Elezioni Europee: i risultati negli altri Paesi Ue - Quo Vadis aps

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28 maggio 2019

Sanchez e Orban stravincono, Merkel in affanno, Le Pen supera Macron, balzo in avanti di Kurz. Comincia a definirsi il quadro politico che emerge da queste elezioni europee in altri Paesi Ue.

 
Spagna
 
In Spagna il Psoe di Pedro Sanchez ha praticamente confermato i numeri della recente consultazione: circa il 32% delle preferenze, che consentiranno ai socialisti spagnoli di portare a Strasburgo 18 eurodeputati. In calo il Pp, ancora alle prese con l'onda d'urto successiva allo scandalo corruzione che ha portato la caduta del governo Rajoy. Il partito che ora è guidato da Pablo Casado ha ottenuto il 20% delle preferenze. Era atteso anche il risultato di Vox, i sovranisti entrati nel parlamento di Madrid per la prima volta nella storia della Spagna post-franchista. Il partito guidato da Santiago Abascal, stavolta, è andato al di sotto delle aspettative, arrivando fino ad un massimo del 6% rispetto al 10% delle politiche. Ma comunque otterrà 4-5 seggi a Strasburgo. Quanto agli indipendentisti catalani, sia Oriol Junqueras (ancora in carcere dopo la dichiarazione di indipendenza) che Carles Puigdemont (in auto-esilio a Bruxelles) potrebbero fare il loro ingresso all'Eurocamera.
 

Germania
 
In Germania la Cdu-Csu di Angela Merkel resta primo partito con il 28,7%, ma perde oltre il 6% delle preferenze. Peggio fa l'Spd: ottiene il 15,6%, ben l'11,9% in meno rispetto alle scorse europee del 2014. I Verdi volano invece al 20,7%, con un clamoroso +9,8%, ben oltre le attese che li davano al 17. L'ultradestra di Afd è segnalata al 10,8%: cresce del 3,7%. Quanto alle altre liste, la Linke sarebbe al 5,5% (-1,9) ed i liberali della Fdp al 5,5 (-0,6%). Dalla Germania, poi, arriveranno anche deputati del partito animalista, del partito della Famiglia, di Volt e dei Pirati.
 

Francia
 
In Francia il Rn di Marine Le Pen supera la Republique en Marche di Emmanuel Macron, sia pur con uno scarto dell'1% (23,5 contro 22,5%). "Chiediamo questa sera lo scioglimento dell'Assemblea Nazionale" ha commentato Le Pen. Sul podio, la sorpresa più grande di queste europee francesi, i Verdi, che scavalcano la deludente destra dei Republicains e diventano la terza forza politica del Paese, con quasi al 13%. Deludente il risultato della gauce di Jean-Luc Melenchon (La France Insoumise) che col 6/7% rischia di non prendere seggi. Inversione di tendenza dei socialisti: l'ex partito di Hollande arriva anche lui al 6-7%, grazie anche all'alleanza con il nuovo Place Publique di Raphael Glucksmann.
 
Ungheria
 
Affluenza record (42,3%) e vittoria travolgente di Fidesz, il partito del premier Viktor Orban, in Ungheria, dopo una campagna tutta giocata in chiave anti-immigrazione. Secondo i dati quasi definitivi dell'ufficio elettorale nazionale, Fidesz ha ottenuto il 52,3% dei voti. Secondo partito sono i democratici (Dk) con il 16,3%, poi Momentum (liberali) al 9,7%, i socialisti (Mszp) al 6,6% e Jobbik (nazionalisti) al 6,5%. Sotto lo sbarramento di 5% tutti gli altri partiti, prima di tutto i Verdi (Lmp). I 21 eurodeputati che spettano all'Ungheria sarebbero così ripartiti: 13 a Fidesz, democratici 4, Momentum 2, socialisti 1, Jobbik 1.
 

Grecia
 
Pesante sconfitta per Alexis Tsipras in Grecia. Il premier si rivolto al presidente della Repubblica chiedendo elezioni anticipate. Un voto che potrebbe chiudere la sua parabola iniziata 4 anni fa, quando fu chiamato a risollevare un Paese al collasso economico. Syriza è stata bocciata dagli elettori che si sono recati alle urne per rinnovare il parlamento europeo: soltanto il 23,7% ha scelto la sinistra greca, mentre sono tornati primi i conservatori di Nea Dimokratia (33,2%) guidati da Kyriakos Mitsotaki, che fanno capo al Ppe. Parlando fuori dal quartier generale del partito ad Atene, il premier è stato lapidario. Queste elezioni dovevano essere un voto di fiducia sul suo governo, "ma i risultati non sono stati all'altezza delle nostre aspettative". Sotto le aspettative anche il risultato dell'estrema destra di Alba Dorata, che si ferma al 4,8%, sotto ai socialisti di Pasok, con il 7,5% e al partito comunista Kke, che arriva al 5,5%.
 

Slovacchia
 
Numeri ancora incerti nel Paese che, pochi mesi fa, ha compiuto un'importante sterzata europeista con l'elezione alla presidenza di Zuzana Caputova. Un fattore non di secondo piano in uno dei Paesi del gruppo di Visegrad, dove il Progresivné Slovensko della presidente sarebbe il primo partito con il 20,1% dei consensi, superiori al 15,7% attribuito ai socialdemocratici dello Smer dell'ex premier Robert Fico, crollati sia rispetto alle precedenti europee (24%) che alle presidenziali del 2016. Sale, invece, l'ultradestra (SNS) di Marian Kotleba.
 

Austria
 
La bufera che ha colpito il governo, a quanto pare, non ha causato nessun contraccolpo, al voto europeo, per il partito del cancelliere Sebastian Kurz: l'Övp, stando agli exit-poll, arriva addirittura al 34,5%, guadagnando in termini di punti percentuali non solo rispetto alle Europee di cinque anni fa ma, addirittura, alle politiche del 2017 che valsero la nomina di Kurz al rango di più giovane leader europeo. Prevedibile la colata a picco del Fpo, travolto dalla scandalo che ha colpito Heinz-Christian Strache: 17,5% la proiezione, in ribasso di un paio di punti rispetto al 2014 ma in caduta libera dal 2017, perdendo più di 8 punti in terimini di voti. Leggera frenata per i socialdemocratici che, a ogni modo, confermano con il suo 23,5% sostanzialmente i numeri delle precedenti elezioni. E rallentano anche i Verdi: 13,5%.

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