanno visto, hanno sentito e adesso stanno parlando. I testimoni di Geova sono in crisi, e lo sono non da adesso, lo sono da almeno due decenni. Chi dice il contrario mente, perché in fondo a nessuno piace sapere che il proprio gruppo religioso possa essere in caduta libera. Ma evidentemente le acque dell’Apocalisse che dovevano prosciugarsi per Babilonia la Grande, sembra che si stiano prosciugando solo per i testimoni di Geova.
La Watch Tower negli ultimi tempi sta attraversando una crisi finanziaria senza precedenti. Se fosse una società per azioni avrebbe già depositato i libri contabili in tribunale. Ma è un’associazione religiosa e certe incombenze le sono per ora risparmiate. Il Corpo Direttivo piange miseria e continua a diffondere video dove espone il problema della crisi di liquidità dell’organizzazione. La sede centrale americana è stata venduta. Numerosi immobili di proprietà del gruppo sono stati ceduti. I principali progetti di costruzione sono stati fermati. Decine di beteliti sono stati mandati a casa per ridurre i costi. Stessa sorte è toccata ai sorveglianti viaggianti e ai pionieri speciali: la società ha inviato loro lettere di commiato, con tanti saluti e l’invito a cercarsi un altro lavoro e sbarcare il lunario in altro modo.
Le esortazioni a contribuire finanziariamente sono sempre più pressanti e sempre più insistenti. Ai congressi si comunica continuamente un deficit di migliaia di euro per incentivare le offerte. Il denaro sembra non bastare mai. Hanno perfino tassato le congregazioni: da oggi le contribuzioni dovranno essere obbligatorie e non più volontarie. Manca il cash nelle casse e in un modo o nell’altro bisogna pure far fronte ai debiti. Molti, però, hanno smesso di fare l’elemosina alla Watch Tower. Vogliono sapere che fine fanno i soldi. E lo vogliono sapere perché sono i loro sudatissimi risparmi. Si chiedono come mai se gli immobili vengono venduti, se le congregazioni vengono chiuse, se i beteliti vengono mandati a casa, il Corpo Direttivo continua a chiedere soldi in quantità industriale.
La spiegazione è molto semplice: gli abusi sessuali sui minori commessi dai testimoni di Geova in tutto il mondo, e insabbiati dagli anziani, hanno portato la società a un notevole esborso finanziario. Decine di vittime sono state risarcite con milioni di euro. Un’autentico salasso si è abbattuto sulle fortezze finanziarie della Watch Tower che faceva dell’omertà il suo modus operandi. Ma il muro è crollato, e ha dissanguato le finanze del movimento. In una sola causa, quella di Candice Conte, la Watch Tower ha dovuto aprire il portafoglio e tirare fuori 28 milioni di dollari. Altre cause si stanno moltiplicando come i pani e i pesci negli Stati Uniti, in Australia, in Inghilterra, in Olanda e ora si è saputo anche in Italia. Molteplici vittime della pedofilia hanno trascinato la Watch Tower nelle aule dei tribunali. Vogliono giustizia, e la vogliono da fonti umane, ancora prima che da quelle divine.
La pedofilia è stata l’11 settembre dei testimoni di Geova. Il clamore mediatico sollevato dallo scandalo è stato fragoroso e ha travolto un movimento che parla di moralità e poi pratica l’immoralità; che predica il Regno di Dio e poi fa affari con l’ONU di Satana; che semina disprezzo per Cesare e poi prende i soldi dalle mani di Cesare. La questione è finita nelle aule dei tribunali e da lì è rimbalzata su giornali, telegiornali, forum, blog e siti Internet di migliaia di fedeli che hanno cominciato ad accusare la Watch Tower di avere una doppia faccia, come dottor Jekyll e mister Hyde A poco sono servite le difese del Corpo Direttivo che si contraddicevano l’una con l’altra. Le loro scuse non hanno incantato più nessuno. E così molti hanno abbandonato la nave, fregandosene di sentenze e condanne pirandiche: hanno scelto la libertà cristiana alla messinscena americana.
Intanto, i dissidenti o gli apostati, come li chiama il Corpo Direttivo, hanno fatto la loro comparsa sulla rete. Si stanno moltiplicando giorno dopo giorno. Sono sempre più numerosi e sempre più seguiti. Hanno invaso il web con i loro blog e stanno spiattellando vita, morte e miracoli di un movimento che paga il prezzo delle sue politiche autoritarie e liberticide. Quello che la Watch Tower per anni ha nascosto negli anfratti più reconditi degli armadietti, loro lo stanno sventolando al sole, e ciò che il Corpo Direttivo ha sussurrato nelle stanze interne della Betel americana, loro lo stanno annunciando sui tetti. Ma non sono soli: sono una legione unita e compatta che ha scatenato un’offensiva mediatica preponderante, spiattellando sul web informazioni riservate e notizie compromettenti.
Il Corpo Direttivo fa quello che può per contrastare l’avanzata degli apostati, ma le sue iniziative sono blande come bolle di sapone. Si limita ad avvertire i fedeli a non leggere materiale critico sui testimoni di Geova, ma non c’è nulla da fare. Le notizie circolano veloci, pervadono le piattaforme, strisciano su Facebook e Istagramm, riempiono blog e forum. E’ impossibile non leggerli. E infatti molti li leggono e finiscono per interagire con gli apostati, fornendo loro informazioni sensibili su quanto avviene nell’organizzazione. Nella sede centrale, come nelle filiali di tutto il mondo, decine di “corvi” hanno dato via a una colossale fuga di notizie, pubblicando documenti preziosi della comunità. Non c’è verso di contenerli, e neppure di zittirli.
I continui cambianti dottrinali si stanno rivelando una Caporetto per la Watch Tower. Le loro profezie sulla fine del mondo sono miseramente fallite, come le molteplici date che hanno stabilito e che sono state tutte puntualmente smentite dai fatti. Ciononostante l’organizzazione continua a tenere in piedi il gioco, rivestendo i suoi messaggi di nuovi significati, spostando le date, riaprendo la selezione degli eletti, manipolando gli intendimenti biblici, inventandosi fantasiose sovrapposizioni generazionali che servono solo per procrastinare il triste presagio in un futuro sempre più lontano. La generazione nata nel 1914, e che non doveva passare prima che il mondo finisse, è morta e sepolta, ed è stata sostituita da una seconda generazione, nata nei nostri giorni. Quando durerà? Potenzialmente all’infinito. La maggior parte dei fedeli ci crede, ma tanti altri capiscono il trucchetto e la diffidenza è la reazione più gettonata che la Watch Tower sta subendo.
I fedeli rimasti nell’organizzazione non se la passano meglio di quelli che se ne sono andati mandando al diavolo la Watch Tower e il Corpo Direttivo. Innumerevoli “fratelli” e “sorelle” hanno smesso di essere zelanti predicatori. La riduzione del numero di ore nelle attività di propaganda è segno di una stanchezza collettiva che nemmeno i sensi di colpa inculcati dall’organizzazione serve a smuovere. Sempre meno testimoni di Geova bussano alle porte. Qualcuno, probabilmente, ha capito che è meglio spendere il proprio tempo in attività più remunerative che lavorare gratuitamente per il Corpo Direttivo. E così al massimo gironzola per le strade nel tempo libero o si barrica dietro gli espositori delle riviste, ma mentalmente ha già abbandonato baracca e burattini. Dopotutto, per loro, basta avere impresso l’etichetta di “testimoni di Geova” per essere salvati, non vi pare?
Mario Barbato
NOTIZIECRISTIANE
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