ESPERIENZE - Quo Vadis aps

Vai ai contenuti
  
20 agosto 2019
SONO STATO UN TESTIMONE DI GEOVA

Sono stato un Testimone di Geova, non sono sposato, sono figlio unico e vivo ancora con i miei genitori.
Ho conseguito una laurea in Lettere ed una in Filosofia, ma attualmente non esercito alcun tipo di professione.  
Ho fatto parte dei TdG per10 anni ricoprendo il ruolo di Proclamatore.  

Vorrei raccontare i momenti essenziali della mia esperienza come TdG, evidenziando quei dati che, secondo me, mi hanno provocato il disagio che vivo attualmente.  

All'età di 15 anni conosco un simpatico signore di circa 65 anni che abita nel quartiere in cui gioco a pallone con i miei amici.  
Questo signore, TdG, suscita il mio interesse per tre motivi: Innanzitutto mi si rivolge dandomi del «lei» nonostante la mia giovane età; mi mostra il nome di Dio sulla Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture, sostenendo che tutte le altre Bibbie lo sostituiscono con il termine Signore; mi assicura, per ultimo, che mentre della Chiesa Cattolica fanno parte anche i cristiani non puri, fra i TdG ciò non accade.  
«A noi non sfugge niente! » disse.  

Vengo invitato a frequentare la Sala del Regno.  
Riesco ad andarci qualche volta, ma subito mio padre me lo impedisce.  
Quell'ordine, quella precisione, quel particolare modo di accogliere gli estranei, proprio dei TdG però, fanno breccia nel mio cuore, che era quello di un giovane abituato a un certo rigore.
Dopo qualche tempo ho l'occasione di riparlare con un TdG e ritorno a frequentare le adunanze.  
Nuovamente vengo colpito dalla premurosa accoglienza che i TdG mi mostrano.  
Tutti mi salutavano e avevano premura nei miei confronti e per un figlio unico, cresciuto con una solitudine accentuata, era veramente tanto.

Vivere in questo clima ovattato mi procura inizialmente molta soddisfazione.

Tutto cominciò ad andare per il verso giusto, a scuola prima avevo problemi un po? con alcune materie, quando ero Testimone di Geova tutto andò bene.  
Ero più allegro anche in casa e i miei genitori notarono questo cambiamento.  

Una volta testimone di Geova diventai letteralmente, non lo dico in senso negativo in questo caso, una pecora... nel senso di Buon giorno!
Buona sera!
Che posso fare?  
Che cosa non posso fare?  
Ero veramente responsabile in questo senso...  

Cioè mi avevano messo in riga senza che io me n’ero accorto, ma io lo volevo, questa è la cosa più importante... io lo volevo, volevo essere messo in riga, non nel senso di ordine, volevo stare in un posto dove finalmente ci si riunisce per parlare solo ed esclusivamente di Dio.  

Non ne potevo più di ciò che vedevo io all'epoca in giro.
Volevo stare veramente con gente che diceva di conoscere la Bibbia, la conosceva e l'applicava.
In occasione dell'inaugurazione di una Sala del Regno riesco a convincere mio padre ad accompagnami, promettendogli che se quell'ambiente non fosse stato di suo gradimento non lo avrei più frequentato.  

Da quel giorno anche mio padre comincia a frequentare le adunanze dei TdG e giunge al battesimo due anni dopo di me.
Finalmente sento di aver raggiunto ciò che desidero: ordine, silenzio e tranquillità.  
Ma questo clima idilliaco viene sconvolto quando comincio a rendermi conto che la vita fra i TdG non è sempre perfetta.

Assisto infatti ad una bega fra alcuni anziani della Congregazione di cui faccio parte.  
Quindi quel mondo così tranquillo possedeva un tarlo.
Successivamente noto che quei modi calorosi propri dei TdG nella fase di accoglienza, si trasformano in un atteggiamento di rifiuto per chi se ne va.  
È un sintomo di lieve fastidio o angoscia, a che cosa mi riferisco??

Al fatto di non poter salutare gente disassociata.
Cominciai per la prima volta a notare che cosa si provava guardando una persona con cui parlavi e hai parlato fino a un giorno prima, e che non potevi salutare, in base alla Scrittura della 2° lettera di Giovanni che diceva che chiunque va avanti e non porta l'insegnamento che ha ricevuto non deve meritare più
il saluto.

Ecco quel sorriso che diventava rifiuto mentale della persona che se ne andava.  
Tali piccole crisi vengono superate perché sono ancora forte la convinzione di far parte dell'unica, vera, santa e approvata Organizzazione di Dio.
Dovendo trovare una valvola di sfogo a tutte le imposizioni del gruppo, comincio a comportarmi in modo reattivo.  

Il mio comportamento cominciò a farsi esuberante, perché chiaramente io potevo paragonarmi ad una pentola a pressione che non veniva mai aperta.  
Cominciai a questo punto a sfogarmi in un'altra direzione, cominciai ad esempio a difendere, nel senso che andavano capiti, i drogati, gli omosessuali, gli infelici.

Finché parlavi di infelici, al limite potevi essere capito, quando parlavi di drogati e di omosessuali i Testimoni di Geova si scatenavano.  
C'era un odio feroce, un odio puro, specialmente contro quest’ultima categoria.  

Ma il timore di abbandonare l'Organizzazione di Dio, che offre tutto ciò di cui un uomo ha bisogno, e di ritrovarsi nuovamente sperduto e solo, mi fa ancora chiudere gli occhi e accettare tutto incondizionatamente.  
In conformità con i principi di neutralità proposti dalla Società Watch Tower decido di non svolgere il servizio militare e di andare, invece, in carcere.  
Durante il periodo di reclusione ho modo di riflettere sulla mia vita e sulle mie scelte.  
All'uscita dal carcere, tronco la relazione instaurata in precedenza con una ragazza TdG subendone un trauma.  

Qualcosa comincia a cambiare in me.  
Mi sento sempre più stretto nella morsa delle regole.  
Vivo un rapporto tormentato con un Dio sempre presente e pronto a punire tutti i trasgressori.  

Dopo un diverbio con gli Anziani della mia Congregazione, perché avevo preso le difese di un omosessuale, vengo processato e infine espulso.
Dissi: Sentite, se non dà fastidio possiamo tenerlo nella Sala, non è battezzato...comunque può venire!
Purtroppo lo difesi a spada tratta, e loro rivoltarono la matassa e dissero:
Chi difende queste persone è come loro!....  
A quel punto io per dispetto risposi: E se lo fossi, che vi interessa?.  
Non potevo rispondere così!...  
Non dovevo permettervi di rispondere una cosa del genere.  
Loro presero la palla al balzo...e letteralmente fui umiliato, fui trattato come un perfetto imbecille? ma che dico imbecille?
Non esistevo più, tutte le volte che tentavo di parlare?  

Qui non siamo all'Università!...  
Qui non siamo ad una conferenza stampa...  
Qui siamo davanti all'Organizzazione!..  
O tu rispondi in base a quello che sai o tutto ciò che dici noi non lo teniamo minimamente in considerazione!  
Attraverso un periodo estremamente critico, una generica sofferenza mi imprigiona e mi ostacola nella conduzione della sua quotidianità.  
Sviluppo, quindi, un quadro di marca nevrotica con sintomi ossessivo-compulsivi.

Cominciavo per esempio a uscire sempre col piede sinistro, poi se dovevo toccare una cosa la toccavo
6-7 volte.  
Non salivo sul tram numero 17.  
Vivo una situazione di disagio e di sofferenza che mi porta a eccedere nell'uso dell'alcool.

Ricordo le parole continuamente ripetute in Sala («Dove andrete fuori di qua?») e sprofondo nei sensi di colpa per aver abbandonato quella organizzazione.  
Dal punto di vista spirituale ero solo, solo e diverse volte ho pensato al suicidio.  
Mi allontanai per un po’ dalla religione diventando ateo fino a quando, nel '91 ricomincia a frequentare il gruppo su invito della Congregazione.  

Io stavo rientrando di nuovo nel ‘91.  
In quell'anno fui invitato di nuovo perché il CD pubblicò una circolare interna e anche pubblica in cui si diceva che i fuoriusciti che non avevano parlato male dei Testimoni di Geova
potevano essere reintegrati.

Chi parla è chiamato apostata.  
I Testimoni di Geova ce l'hanno con gli apostati... sono quelli che scoprono le loro magagne bibliche... e loro non permettono di parlare.

Difatti l'imposizione di non parlare è un trucco vero e proprio, perché è un sistema di difesa...  
Loro non permettono che qualcuno possa scalfire sia pur di poco la loro parola.  

Nello stesso periodo acquisto un libro in cui venivano menzionati i passi biblici falsificati dalla Società Watch Tower.
Quando mi rendo conto che molti passi biblici erano stati effettivamente modificati, decido definitivamente di
allontanarmi dai TdG.

Quando mi accorsi che i passi erano cambiati, opportunamente cambiati, ebbi come un'illuminazione... dissi Dio, a chi mi sono dato io?  
Scoprirlo mi fece stare ancora più male.  

Dopo qualche tempo sono entrato nella Chiesa Cattolica.  
R.R.

Spazio al lettore: per commentare questo articolo scrivi a quovadis.aps@gmail.com

SOSTIENI QUO VADIS a.p.s.
Fai una donazione. Grazie!


Torna ai contenuti