Esperienza - Una vita di mediocrità e incompletezza. - Quo Vadis aps

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1 giugno 2019

Esperienza inviata da un lettore che ha chiesto di rimuovere i riferimenti a nomi di persone e luoghi.
Ciao,

Mi presento, mi chiamo MARIO ROSSI e sono un ormai ex-Testimone di Geova. Ti scrivo semplicemente perché voglio condividere la mia esperienza con qualcuno che effettivamente può capire quello che sto passando. Ho scelto di scrivere a te/voi perché credo che si tratti della miglior piattaforma riguardo ad analisi di questa religione settaria.

Ho 19 anni e sono battezzato da Marzo del 2017, mentre sono proclamatore dal 2013. Questa sera consegnerò la mia lettera di dissociazione, dopo vicissitudini a dir poco infinite. Parto dall’inizio.

Sono nato in una famiglia di Testimoni da due generazioni, i miei nonni materni sono stati tra i primi in zona, tant’è che hanno formato diverse congregazioni locali con l’aiuto di altri fratelli dell’epoca. Mio papà è nato “nel mondo” ma sua mamma conobbe “la verità” quando lui aveva 4 anni, dunque si può dire che sia nato “nella verità”. In famiglia sono tutti Testimoni battezzati, attivi e convinti: i miei genitori, il mio fratellino più piccolo, i miei nonni, i miei zii; l’unica eccezione è mio nonno paterno, “incredulo” dalla notte dei tempi. Tutta la mia famiglia ha sempre messo il “Regno” al primo posto, senza mai esitare. A questa Commemorazione mio papà ci ha comunicato la sua convinzione di prendere gli emblemi, in quanto dice di aver ricevuto la chiamata celeste da oramai 3 anni. Tutto rose e fiori vero?
Nonostante tutto io credo di essere dentro ad una gabbia di pazzi. Non so nemmeno se riesco a descrivere il mio profondo stato di sofferenza e vuoto che sento di aver passato per tutti questi anni. Sin da quando ero piccolo non ho fatto altro che subire tutti e tutto insieme. Per via del mio carattere introverso ho sempre fatto una fatica nera a socializzare, figuriamoci a rispondere alle provocazioni e alle prese in giro. E’ stato letteralmente sfiancante. Man mano che crescevo vedevo i miei coetanei divertirsi e soprattutto essere spensierati, uno stato emotivo e fisico che non ho mai provato, nemmeno per un maledetto secondo. Ricordo che loro capivano che io avrei voluto essere incluso, ma facevano di tutto per mettere il dito nella piaga, perché giustamente non c’è niente di più bello che provocare qualcuno che si offende facilmente.

Rammento diverse occasioni in cui mi avvicinavo ai loro gruppetti mentre parlavano, semplicemente perché avevo voglia di stare in compagnia, (comprensibile a 13 anni, no?), e li sentivo esclamare frasi tipo “Shh arriva il testimone di Genova!”. E’ stata una costante della mia vita. Nella mia congregazione non ci sono mai stati giovani, credo in rapporto all’esigua popolazione della mia cittadina, dunque le compagnie sono sempre mancate. Ricorderò sempre con l’amaro in bocca un gruppo di ragazzi miei coetanei, della congregazione vicina. Hanno sempre escluso me e mio fratello, ricordo addirittura più occasioni in cui pubblicavano foto sui social taggando anche me, quando non ero presente, solo per il gusto di provocarmi. Per fortuna hanno aperto le loro vedute e negli ultimi anni mio fratello si è legato molto a loro, ma io non ho mai dimenticato gli anni in cui avrei avuto bisogno degli amici.
Mio fratello era piccolo e gli bastava stare con me o guardare la tv, ma ad un ragazzino dai 14 ai 16 anni come si può chiedere di stare da solo? Le mie uniche compagnie erano i “fratelli” più anziani con cui uscivo in servizio o da cui andavamo a cena fuori. Ma i Testimoni te la propinano così: stare con i più anziani è costruttivo, basti pensare a Davide e Gionatan. PATETICO. (Con questo non voglio screditare i miei amici più grandi, ma capite bene che non possono essere al centro della vita sociale di un adolescente). Senza nemmeno sprecarvi troppe parole, dovetti rinunciare a tutti gli sport in cui ero portatissimo e talentuoso, ovviamente per “ragioni scritturali”. Sono sempre stato un pesce fuor d’acqua, stare con gli altri ragazzi o “fratelli” più grandi passando tempo dietro a svaghi “leciti” mi faceva sentire ancor più emarginato, in quanto non condividevo niente con loro. Una vita di mediocrità e incompletezza.
Nessun ragazzo merita di vivere recluso ed escluso. Nessun ragazzo dovrebbe ereditare i demoni dei propri genitori.
Mi fa parecchio sorridere sentir parlare del battesimo come una scelta volontaria, logicamente quando si parla di persone nate “nella verità”. Non c’è nessuna libertà di scelta. Si viene indottrinati sin da piccoli, esclusi da quello che loro chiamano “il mondo”. Per chi nasce in una famiglia di Testimoni tutti gli eventi trascinano inesorabilmente verso il battesimo: quello è il tuo destino, non puoi scegliere diversamente, non ci devi nemmeno provare. Quando avevo 17 anni anni mi sono battezzato. Avevo già pensieri ribelli, ma non avrei mai e poi mai avuto la forza mentale di combattere per i miei ideali contro la mia famiglia così “spiritualmente elevata”, contro gli Anziani e i vari Comitati. Ho sempre vissuto con una profonda attrazione per i piaceri “terreni” e “mondani” considerati pagani, cercando però di evitarli.
Ma arriva un momento nella vita in cui accade qualcosa, una scintilla che fa scoppiare un incendio. La mia scintilla è una persona che chiamerò F. Conobbi questa ragazza in un periodo in cui aprii le mie vedute al mondo. In quegli anni iniziai infatti ad andare in skateboard (dopo ti racconterò un aneddoto curioso) e iniziai anche a bazzicare luoghi preposti a tale attività, venendo ovviamente in contatto con persone “del mondo”, con cui legai in tempo zero. F. si rivelò speciale, forse la persona più adatta a me che potessi mai incontrare e che potrò mai incontrare in tutta la mia scarna esistenza. Inutile dire che mi innamorai di lei e lei di me sin da subito. Hai presente quelle persone che ci sono sempre? Giorno e notte, pioggia o grandine che sia. Quelle persone che incontri quando la vita decide di farti un dono dopo tutto quella reclusione che hai passato. Altrettanto inutile dire che finì a causa della setta a cui ero legato: andava contro i principi biblici, non potevo più frequentarla. Iniziò presto ad odiarmi in quanto non capiva il mio distacco improvviso e in alcune occasioni mi mandava foto col suo nuovo ragazzo, condite da frasi tipo “potresti esserci qua al suo posto”. Certe cose non si scordano, e io non scorderò mai lo sgarbo che la “verità” mi ha fatto con F. Certi ricordi sono come fiamme perenni, mi bruciano addosso e non me ne posso liberare, mi hanno fatto scendere in un profondo stato di depressione e sofferenza. Forse è banale, ma lei era la prima e unica persona con cui avessi mai legato veramente, in 16 anni.

Dovetti anche smettere con lo skateboard, considerato divertimento “mondano” che mi metteva in contatto con dei mostri senza cuore che sicuramente volevano il mio male (esilarante). Avevo promesso che avrei raccontato un aneddoto sullo skate, vero? Dato che non avevamo uno skatepark in zona, eravamo soliti bazzicare luoghi che presentavano una pavimentazione liscia, con dei muretti da usare come rail. Uno di questi luoghi era lo spiazzo del Palazzo Regionale della mia città. Un “fratello Anziano” da molti anni, durante un discorso fece un esempio per dimostrare chissà quale astrusa tesi. Sta di fatto che disse “secondo voi fratelli, sarebbe appropriato che il figlio di un Anziano andasse a pattinare di fronte alla Regione? Sarebbe una grande vergogna per lui e per Geova”. Non sto nemmeno a descrivere il mio stato d’animo in quel momento. Se ancora ci penso ho i conati di vomito.
Comunque mi trovo qua, dopo mesi e mesi di piani ben architettati. Nell’ultimo anno ho fatto di tutto di nascosto, il che mi ha consentito di trovare amici e amiche che mi hanno sostenuto e motivato nelle mie scelte.
Ora ho deciso di non tenere più tutto nascosto, ma di essere sincero. Oggi 29 maggio 2019 non sono più un Testimone di Geova e provo un senso di pace interiore mai provato prima.
Da questo momento vivo la mia vita senza la mia famiglia. Niente più pranzi e cene dalle mie nonne, niente più partite alla Playstation con mio fratellino, niente più vacanze. Tutto questo dimostra, per quanto loro lo neghino, che sono una maledetta setta che andrebbe proibita. Per fare una citazione delle loro stesse Pubblicazioni vorrei riprendere la frase della Svegliatevi del Luglio 2009: “Nessuno dovrebbe sentirsi obbligato a seguire una forma di adorazione che considera inaccettabile o a scegliere fra le proprie credenze e la propria famiglia”.
In tutto questo tempo mi sono reso conto di come sia tutto frutto di un loro auto convincimento: non c’è nessuna prova tangibile dei benefici che loro millantano. Tutto ciò che è informazione esterna è considerata apostasia; ricorda un po’ il sistema d’informazione presente in stati come la Cina. Reclusione totale e ogni tentativo di guardare oltre viene considerato sovversivo e punibile.
Mi auguro veramente che si ravvedano come molti di noi hanno fatto.
Nel frattempo mi godrò la vita all’insegna dei miei valori e dei miei vizi.

fonte: JWanalyze -Roberto
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