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  18 luglio 2019

Il Codice rosso è legge: ecco cosa cambia

L'ok del Senato apre a nuove disposizioni e all'inasprimento delle pene contro i reati di violenza, stalking e revenge porn

L'approvazione al Senato dà il via libera definitivo al ddl sulla tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, provvedimento inquadrato sotto il nome politico di Codice rosso che, a questo punto, diventa legge a tutti gli effetti, incassando 197 sì e 47 astenuti, fra i quali LeU e Pd.

Novità principali, la riduzione dei tempi delle indagini a carico di chi esercita violenza, la semplificazione dell'iter di denuncia e di ascolto delle vittime da parte dei pm (che dovrà avvenire entro 3 giorni). In sostanza, verrà ridotta sensibilmente la tempistica di tutti i procedimenti burocratici che orbitano attorno ai casi di violenza, dando per l'appunto una sorta di "codice rosso" ai casi che si manifestano soprattutto negli ambienti domestici e relativi non solo ad atti violenti a livello fisico ma anche psicologico (stalking, persecuzioni, ecc.): "La legge Codice Rosso - ha affermato il ministro della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno - rappresenta il massimo che si può attualmente fare sul piano legislativo per combattere la violenza sulle donne".

Le novità
Con la nuova normativa, si allungano anche i tempi a disposizione per le denunce che, dagli attuali sei mesi, passano a un anno intero. Allo stesso modo, diventano più severe le pene a carico di chi opera maltrattamenti contro familiari o conviventi: la reclusione da due a sei anni prevista dal codice penale all'articolo 572 diventa da tre a sette anni; la pena, inoltre, è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso in presenza o in danno di persona minore, di donna in stato di gravidanza o di persona con disabilità o se il fatto è commesso con armi.

Inasprimento (carcere da 6 a 12 anni) anche nei confronti di chi commette violenze sessuali aggravate, ovvero nel caso in cui a subirla siano minori di 14 anni in cambio di denaro o di qualsiasi altra utilità, anche solo promessi.

Nel Codice rosso rientra anche il Revenge porn, ossia la diffusione di foto o video a contenuto sessuale come vendetta nei confronti dell'ex partner: previste pene detentive da uno a sei anni e multe da 5 mila a 15 mila euro.

Bongiorno: "Ora continuare"
Una svolta che, secondo il ministro Bongiorno, deve proseguire: "E' un'importantissima novità con la quale vogliamo scongiurare che le donne stiano mesi o anni senza ricevere aiuto... Dopo questa svolta, sono consapevole che l'impegno per combattere la violenza sulle donne non può finire qui: per esempio, sarà essenziale operare sul piano della riduzione dei tempi dei processi penali".

Per questo, ha spiegato, fare "il massimo sul piano legislativo è fondamentale, ma non basta. Come ho sempre sostenuto, la violenza sulle donne è molto spesso una conseguenza delle discriminazioni; dunque, gli interventi legislativi devono essere accompagnati da azioni concrete sul piano culturale".

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