La “setta” dei fuoriusciti - Quo Vadis aps

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2 giugno 2019

 
Scriviamo abitualmente riguardo al culto dei Testimoni di Geova, ne discutiamo in chiave critica e cerchiamo di evidenziare gli aspetti più problematici….ma esiste un’altra entità che orbita intorno al mondo tdg: la “setta” dei fuoriusciti.

 
 
I social network permettono a tutti di creare una comunità e fare aggregazione intorno ad una tematica di interesse condiviso, infatti è sorprendente il numero di gruppi di fuoriusciti (e non), che trattano le questioni in merito all’organizzazione dei testimoni di Geova, in cui si raccontano esperienze e si scambiano opinioni,  analizzando in chiave critica la propaganda della Wts.

 
 
Notiamo che molti fuoriusciti hanno effettivamente alle spalle delle storie complicate e dolorose, spesso causate delle politiche imposte dalla Watchtower, come ad esempio l’ostracismo verso gli ex membri, il condizionamento nel denunciare o meno un fratello di fede alle autorità competenti o il rifiuto delle trasfusioni. Queste sono politiche che possono dividere intere famiglie, creando un clima di “noi contro loro”, dove i tdg sono persone timorate di Dio, mentre tutti gli altri sono visti come vittime dalle macchinazioni del maligno.

 
 
Molti, dopo aver abbandonato la religione dei tdg, sono riusciti a riprendere in mano le redini della propria vita, riuscendo a re-inserirsi attivamente in società, la stessa che un tempo demonizzavano. Purtroppo ci sono altri che invece non riescono a far tacere il rancore e ad accettare l’allontanamento o la perdita di familiari a causa delle direttive dell’organizzazione. Va detto che tale risentimento è alimentato anche da quell’atteggiamento di presunzione che la Watchtower incoraggia nei tdg, per cui loro sono i soli detentori della verità e gli altri sono tutti in errore.

 
 
Per constatare tali realtà permeate di rabbia e rancore è sufficiente entrare in alcuni dei gruppi Facebook che trattano le tematiche riguardo i testimoni di Geova, gruppi caratterizzati un clima altamente “toxic” (per dirla alla anglosassone), ovvero contraddistinto da contenuti astiosi e spesso offensivi nei confronti della comunità dei testimoni. Pur esponendo un ragionamento di tipo critico verso questa “comunità” di fuoriusciti, non si intende affatto sminuire le tragiche vicende personali vissute dai singoli, ma vogliamo comunque evidenziare come il riversare la propria frustrazione in commenti contro i tdg, usando espressioni infamanti, arroganti e cariche di rabbia, non fa altro che inficiare il lavoro, le ricerche e gli articoli realizzati da coloro i quali tentano di fare una corretta informazione riguardo la Watchtower.

 
 
Spesso queste persone si lasciano prendere dal rancore e dalla rabbia per ciò che hanno subito e raramente sono in grado di argomentare le proprie idee in maniera lucida, bensì prediligono una vasta gamma di offese rivolte ai tdg, spesso accompagnate da una buona dose di pregiudizo. Costoro putroppo diffondono contenuti accessibili a tutti, contenuti che sono sostanzialmente un misto di insulti, sciocchezze e informazioni esposte in modo superficiale.

 
 
Si può quindi notare la formazione di un sottostrato di popolazione tra i fuoriusciti che di fatto costituisce una vera e propria “setta”, i cui “membri” si pongono in maniera aggressiva verso chiunque possa anche solo “sembrare” un tdg o vagamente appoggiare una dottrina dell’organizzazione.

 
 
Sorgono alcune domande: a chi sono utili post e commenti ingiuriosi contro i tdg se non all’autore che li usa come valvola di sfogo? Inoltre, un lettore non-tdg che sia in cerca di informazioni, quale beneficio trae dal leggere insulti come “tdg schifosi”, “tdg assassini” o sciocchezze come “tdg satanisti”? Quella di dividere il mondo in buoni e cattivi non è forse la stessa metodologia usata dalla Watchtower? Quell’ottica del “noi contro loro” non è forse la stessa che l’organizzazione insegna costantemente ai suoi adepti? Pubblicare informazioni capziose e non fattuali non è quell’abitudine che tanto si critica alla Torre di Guardia? Ebbene, non si può accusare una comunità di essere una “setta” se si è i primi ad agire in modo similare. Lo stesso discorso è valido per la questione del bando dei tdg in Russia: si leggono commenti e post che inneggiano all’arresto dei tdg, alla confisca delle sale assemblee e ad una politica di estrema repressione del culto, portando come giustificazione il fatto che i tdg sono i primi a reprimere e “incarcerare” psicologicamente le persone. Su questo punto occorre essere estremamente chiari: nessuna forma di coercizione, repressione o privazione della libertà nei confronti di membri di una comunità religiosa potrà mai essere accettabile o giustificabile in alcun modo.

 
 
Uno stato civile ha il dovere di dare l’esempio ai cittadini, applicando politiche che rispettino le libertà fondamentali dell’uomo. Ciò ovviamente non significa che la giustizia debba ignorare l’organizzazione Wts e che non vada tenuta sotto controllo ed eventualmente “regolamentata”, anzi, possiamo vedere dalla cronaca recente che molti paesi rispondono in maniera civile ed efficace ad alcune problematiche sorte riguardo alla comunità tdg come, ad esempio, la sentenza della Corte di Giustizia Europea riguardo l’obbligo dei proclamatori di attenersi alle norme sulla privacy nel trattare le informazioni acquisite durante la predicazione porta a porta. Similmente abbiamo notizie di svariati casi in cui le autorità giudiziarie hanno impedito a genitori tdg di negare le emotrasfusioni ai figli minorenni. Questa è la direzione giusta e c’è ancora molta strada da fare… ma al fine di percorrere tale strada non servono gli insulti rabbiosi, le teorie del complotto o i pregiudizi.

 
https://jwanalisicritica.wordpress.com/2018/09/15/la-setta-dei-fuoriusciti/?fbclid=IwAR1ythwHKt3zPxmDKuSCNrz_bZZV0cWUSN9sBrBOPPLA_i_wX9QT3mJwSDY
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