I TESTIMONI DI GEOVA USANO LA PROPAGANDA PER MANIPOLARE I PROPRI ADEPTI? - Quo Vadis aps

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  10 agosto 2019
I TESTIMONI DI GEOVA USANO LA PROPAGANDA
PER MANIPOLARE I PROPRI ADEPTI?
di Rocco Politi Presidente di Quo Vadis a.p.s.

“Coll’uso intelligente e insistente della propaganda
si può dipingere al popolo il cielo come inferno o
la vita più miserabile come un paradiso”  
ADOLF HITLER, Mein Kampf.


I testimoni di Geova usano la propaganda per manipolare i propri adepti?
I mezzi di comunicazione a disposizione di questa moderna organizzazione americana sono veramente molteplici.

Da sempre hanno fatto uso dei più moderni mezzi di propaganda, come,  radio, televisione e ora Internet.
Il flusso di messaggi persuasivi da parte dei loro addetti stampa, ha conosciuto una drastica accelerazione, specialmente in relazione alle dichiarazioni che rilasciano alla stampa e alle Tv locali in occasioni delle loro assemblee.

L'eccesso di informazioni, che seguono dopo ogni assemblea hanno uno scopo?

Il loro l'intento è quello di subissare l'opinione pubblica mediante  una sottile manipolazione non rispondente alla realtà?

Molti dentro e fuori di questa organizzazione pensano che i vertici sanno molto bene che la maggioranza delle persone delle nazioni, che ascoltano questi messaggi, reagiscono a questo bombardamento di propaganda, assorbendoli più rapidamente e accettandoli senza metterli in discussione o analizzarli.

Sono veramente cosi furbi, da amare sottili scorciatoie, sapendo di aggirare il pensiero razionale dei loro adepti?

Dalla riflessione che vi invito a fare sotto, concorderete con me che riescono mediante la loro propaganda, a fare centro, suscitando emozioni, sfruttando insicurezze, approfittando dell’ambiguità del linguaggio e torcendo le regole della logica.

Queste tattiche sono efficacissime, basta notare che milioni di adepti di ogni organizzazione pseudo-religiosa accettano pedissequamente dichiarazioni senza verificarle come fa la maggior parte dei testimoni.

I testimoni di Geova secondo voi
ricorrono a  una propaganda di sicuro effetto,  
usando vere e proprie falsità?

Come vedete che si esprimono i rappresentanti di questa organizzazione, quando vengono intervistati?

Generalizzano, tendendo a nascondere aspetti importanti sull'argomento in questione?

Notate anche voi che per loro non ha importanza la realtà dei fatti o la logica di un ragionamento, sanno molto bene che le emozioni giocano un ruolo essenziale nella persuasione di chi li ascolta e vanno dritti facendo uso di un linguaggio propagandistico per colpire l'interlocutore.

In più di 100 anni, hanno confezionato appelli mirati alle emozioni, sono diventati veri esperti in questo campo, capacissimi di giocare con i sentimenti.

Quale è la vostra personale esperienza?

State vivendo esattamente l'opposto di quello che propaganda questa organizzazione?

Quali reazioni emotive ha suscitato in voi ascoltare dichiarazioni da parte dei loro rappresentanti,
dichiarazioni che sono esattamente l'opposto di quello che insegnano e mettono in pratica?

Prestate attenzione, l'arte della propaganda può dunque paralizzare il pensiero, offuscare la logica e il discernimento e condizionarti ad agire seguendo la massa.
 
Le masse non hanno mai avuto sete di verità.
Chi può fornire loro illusioni
diviene facilmente il loro comandante”


RIFLESSIONE:
Ascoltate quello che dice un addetto stampa dei testimoni di Geova a una nota TV,  e poi leggete quello che invece incoraggiano a fare nella realtà di tutti i giorni, distruggendo intere famiglie.

PROPAGANDA?.............ascoltate l'audio ogni volta e poi leggete la.....
REALTA' .........................leggete cosa insegnano al contrario della propaganda

E datevi una risposta
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REALTA'
L’espulsione dalla congregazione cristiana non comporta la morte immediata, quindi i legami familiari continuano. Così, un uomo che viene disassociato o che si dissocia può ancora vivere a casa con la moglie cristiana e figli fedeli. La situazione è diversa se il disassociato o il dissociato è un parente che vive al di fuori della cerchia familiare e della casa. Potrebbe essere possibile non avere quasi più alcun contatto con il parente. Anche se potrebbero esserci alcune questioni familiari che richiedono dei contatti, questi saranno certamente mantenuti al minimo, in linea con il principio divino: “Cessate di mischiarvi in compagnia di qualcuno chiamato fratello che è fornicatore o avido [o colpevole di un altro grave peccato]… non mangiando nemmeno con un tal uomo” (1 Corinti 5:11). Comprensibilmente, questo può essere difficile a causa degli affetti e dei legami familiari, come l’amore dei nonni per i loro nipoti. Eppure, questa è una prova di lealtà a Dio, come dichiarato dalla sorella citata a pagina 26.La Torre di Guardia del 15 aprile 1988 p.27
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REALTA'
Tuttavia, potrebbero esserci alcune questioni familiari assolutamente necessarie che richiedono dei contatti, come ad esempio gli aspetti legali legati ad un testamento o a alle proprietà. Ma al parente disassociato dovrebbe essere fatto capire che la sua posizione è cambiata, che non è più il benvenuto in casa né la sua compagnia è gradita.La Torre di Guardia del 1 giugno 1970 pp.351-352
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REALTA'
Il peccatore deve rendersi conto che la sua condizione è completamente cambiata, che i suoi fedeli parenti cristiani disapprovano fermamente il suo corso malvagio e dimostrano tale disapprovazione limitando i contatti solo a quelli che sono inevitabiliLa Torre di Guardia del 15 luglio 1963 p.444
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REALTA'
Che dire riguardo al parlare con un disassociato? Anche se la Bibbia non copre ogni possibile situazione, 2 Giovanni 10 ci aiuta a conoscere il punto di vista di Geova sulla questione: “Se qualcuno viene da voi e non porta questo insegnamento, non ricevetelo in casa e non rivolgetegli un saluto”. Commentando questa scrittura, la Torre di Guardia del 15 settembre del 1981 a pagina 25, dice: “un semplice ‘Ciao’ a qualcuno può essere il primo passo che porta ad una conversazione e forse anche un rapporto di amicizia. Vorremmo a fare questo primo passo con un disassociato?”. In effetti, è proprio come si afferma a pagina 31 dello stesso numero della Torre di Guardia: “Il fatto è che quando un cristiano si abbandona al peccato e deve essere disassociato, perde molto: la sua condizione approvata dinanzi a Dio . . .  la sana compagnia dei fratelli, tra cui gran parte dei rapporti che aveva con i parenti cristiani”. La collaborazione con la disposizione scritturale di disassociare ed evitare i trasgressori impenitenti è benefica. Preserva la purezza della Congregazione e ci distingue come promotori degli elevati standard morali della Bibbia (1 Pietro 1:14-16). Ci protegge dalle influenze corruttrici (Gal. 5:7-9). Da anche al peccatore l’opportunità di beneficiare appieno della disciplina ricevuta, che può aiutarlo a produrre “un pacifico frutta, vale a dire, giustizia” (Eb 12:11). Dopo aver ascoltato un discorso ad un’assemblea di circoscrizione, un fratello e sua sorella carnale si resero conto che avevano bisogno di fare degli aggiustamenti nel modo di trattare la loro madre, che viveva altrove e che ha era disassociata da sei anni. Subito dopo l’assemblea, l’uomo chiamò sua madre, e dopo averla rassicurata del loro amore, le spiegò che non potevano più parlare con lei a meno che non ci fossero stati importanti questioni familiari che lo richiedevano.” – Il Ministero del Regno Agosto 2002 p.3
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REALTA'
È davvero necessario evitarlo del tutto? Sì, e per diversi motivi … In altri casi il parente disassociato non fa parte dell’immediata cerchia familiare o vive fuori casa. Anche se in qualche rara occasione dovesse rendersi necessario avere dei contatti per sbrigare questioni familiari, tali contatti dovrebbero essere mantenuti al minimo.Mantenetevi nell’amore di Dio (2008), p.207,208
                                              PROPAGANDA (clicca sul file audio)


REALTA'
Supponiamo ad esempio che l’unico figlio di una coppia cristiana esemplare lasci la verità. Avendo preferito “il temporaneo godimento del peccato” a una buona relazione con Geova e con i propri genitori cristiani, il giovane viene disassociato … la Bibbia dice di ‘cessar di mischiarsi in compagnia di qualcuno chiamato fratello che è fornicatore … Comprendono anche che il “qualcuno” menzionato in questa scrittura include i familiari che non vivono sotto lo stesso tetto … Ci sentiamo vicini a quei genitori. Dopo tutto il loro figlio ha fatto la sua scelta, decidendo di seguire uno stile di vita non cristiano anziché continuare a godere della compagnia dei suoi genitori e degli altri compagni di fede. I genitori, invece, non hanno potuto fare altro che prendere atto della sua decisione … Cosa faranno adesso questi cari genitori? Ubbidiranno alle chiare istruzioni di Geova? O si sentiranno giustificati a frequentare regolarmente il loro figlio disassociato sostenendo che si tratta sempre di “necessarie questioni familiari”? Nel prendere la propria decisione, i genitori non devono trascurare di chiedersi cosa pensa Geova di quello che stanno facendo … Oggi Geova non mette immediatamente a morte quelli che violano le sue leggi. Amorevolmente dà loro l’opportunità di pentirsi delle loro opere ingiuste. Ma come si sentirebbe Geova se i genitori di un trasgressore impenitente continuassero a metterLo alla prova frequentando senza necessità il loro figlio disassociato? La Torre di Guardia 15 Luglio 2011 p.31,32
                                                PROPAGANDA (clicca sul file audio)


REALTA'
I VERTICI DEI TESTIMONI DI GEOVA SI ASPETTANO COMPLETO
RISPETTO NELL'APPLICARE L'OSTRACISMO IN FAMIGLIA

Consideriamo solo un esempio del bene che può derivare quando una famiglia sostiene lealmente il comando di Geova di non stare in compagnia di parenti disassociati. Un ragazzo era disassociato da più di dieci anni, durante i quali i genitori e i quattro fratelli avevano ‘cessato di mischiarsi’ in sua compagnia. A volte cercava di prendere parte alle attività della famiglia ma, lodevolmente, tutti i familiari erano decisi a non avere alcun contatto con lui. Dopo la sua riassociazione disse che la compagnia della famiglia gli era sempre mancata, specie di sera quando si ritrovava da solo. Ammise comunque che se i familiari avessero trascorso del tempo con lui, anche solo per brevi periodi, questo avrebbe soddisfatto il suo bisogno di stare in loro compagnia. Tuttavia, poiché la famiglia non aveva avuto alcun contatto con lui, l’ardente desiderio di stare con loro era diventato una delle ragioni che lo avevano indotto a ristabilire la sua relazione con Geova. Teniamone conto se mai fossimo tentati di violare il comando di Dio di non stare in compagnia di parenti disassociati.
La Torre di Guardia 15 Aprile 2012 p.12

La stessa esperienza si ritrova nella Torre di Guardia 15 giugno 2013 p.28. Qui la persona dichiara
Se la mia famiglia avesse cercato la mia compagnia anche solo per poco tempo, ad esempio per sapere come stavo, quei brevi momenti insieme sarebbero stati sufficienti per me, e probabilmente il desiderio di stare con loro non sarebbe stato una forza motivante per tornare a Dio.

Ciò che il vostro familiare deve vedere in voi è la ferma determinazione a mettere Geova al di sopra di qualsiasi altra cosa, compresi i legami di parentela … Non cercate scuse per frequentare un familiare disassociato, ad esempio tramite e-mailLa Torre di Guardia 15 Gennaio 2013 p.16


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