Aspettare Geova. - Quo Vadis aps

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8 giugno 2019
Aspettare Geova
André è stato uno zelante Testimone di Geova per oltre 30 anni. Era sposato con una “sorella” meravigliosa e hanno avuto tre figli insieme. Tuttavia, ad un certo punto, le cose iniziarono a cambiare per André. Iniziò ad avere dubbi. La sua relazione con Geova iniziò a vacillare. Alla fine lui, insieme a sua moglie e ai suoi figli, smisero di assistere alle adunanze.
Dopo aver “lasciato Geova”, André e sua moglie si separarono consensualmente e ora condividono la custodia dei figli. Dopo essere stato fuori dall’organizzazione per tre anni, un Anziano, che una volta era vicino ad André, lo contattò telefonicamente per cercare di incoraggiarlo a tornare a Geova. Ecco il resoconto di André di quella conversazione.
Ero fuori a far passeggiare il cane quando squillò il telefono. Era un numero sconosciuto, ma poteva essere per lavoro, quindi risposi normalmente. Rimasi paralizzato quando capii che si trattava di un Anziano della mia ex congregazione, il fratello Kevin. Certo, la Commemorazione si avvicinava. Mi aspettavo quella chiamata, ma non ero pronto. Mi prese un po’ alla sprovvista.
Il fratello Kevin si presentò e mi chiese come andasse, i soliti convenevoli. Gli dissi che stavo bene, i bambini erano felici e la vita in generale andava bene. La mia salute mentale, la scusa che avevo usato per andarmene, stava migliorando, gli dissi.
Mi rivelò il motivo della chiamata. Voleva organizzare una visita pastorale con un altro Anziano, con l’intento di vedere come stavo e se potevano incoraggiarmi a tornare a Geova.
Le “visite pastorali” sono visite in cui gli Anziani dei Testimoni di Geova si impegnano ad incoraggiare i loro fratelli e sorelle a continuare a servire con gioia Geova la Società Watchtower.
Dovetti decidere rapidamente quale battaglia intraprendere: imbracciare la spada o schivare i proiettili e tornarmene al mio posto sicuro. Scelsi l’approccio cauto. Gli dissi in modo gentile che quella era una richiesta complicata. Avrei considerato una simile visita come una trappola per farmi dire qualcosa che avrebbero potuto usare contro di me in seguito e che mi sarebbe costata la famiglia. Gli dissi anche che sapevo, dal libro Pascete, che il solo parlare agli Anziani sarebbe stato considerato come un riconoscimento della loro autorità su di me.
Lui, naturalmente, disse che tutto questo era lontano dalle loro intenzioni. Disse che volevano solo incoraggiarmi, senza alcun desiderio di disassociarmi. Gli chiesi se poteva capire la mia preoccupazione, data la dottrina dell’ostracismo dei Testimoni di Geova e che potevo rischiare di perdere i miei fratelli e i miei genitori. Disse che poteva capirmi ma che non era il caso di preoccuparsi.
Bene, da lì è iniziato tutto. Questo Anziano è un bravo ragazzo. La conversazione che ne è seguita non sarebbe mai avvenuta se non lo fosse stato.
Gli dissi che l’incontro con due Anziani sarebbe stato inappropriato per me. Non sarei stato grado di resistere e sarebbe finita male. Rifiutai rispettosamente l’offerta.
Parlammo un po’ e lui iniziò a chiedere qualcosa in più. Allora gli chiesi se potevo parlare liberamente e se quello che ci saremmo detti sarebbe rimasto solo tra noi due. Gli chiesi se avrebbe rispettato le mie preoccupazioni e mi avrebbe concesso il diritto di parlare. Mi promise che la conversazione sarebbe rimasta solo tra noi e che non mi sarei messo nei guai per questo. Il tempo mostrerà se stava mentendo.
Quindi iniziai. Gli dissi che dopo il mio esaurimento nervoso e la separazione, avevo bisogno di fare un passo indietro e fare davvero ricerche e ricominciare la mia vita. Condivido la custodia (50%) dei miei tre figli. Quando sono con la madre, vivono in una casa con due mamme. Se dovessi crescerli come Testimoni di Geova in una tale situazione, le cose sarebbero molto difficili per loro. Dovevo quindi essere sicuro che questa fosse La Verità. E se era la Verità, doveva resistere allo scrutinio.
Lui disse di essere d’accordo con me. Capiva la mia scelta. Gli dissi che più facevo ricerche, più la mia coscienza mi diceva che non potevo portare i miei figli nella Verità. E neanche io potevo continuare ad andare. Non si trattava di essere “inciampati”. Non si trattava di “scoraggiamento”. Era una scelta chiara e consapevole che stavo facendo.
Gli dissi che guardavo le trasmissioni JW, leggevo le riviste, i punti salienti dei Congressi. Gli spiegai che più lo facevo, più ero sicuro della mia decisione di lasciare. In alcun modo una visita da parte degli Anziani poteva cambiare la situazione.
Poi mi chiese quali erano le mie preoccupazioni riguardo l’organizzazione. Dovevo essere intelligente e calmo nel rispondere a questa domanda e non parlare di qualsiasi cosa. Dovevo concentrarmi su argomenti che non erano “tipici da apostati”, poiché ciò avrebbe reso la conversazione aspra.
La storia di Noè e il diluvio universale: è solo un mito?
Perciò, iniziai la mia risposta con Il Diluvio e l’Arca di Noè. Gli dissi che questo era uno dei molti esempi in cui la dottrina dei Testimoni di Geova non reggeva ad un esame. Gli spiegai alcuni punti e gli dissi che non c’era modo di credere a qualcosa che era completamente sconfessato da tutte le forme di scienza, matematica e logica. Non potevo pretendere questo dai miei figli. Usai questo come esempio per mostrare come i Testimoni di Geova e il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova rifiutano totalmente di accettare la scienza e la logica. Per alcuni momenti discutemmo su alcuni argomenti e sulla scienza e lui non aveva alcuna valida difesa. Tornava semplicemente alla patetica argomentazione secondo cui “dobbiamo aspettare Geova“. Lui aveva scelto di credere a Noè e al Diluvio, anche se non riusciva a capire tutto. Disse che se era scritto nella Bibbia, doveva solo crederci e basta. Gli dissi che era una scelta dei Testimoni di Geova credere che il Diluvio fosse globale. Avrebbero potuto facilmente cambiare la dottrina per spiegarla come localizzata e sarebbe comunque rimasta in sintonia con la narrativa della Bibbia. È improbabile che lo facciano mai, a prescindere dalle prove. Abbiamo concordato di non essere d’accordo su questo argomento.
Gli chiesi se sentiva che fosse giusto che Dio avesse deciso di uccidere ogni essere umano e animale annegandoli. Dio ha ucciso ogni cosa su tutto il pianeta senza preavviso. L’idea che Noè predicava era assurda per me: non aveva mezzi di trasporto ed era impegnato a costruire questa gigantesca barca. Non c’era modo di predicare a nessuno, ad esempio in Australia o in America. E cosa avrebbe detto loro? Quella era un epoca in cui non c’erano regole scritte, nessuno poteva sapere cosa richiedesse Dio. In base a cosa si poteva giudicare che tutti erano malvagi? Come poteva essere giustificato tutto ciò? Come poteva un bambino in Cina avere idea del perché stesse, all’improvviso, annegando? Cosa ci dice tutto questo su Dio?
Mi rispose dicendo che si trattava di credere in Geova. Mi disse che Geova aveva un’organizzazione qui sulla terra. Disse che ovunque c’erano prove che Geova aveva scelto la Watch Tower Bible & Tract Society, e le sue società affiliate, come Sua organizzazione. Anche se non aveva risposte e non riusciva a capire tutto, sapeva solo che era La Verità. Ma non può dire la stessa cosa ogni persona in qualsiasi altra religione? Un Mormone avrebbe detto la stessa cosa. Se si tratta solo di credere, come puoi giustificare che questa è una buona cosa? Quindi dobbiamo dire che qualcuno che nasce come Testimone di Geova è fortunato ma la stessa persona meriterebbe la morte se fosse nato in un’altra religione?
Disse che non aveva risposta a questo. Disse che c’erano molte cose che non capivamo su Geova. Avremmo avuto bisogno dell’eternità per capire tutto, disse. Ancora una volta, chiesi come poteva essere giustificata la pena di morte per coloro che non sono Testimoni di Geova, quando si tratta solo di una questione di fede senza prove o logica? Non potrebbe qualsiasi religione fare questa affermazione?
I Testimoni di Geova credono che Dio userà grandine, terremoti, inondazioni, fuoco e zolfo, fulmini, malattie e farà in modo che i Suoi nemici si uccidano a vicenda ad Armageddon.
Gli chiesi come poteva giustificare una dottrina che diceva che oltre il 99,9% della popolazione mondiale sarà uccisa ad Armageddon, quando non ci sono prove, né scienza, ne logica che dimostra che i Testimoni di Geova sono gli unici meritevoli di vivere. Ancora una volta, tornò alla questione della “fede“. Provò anche a sostenere che non era questa la dottrina dei Testimoni di Geova, ma che sarebbe stato Dio a decidere. Gli dissi che avrebbe dovuto seguire l’adorazione mattutina nel JW Broadcasting, dove Tony Morris III afferma che i Testimoni di Geova saranno l’unico gruppo protetto ad Armageddon. Non aveva alcuna risposta a questo. Invece, aveva scelto di fidarsi di Geova perché crede che la Watch Tower Corporation è la Sua organizzazione.
Ammise di avere dei dubbi su diverse questioni. Mi disse che, decenni prima, uno dei suoi migliori amici aveva lasciato La Verità. A quel tempo, il suo amico gli aveva inviato una lettera in cui spiegava le motivazioni, concentrandosi principalmente sul 607/1914. Aveva letto la lettera, mi disse. Tuttavia, aveva fatto la scelta di fidarsi dell’organizzazione e lasciare la cosa nelle loro mani. Gli chiesi se c’era un limite a quella fiducia. Gli chiesi se quella fiducia sarebbe rimasta intatta indipendentemente da ciò che avrebbe scoperto, indipendentemente dagli argomenti, dalla scienza, dalla logica o dai dubbi. “Non c’è limite alla tua fiducia?”, gli chiesi. Mi rispose di no, aveva scelto di fidarsi di Geova. Allora gli chiesi se qualsiasi altra persona religiosa poteva dire la stessa cosa della religione a cui apparteneva. Non potevano scegliere di credere e fidarsi della religione in cui erano nati, a prescindere dalle prove che mostravano il contrario? Gli chiesi come rispondeva quando qualcuno usava gli stessi argomenti quando andava porta a porta nel suo lavoro di predicazione. Di nuovo, nessuna risposta. “Confida in Geova”, mi disse. “Tutto avrà senso alla fine”.
Parlammo ancora un po’. Gli parlai dell’ostracismo e di come la famiglia viene usata come ricatto. Gli parlai delle storie in Danimarca e lui fu d’accordo con la maggior parte di quello che gli dissi. Tuttavia, tornava sempre a dire che aveva scelto di fidarsi di Geova.
Gli dissi che non avevo intenzione di attaccare la fede di nessuno. Piuttosto, gli chiesi di rispettare la mia decisione. Mi disse che lo avrebbe fatto e non avrebbe usato questa conversazione come una questione giudiziaria. Mi disse che perdere semplicemente la fede non è una questione giudiziaria e che non mi sarei messo nei guai per questa conversazione. Mi disse che sarebbe diventata una questione giudiziaria se avessi iniziato a vivere una vita immorale o peccaminosa.
Concordammo che non aveva senso ricevere una visita pastorale.
I Testimoni di Geova affermano che la loro non è una fede cieca ma, se messi sotto pressione, emerge una realtà diversa.
Conclusione: la cosa che mi rimane dopo questa conversazione è la sensazione di potere. Il tavolo si è ribaltato perché non sono più indottrinato. Ho ragionato con la mia mente, libero e senza paura. Ho basato le mie scelte su argomenti validi. Le mie decisioni reggono ad uno scrutinio, sono in linea con alti valori morali e sono coerenti con la scienza e la logica. Posso affrontare i fatti. Posso difendere le mie decisioni. Posso supportare la mia posizione. Per lui è l’esatto contrario. E’ diventato minuscolo, senza alcun argomento valido. Non aveva nulla che potesse reggere sotto esame. Tutto si basava sulla cieca “fede“.
Jwanalyze Roberto
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